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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 23 settembre 2019
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Mercato del lavoro



Asti, 23 settembre 2019



Analisi economica provinciale



MERCATO DEL LAVORO

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Disoccupazione in provincia di Asti

Si riporta la situazione degli iscritti al Centro per l´Impiego della Provincia di Asti con l´avvertenza che le iscrizioni alle liste di collocamento, non essendo più sottoposte a procedimenti di revisione delle liste e non essendo soggette a cancellazione nel caso dell´avvio di contratti a tempo determinato o di collaborazione, rappresentano una situazione indicativa, ma non adeguatamente significativa sul livello della disoccupazione della provincia di Asti.
Le informazioni fornite dal Centro per l´Impiego relative al primo semestre 2004 evidenziano un duplice andamento. Rispetto allo stesso periodo di un anno fa si rileva a livello generale una riduzione degli iscritti dell´1,1%. Questa dinamica positiva però riguarda solo la componente maschile (-3,3%).
Dall´analisi delle 19.850 iscrizioni si osserva inoltre che il 76,4% si riferisce a persone che hanno perso una precedente occupazione a fronte del 21,3% di giovani in cerca di prima occupazione. La perdita del lavoro ha interessato in misura maggiore le donne, che costituiscono il 60% dei disoccupati con precedente esperienza lavorativa.
Risulta in calo il numero dei giovani in cerca di prima occupazione, riduzione da imputarsi alle minori iscrizioni degli uomini (-4,5%), mentre le iscrizioni delle donne sono in leggero aumento (+1,4%).
La distinzione degli iscritti per classi di età fa registrare un aumento delle persone ultratrentenni (+8,2%) che rappresentano il 61% dei disoccupati, e una riduzione (-9,4%) di coloro appartengono alla fascia di età più giovane, ovvero con meno di 25 anni, a conferma dello spostamento del problema disoccupazione verso classi di età più adulta.
Sulla base del settore di origine si segnala che il 41% delle iscrizioni fa parte di manodopera non ascrivibile ad alcun settore, il 33% dei disoccupati dichiara una provenienza dal settore terziario, il 24% si riconduce al settore industriale, mentre solo il 2% rivendica un´estrazione agricola.
Sono due le categorie che appesantiscono in modo particolare le liste dei disoccupati: gli operai non qualificati e gli impiegati, pari rispettivamente al 42% e al 41% del totale disoccupati.

Dinamica avviamenti - cessazioni per settore di provenienza

Nel primo semestre 2004 sono state avviate al lavoro 9.418 persone, di cui 5.218 uomini, il 55,4%; nello stesso periodo si sono conclusi 7.927 rapporti di lavoro, da attribuirsi a personale maschile per il 54% dei casi. Dal saldo risulterebbero 1.491 nuovi posti di lavoro, dato lievemente inferiore al saldo rilevato nel 1° semestre 2003, pari a 1.558 unità. A fronte di un aumento del numero degli avviamenti del 5%, si registra un incremento del 7% delle cessazioni. Dato positivo è comunque il sensibile incremento (11,7%) di avviamenti femminili che ha dato origine a 4.200 pratiche di assunzione. Si ricorda però che una persona può essere avviata al lavoro più di una volta con contratti a termine di breve durata, pertanto sicuramente per la stessa persona sono stati registrati, nel periodo considerato, più contratti di avviamento al lavoro.
Il 72,1% degli avviamenti è avvenuto per richiesta nominativa, il 27,4% per assunzione diretta, solo per lo 0,5% dei casi si è trattato di richieste numeriche.
Relativamente al tipo di rapporto di lavoro, oltre il 73% degli avviamenti riguarda contratti a tempo determinato, dimostrando ancora una volta come si stia andando verso un mercato del lavoro caratterizzato da un´elevata flessibilità.
Un particolare elemento di flessibilità è inoltre rappresentato dal part-time, in lenta e progressiva espansione soprattutto nel segmento femminile. Nel primo semestre 2004 questi contratti hanno rappresentato il 13,9% delle assunzioni contro un rapporto percentuale rilevato nel 2003 pari a 12,1%.



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