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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 20 settembre 2019
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Industria



Asti, 20 settembre 2019



Analisi economica provinciale



INDUSTRIA

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Andamento congiunturale del settore industria in provincia di Asti nel 3° trimestre 2004

Nel 3° trimestre 2004 i livelli di produzione del comparto manifatturiero astigiano sono diminuiti del 5,5% rispetto a quelli rilevati nel trimestre precedente. Il trimestre in esame, che sicuramente risente di fattori di ordine stagionale, ha fatto registrare, per settore, un flessione generalizzata particolarmente sensibile per l´industria del legno (-11,3%), l´elettromeccanica (-10,2%), la costruzione di prodotti in metallo (-7,7%), l´industria chimica (-4,8%), il tessile-abbigliamento (-4,7%). Solo il settore alimentare ha fatto registrare una variazione positiva della produzione (+2,5%).
Prendendo come base i livelli produttivi dello stesso trimestre dell´anno precedente si rileva, complessivamente, una situazione di stazionarietà (+0,1%), mentre per settore, a fronte dei progressi rilevati dall´industria chimica (+5,4%) e dalla metalmeccanica strumentale (+9,7%), si contrappongono i cedimenti dell´elettromeccanica (-13,3%), del settore cartario (-10,1%), del tessile-abbigliamento (-7,4%) e dell´alimentare (-4,6%). L´esame dei dati con riferimento alla dimensione occupazionale evidenzia una flessione produttiva soprattutto a carico delle imprese facenti parte della classe da 20 a 49 addetti, mentre si è mantenuto su tassi di variazione confortanti l´aumento di produzione delle aziende da 200 addetti in su.
Il grado medio di utilizzazione degli impianti, pari al 77%, è inferiore di 1,5 punti rispetto ad un anno fa, a causa di rallentamenti produttivi denunciati dalla fabbricazione di articoli in gomma, dalla lavorazione dei metalli, dal settore elettromeccanico e dall´industria cartaria. Tale indicatore è però elevato per l´industria vetraria (85,7%), l´industria alimentare (83,2%), il settore del legno (82,6%), l´industria metalmeccanica strumentale (81,3%) e l´industria chimica e delle materie plastiche (81%).
Nel trimestre in esame il 37,8% della produzione totale è stato venduto all´estero. Il mercato estero del made in Asti ha accusato un lieve cedimento rispetto al trimestre precedente (-2,9%); sembra comunque offrire ancora buone opportunità per la fabbricazione di articoli in gomma, attività che produce per l´estero più della metà dell´intera produzione, per la lavorazione dei metalli, con una quota di export pari al 49,9%, per l´industria alimentare (42%) e per la metalmeccanica strumentale (40,2%).
Sul mercato interno gli imprenditori locali hanno dichiarato una sensibile diminuzione degli ordinativi (-5,6%); dall´esame per settore i maggiori cedimenti fanno riferimento alla lavorazione dei metalli (-11,2%), all´industria del legno (-10,4%), al tessile-abbigliamento (-5%), all´elettromeccanica (-5,1%) ed all´industria chimica e delle materie plastiche (-4,4%).
La variazione dell´occupazione è risultata positiva per lo 0,6%. Le nuove assunzioni hanno interessato soprattutto il settore alimentare (+ 9%) ed hanno avuto carattere stagionale. Il settore elettromeccanico fa invece rilevare il ridimensionamento occupazionale più rilevante (- 5,7%).
Dall´analisi delle previsioni emerge un certo ottimismo da parte degli operatori: il 46% si aspetta infatti un aumento della produzione, contro soltanto il 16,8% che prevede una diminuzione. Il sistema si attende ancora una risposta positiva dal mercato estero con una previsione di aumento degli ordinativi espressa dal 52,6% del campione mentre sul mercato interno le probabilità di aumento sono limitate al 40%.
In merito all´occupazione il 67,6% delle riposte dichiara stazionarietà a fronte del 17,1% che non esclude la possibilità di nuove assunzioni ed è in minoranza (15,2%) la percentuale di coloro che intendono ridurre i livelli occupazionali.
I prezzi dovrebbero mantenersi stabili per il 60,6% delle imprese ma sta aumentando la percentuale relativa alle previsioni di aumento (26,4%), nel contempo si riducono al 13% le intenzioni di ritoccare al ribasso i listini.



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