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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 17 ottobre 2019
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Mercato del lavoro



Asti, 17 ottobre 2019



Analisi economica provinciale



MERCATO DEL LAVORO

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Disoccupazione al 31/03/2004

Si riporta la situazione degli iscritti al Centro per l´Impiego della Provincia di Asti con l´avvertenza che le iscrizioni alle liste di collocamento, non essendo più sottoposte a procedimenti di revisione delle liste e non essendo soggette a cancellazione nel caso dell´avvio di contratti a tempo determinato o di collaborazione, rappresentano una situazione indicativa ma non adeguatamente significativa sul livello della disoccupazione della provincia di Asti.
Il confronto rispetto alla stessa data di un anno fa evidenzia a livello generale una riduzione degli iscritti del 2,5%. Dalla disaggregazione delle 19.787 iscrizioni si rileva che il 76,4% si riferisce a disoccupati che hanno perso una precedente occupazione a fronte del 21,3% di giovani in cerca di prima occupazione.
La consistenza del primo gruppo di disoccupati, pari a 15.109 iscrizioni, evidenzia una variazione limitata a -1% per le donne ed a -2,4% per gli uomini, pari a una variazione complessiva rispetto al primo trimestre 2003 di -1,6%.
In calo anche il numero dei giovani in cerca di prima occupazione, riduzione da imputarsi soprattutto alle minori iscrizioni degli uomini (-5,6%).
I disoccupati sono in maggioranza ultratrentenni (59%), il 23% ha meno di 25 anni, il 18% ha un´età compresa tra i 25 ed i 29 anni.
Sulla base del settore di origine si segnala che il 42% delle iscrizioni fa parte di manodopera non ascrivibile ad alcun settore, il 33% dei disoccupati dichiara una provenienza dal settore terziario, il 23% si riconduce al settore industriale, mentre solo il 2% rivendica un´estrazione agricola.
Sono due le categorie che appesantiscono in modo particolare le liste dei disoccupati: gli operai non qualificati e gli impiegati, pari rispettivamente al 42% e al 41% del totale disoccupati.

Dinamica avviamenti-cessazioni in provincia di Asti

Nel periodo gennaio-marzo 2004 sono state avviate al lavoro 4.829 persone, di cui 2.731 uomini, il 56,6%. Nello stesso periodo si sono conclusi 4.024 rapporti di lavoro, da attribuirsi a personale maschile per il 56,6% dei casi. Dal saldo risulterebbero 805 nuovi posti di lavoro, dato confortante e sensibilmente superiore al saldo rilevato nel 1° trimestre 2003, pari a 490 unità.
Le opportunità di lavoro provengono soprattutto dal commercio e dai servizi: su 4.829 avviamenti il 60% è di pertinenza del terziario; deducendo le cessazioni di rapporto di lavoro riferite al settore, pari a 2.212, si rileva un saldo attivo per 683 unità che privilegia gli uomini (56,4%) . A favore del settore industriale si rilevano 1.861 avviamenti (38,5% del totale) che, posti in relazione con le 1.777 cessazioni, danno luogo ad un saldo attivo di sole 84 unità scaturito da un lieve aumento di uomini. La dinamica occupazione della Pubblica Amministrazione è estremamente rigida, anche in conseguenza del blocco delle assunzioni: 73 avviamenti in tutto con 35 uscite; il saldo è però ampiamente positivo e nettamente a vantaggio delle donne.
Dal tale confronto con lo stesso periodo dello scorso anno si evidenzia un aumento del numero degli avviamenti sia per gli uomini (+13,8%) sia per le donne (+17,6%) ed una maggiore frequenza di cessazioni rispettivamente del 7,2% e del 11,3%.
Il 74,8% degli avviamenti è avvenuto per richiesta nominativa, il 24,7% per assunzione diretta, solo per lo 0,5% dei casi si è trattato di richieste numeriche.
Si fa rilevare come la condizione di contratto a tempo determinato, ricorrente per il 76,1% dei casi, ponga l´accento sulla precarietà delle assunzioni.
Si osserva infine una maggiore propensione al ricorso a contratti part-time: nel primo trimestre 2004 hanno rappresentato il 13,8% delle assunzioni contro un rapporto percentuale rilevato nel 2003 pari all´11%.




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