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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 27 aprile 2017
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Etichettatura dei prodotti tessili



Asti, 27 aprile 2017
Ultimo aggiornamento: 28.01.2015



Vigilanza e Sicurezza dei Prodotti



ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI


La Camera di Commercio di Asti ha aderito per il 2014 all'iniziativa di sistema promossa da Unioncamere dal titolo: Rafforzamento della vigilanza del mercato nel settore moda. 

Grazie a questa iniziativa sono stati realizzati materiali di divulgazione rivolti sia ai consumatori sia alle imprese.

Le pubblicazioni si possono scaricare cliccando sopra i titoli:

Folder Tessile (per i consumatori)

Guida Tessile (per imprese del settore) 

 

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In tutta l'Unione Europea i prodotti tessili posti in vendita al consumatore finale devono essere corredati di un'etichetta che riporti la composizione fibrosa.

** In data 8 maggio 2012 è entrato in vigore il REGOLAMENTO (UE) N. 1007/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all'etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili e che abroga la direttiva 73/44/CEE del Consiglio e le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 96/73/CE e 2008/121/CE.**

Tuttavia i prodotti tessili conformi alla Dir. 2008/121/CE e immessi sul mercato prima dell'8 maggio 2012 possono continuare a essere messi a disposizione sul mercato (commercializzati) fino al 9 novembre 2014.

Contenuto obbligatorio delle etichette

Sulle etichette deve essere obbligatoriamente riportata:
* la composizione fibrosa, in ordine decrescente di peso, utilizzando le denominazioni delle fibre elencate nell'allegato I del D.lgs. n. 194/99 (per i prodotti tessili posti in vendita fino all'8 maggio 2012), o nell'allegato I del Reg CE n.1007/2011 per i prodotti immessi sul mercato dall'8 maggio 2012.

* l'eventuale presenza (in qualunque componente del prodotto) di parti non tessili di origine animale, indicata con la frase: contiene parti non tessuti di origine animale.

* l'identità e gli estremi del produttore; il riferimento al tipo di prodotto o, eventualmente, alla partita di prodotti di cui fa parte, salva l'omissione di tale indicazione nei casi in cui sia giustificata, così come anche prescritto nel Codice del Consumo (D. Lgs. 206/2005 art. 104).

Le etichette o i contrassegni, all'atto della vendita al consumatore finale, devono, inoltre, essere redatti: 
* in lingua italiana. 
* con caratteri tipografici facilmente leggibili e chiaramente visibili.


Questi i principali nuovi obblighi di legge in base al Regolamento 1007/2011:
* Obbligo di indicare la presenza di "parti non tessili di origine animale" sull'etichetta o sul contrassegno dei prodotti contenenti tali parti al momento della loro messa a disposizione sul mercato (art. 12).
* Obbligo di indicare sull'etichetta la denominazione e la percentuale in peso di tutte le fibre di cui è composto il prodotto in ordine decrescente, fatte salve le tolleranze e i criteri d'uso della dicitura 'altre fibre'  (non si utilizza più la dicitura "minimo 85%") (art.9 )
* L'etichetta deve essere scritta nella lingua dello Stato membro dove i prodotti tessili sono venduti, a meno che lo stato membro disponga altrimenti
* Il Regolamento non si applica ai prodotti tessili dati in lavorazione a lavoranti a domicilio o a imprese indipendenti che lavorano a partire da materiali forniti loro senza dar luogo a cessione a titolo oneroso e ai prodotti tessili confezionati su misura da sarti operanti in qualità di lavoratori autonomi.  

Alcuni esempi di etichette 

1) Dato che le fibre devono essere riportate in ordine decrescente di peso, l'etichetta corretta è:
65% cotone 
35% poliammide

mentre l'etichetta non corretta è:
35% poliammide
65% cotone 


2) Poichè non sono ammesse abbreviazioni, l'etichetta corretta è:
80% triacetato
20% cotone
e non :
80% TRIAC
20% CO


3) Posto che le denominazioni devono sempre essere in lingua italiana, l'etichetta corretta è:
50% seta
50% viscosa
mentre quella non corretta è:
50% silk
50% viscose


Inoltre l'etichetta deve contenere la ragione sociale o il marchio registrato dell'azienda che ha immesso sul mercato il prodotto (D.Lgs.206/2005, art.14).

Principali riferimenti normativi:
Normativa comunitaria
* REGOLAMENTO (UE) N. 1007/2011 del parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2011 relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all'etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili e che abroga la direttiva 73/44/CEE del Consiglio e le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 96/73/CE e 2008/121/CE e s.m.i.
* DIRETTIVA 2001/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 dicembre 2001 relativa alla sicurezza generale dei prodotti.

Normativa nazionale 
*  L. 8/4/2010, n. 55 - Disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri.
* D. Lgs 6/9/2005 n.206 - Codice del consumo, Artt. da 102 a 113.
* D. Lgs. 22/5/1999 n.194 come modificato - Attuazione della direttiva 96/74/CE, abrogata e refusa nella Direttiva 2008/121.
*  D.P.R. 30/4/1976 n.515 - Regolamento di esecuzione della L. 26 novembre 1973, n. 883, sulla etichettatura dei prodotti tessili. 
*  L. 26/11/1973 n. 883 (abrogata negli artt da 1 a 13) - Disciplina delle denominazioni e della etichettatura dei prodotti tessili.
*  Dir. P.C.M. 30/9/2010 - Indirizzi interpretativi relativi all'applicazione della legge 8 aprile 2010, n. 55, recante disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri.

 

 




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