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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 17 settembre 2019
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Commercio



Asti, 17 settembre 2019



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

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Consistenza degli esercizi commerciale, degli alberghi e ristoranti della provincia di Asti
Volumi di vendita per tipologia di esercizio commerciale

La consistenza del settore distributivo astigiano, al 30 giugno 2004, è costituita da 3.394 punti di vendita al dettaglio, 1.079 unità locali di vendita all´ingrosso, 427 esercizi di vendita di auto, moto, accessori e carburanti ed 893 unità di intermediazione per un totale di 5.793 unità, il 2,1% in più della stessa data dell´anno precedente. Si rilevano, dal movimento anagrafico delle imprese a livello annuale, 29 nuove sedi di impresa e 92 unità locali in più. Rispetto alla rilevazione dello stesso periodo dello scorso anno, solo gli intermediari ed il commercio all´ingrosso mettono in evidenza una lieve diminuzione del numero delle sedi d´impresa. Aumentano invece le nuove localizzazioni, indistintamente per tutte le categorie.
Si consolida ed accresce anche il settore alberghiero e della ristorazione che nell´astigiano è rappresentato da 1.024 esercizi di cui 859 sedi di impresa: rispetto alla stessa data dell´anno precedente si rilevano 30 sedi e 14 unità locali in più, pari ad un aumento complessivo del 4,5%.
Il settore denuncia pertanto un rafforzamento della propria struttura anche in una situazione congiunturale che manifesta incertezza.
Secondo l´inchiesta condotta dall´ISAE, l´indice di fiducia dei consumatori italiani fa rilevare, su dati grezzi, un lieve recupero rispetto ai valori di maggio e si attesta su un valore leggermente superiore alla media dei primi cinque mesi dell´anno, mentre l´indice destagionalizzato registra una sostanziale stazionarietà rimanendo sui livelli dei minimi di fine 1993. Migliorano soprattutto le aspettative a breve termine sulla situazione generale del paese e si rafforza inoltre la percezione di un progressivo rallentamento della dinamica corrente dei prezzi anche se emerge qualche nuovo segnale di preoccupazione per il futuro a causa delle persistenti tensioni sui prezzi delle materie prime energetiche. Sale lievemente anche l´indice del clima di fiducia relativo alla situazione personale degli intervistati con opinioni più ottimistiche relativamente alla situazione economica della famiglia per quanto rimangano prudenti le valutazioni circa la convenienza all´acquisto di beni durevoli e la possibilità di destinare parte del reddito al risparmio. I consumatori ritengono inoltre di ridurre i propri acquisti nei prossimi dodici mesi.
L´indagine condotta dal sistema camerale nel secondo trimestre 2004 su un congruo numero di esercizi commerciali mette in evidenza, oltre al persistere del prevalere di giudizi negativi sull´andamento delle vendite, una situazione mutata in rapporto alle opinioni per tipologia di esercizio. In particolare, fino al 1° trimestre 2004 la grande distribuzione metteva in evidenza giudizi migliori rispetto il dettaglio tradizionale; nel trimestre in esame invece si rileva che l´84,6% della GDO denuncia una flessione delle vendite, contro pareri positivi limitati al 15,4% degli intervistati. Quindi, mentre nell´ambito del dettaglio tradizionale sono lievemente aumentati gli esercizi che hanno evidenziato un aumento del volume d´affari (36,3% contro il 22,5% del 1° trimestre) e di conseguenza è diminuito al 27,4% il saldo tra coloro che hanno dichiarato aumenti e quelli che hanno accusato flessioni, è invece risultato un saldo negativo del 69,2% nei confronti della GDO, con una brusca inversione di tendenza rispetto all´andamento dei primi mesi dell´anno concomitante all´apertura di un nuovo centro commerciale a livello locale.
Nel complesso del settore distributivo solo un terzo degli intervistati ha dichiarato un aumento delle vendite contro il 69,6% di parere contrario. Il relativo saldo è pertanto ammontato a -39,1%, contro il 38,4% del 1° trimestre 2004.
Per settore si rileva una migliore dinamica per il "non alimentare" per il quale risulta un saldo aumento-diminuzione di -18,2%, a fronte di -52% rilevato nel 1° trimestre, in presenza di una quota pari al 41% del campione che segnala un incremento delle vendite. Nell´ambito del settore "alimentare" persiste un trend negativo con un saldo pari a - 55,5%, dato leggermente più negativo di quello rilevato nel 1° trimestre (-50%). Contrariamente alla norma è il settore misto a denunciare le maggiori perdite di quote di mercato con un saldo sceso a - 60% a fronte del -6,7% risultante nel 1° trimestre.
Dalle previsioni sull´andamento delle vendite con riferimento al 3° trimestre 2004 non emergono ancora evidenti segnali di ripresa. Permane elevata la percentuale di coloro che si aspettano una contrazione delle vendite (69,7%) e solo il 30,2% ritiene probabile un lieve aumento del proprio giro di affari. Nel dettaglio tradizionale il saldo tra gli ottimisti sul fronte delle vendite e coloro che invece si aspettano un´ulteriore riduzione è pari a -40%; per la GDO le aspettative sono di poco migliori (-38,5%).
Per settore le prospettive meno negative sono state espresse dal settore misto, per quanto solo il 35,7% degli operatori sia propenso a prevedere un lieve aumento delle vendite. La percentuale di ottimisti è analoga nel settore non alimentare (35%), mentre rimangono fortemente negative le previsioni del settore alimentare con l´89% degli intervistati che si aspetta una riduzione delle vendite.



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