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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 21 novembre 2019
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Artigianato



Asti, 21 novembre 2019



Analisi economica provinciale



ARTIGIANATO

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Consistenza delle imprese artigiane della provincia di Asti
Movimento anagrafico e forma giuridica delle imprese artigiane iscritte all´Albo Artigiani

Sono 6.734 le imprese artigiane insediate in provincia di Asti al 31 marzo 2004, di cui quasi la metà (44%) fa parte del settore edile, il 28% del manifatturiero, il 12% dei servizi, l´8% delle riparazioni, il 7% dei trasporti e l´1% delle attività connesse con l´agricoltura.
Nel 1° trimestre 2004 si sono iscritte all´Albo Artigiani della locale Camera di Commercio 143 nuove imprese e se ne sono cancellate 216; si registra pertanto una diminuzione di 73 imprese pari ad una flessione dell´1,1%.
Il confronto su base annuale evidenzia invece un aumento di 89 imprese, l´1,3% in più. Sono ancora le imprese edili a far registrare il saldo più elevato in valori assoluti con 105 unità in più (+3,75%). La consistenza delle imprese è inoltre aumentata nei servizi sociali (+ 10 unità pari a + 41,7%), nel settore alimentare e delle bevande (+ 8 unità, il 2,4% in più) e, in misura più lieve, nell´ambito del settore meccanico e dei servizi personali. Si osservano, nel contempo diminuzioni di imprese nell´area dei servizi alle imprese (- 7%), nel settore elettromeccanico (- 5,1%), nelle riparazioni (-1,6%), nel tessile-abbigliamento (- 2,3%), nella lavorazione del pellame (- 40%), nella lavorazione del legno (-3%).
A livello congiunturale il settore segnala tiepidi segnali di ripresa. Sono soprattutto le imprese strettamente connesse al settore edile, con particolare riferimento all´impiantistica, a mettere in evidenza la nascita di nuove attività e l´andamento congiunturale più dinamico.
La produzione artigiana di generi alimentari denuncia stabilità. Solo i salumifici lamentano problemi di mercato a seguito di un rallentamento dei consueti ordinativi dovuto principalmente alla presenza di nuove imprese sul mercato.
Il tessile-abbigliamento risente in modo sensibile della crisi del settore. Le organizzazioni di categoria locali per salvaguardare i manufatti made in Italy hanno aderito ad iniziative di valorizzazione promosse dalle associazioni di categoria biellesi.
Le imprese di lavorazione del legno, che nel 2003 avevano denunciato una battuta d´arresto, dichiarano una, seppur lieve, ripresa.
Le imprese metalmeccaniche risentono ancora dei problemi connessi alle note difficoltà dell´indotto auto, mentre la lavorazione di materie plastiche si trova a dover affrontare rilevanti oscillazioni nelle materie prime congiuntamente ad una inevitabile concorrenza di produzioni provenienti dal sud-est asiatico.
Il crescente apparato elettronico presente nelle nuove auto e le campagne di rottamazione, con il conseguente svecchiamento del parco macchine, hanno condizionato notevolmente l´andamento degli autoriparatori: la clientela si rivolge sempre di più per riparazioni, controlli e check up ai concessionari ed alle officine autorizzate. I carrozzieri invece lamentano il mancato rinnovo dell´accordo ANIA che consentiva migliori relazioni con le società di assicurazione. Si denunciano grosse difficoltà di rapporto con i periti ed i liquidatori ed un aggravio delle competenze burocratiche. Il comparto si trova inoltre ad operare in un contesto molto competitivo stante la presenza di operatori che lavorano sottocosto.
Gli autotrasportatori gravitanti sulle industrie metalmeccaniche hanno subito, di riflesso, le conseguenze negative della crisi del settore mentre è stabile, ma con margini molto stretti, il giro di affari di corrieri e padroncini.
Per i servizi alle persone il giro d´affari è improntato a stazionarietà per quanto la categoria lamenti un´elevata concorrenza essenzialmente dovuta all´ubicazione degli esercizi a causa dell´eccessiva concentrazione degli stessi nella medesima zona. Altrettanto competitivo è il lavoro delle estetiste e dei centri di abbronzatura assoggettati a requisiti particolari: in questo caso a generare concorrenza non equa è la presenza sul mercato di centri di abbronzatura costituiti con la formula del franchising e con modalità che permettono di superare i condizionamenti previsti dalle normative.
Le lavanderie hanno superato il contraccolpo dovuto alla competizione loro arrecata dai servizi di lavanderia istituiti presso i centri commerciali puntando su una maggiore cura e professionalità nel servizio offerto.
Nell´ambito dei servizi alle imprese, comprendenti riparatori e manutentori, e delle imprese di pulizia l´andamento congiunturale sembra improntato a stazionarietà.



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