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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 17 ottobre 2019
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Commercio



Asti, 17 ottobre 2019



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

Contenuto pagina

Consistenza degli esercizi commerciali, degli albeghi e ristoranti della provincia di Asti
Consistenza della grande distribuzione in provincia di Asti
Volumi di vendita per tipologia di esercizio commerciale

Al 31/03/2004 risultano in Provincia di Asti 6.766 esercizi commerciali, di cui 5.553 sedi d´impresa e 1.213 unità locali, 147 esercizi in più rispetto alla stessa data dell´anno precedente, pari ad un incremento percentuale del 2,2%. Si registrano nuove attività in particolare nell´ambito del commercio al dettaglio e della ristorazione.
Per quanto riguarda la grande distribuzione, nel 2003 sono stati rilevati due nuovi supermercati, mentre risultano due grandi magazzini in meno. In realtà si tratta di due esercizi commerciali che negli anni passati erano censiti sia come grandi magazzini, sia come supermercati e che da quest´anno sono stati presi in considerazione soltanto come supermercati.
La consistenza della GDO risulta pertanto la seguente: 30 supermercati per una superficie di vendita di mq. 22.663 (+11,3% in più rispetto all´anno precedente), 3 grandi magazzini per una superficie di vendita di mq. 11.430 e 4 grandi superfici specializzate. Il totale complessivo degli addetti impiegati nella GDO risulta pari a 682,5 e fa registrare un incremento del 5,6% rispetto al 2002.
Nel periodo gennaio-marzo sono stati calcolati dall´Istituto di ricerca ISAE valori molto bassi dell´indice di fiducia dei consumatori, dato che conferma l´atteggiamento di prudenza e di cautela che continua a guidare i comportamenti di consumo delle famiglie italiane.
Il settore commerciale della provincia di Asti continua a manifestare palesi difficoltà a uscire dalla crisi che ha caratterizzato l´ultimo biennio. E´ quanto emerge dall´indagine congiunturale trimestrale condotta dalla Camera di Commercio che conferma anche nel 1° trimestre di quest´anno la tendenza ad una riduzione del volume delle vendite rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente. Il 77,5% degli operatori del commercio tradizionale denuncia infatti un calo delle vendite, a fronte di una percentuale del 22,5% di operatori che esprimono variazioni positive. Meno negativa risulta invece la situazione per la grande distribuzione con il 41,7% degli operatori che evidenziano un calo delle vendite a fronte del restante 58,3% che dichiara invece transazioni in aumento.
La diminuzione del giro di affari è generalizzata e coinvolge pressoché nella stessa misura sia il comparto alimentare che quello non alimentare. Il "settore misto", ovvero le attività di vendita con superficie di vendita superiore a 250 mq. e con annesso reparto "non food", esprime giudizi più ottimisti (il 46,7% dichiara infatti un incremento delle vendite).
Gli operatori denunciano un pressoché unanime aumento dei prezzi di vendita in rapporto allo stesso periodo dell´anno precedente. Il 78,7% degli esercizi commerciali dichiarano infatti di aver praticato un incremento dei prezzi, mentre soltanto il 21,3% afferma di averli ridotti.
Nonostante il trend negativo delle vendite, la maggioranza degli operatori dichiara di avere giacenze di magazzino nella norma (90,6%).
Anche sul piano previsionale, le aspettative non sono ottimiste: soltanto il 37% degli intervistati prevede un incremento delle vendite, a fronte del 63% che si aspetta un calo delle transazioni. Più positive sono le attese della GDO con il 66,7% degli operatori che prevedono un aumento delle vendite, mentre soltanto il 29,7% degli operatori del commercio tradizionale esprime aspettative positive.
Sulla base dei generi venduti è il settore "misto" a palesare le prospettive migliori con previsioni di aumento delle vendite da parte del 63,6% del campione, a fronte del 18,2% dell´alimentare e del 33,4% del non alimentare.
Sul piano dell´occupazione, l´85,4% degli intervistati dichiara una situazione di stazionarietà, il 10,4% denuncia una riduzione degli occupati e soltanto il 4,2% dichiara un incremento occupazionale.



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