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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 15 luglio 2019
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Industria



Asti, 15 luglio 2019
Ultimo aggiornamento: 10.06.2005



Analisi economica provinciale



INDUSTRIA

Contenuto pagina

Andamento della produzione industriale in provincia di Asti
Indagine sugli investimenti anno 2004

L´indagine "Giuria della Congiuntura", condotta su un campione di 90 aziende della provincia di Asti con riferimento al quarto trimestre dell´anno, è sensibilmente influenzata da fattori di ordine stagionale in conseguenza del peso rilevante che assume l´industria alimentare sulla totalità del settore.
E´ da evidenziare inoltre che l´elevata dipendenza dall´indotto auto del contesto imprenditoriale locale ha influito notevolmente sul ridimensionamento strutturale ed occupazionale dell´industria astigiana. La precarietà del settore è tuttora evidente: a fine 2004 si rileva infatti una situazione di crisi aziendale con 260 lavoratori in Cassa Integrazione Straordinaria e l´avvio di procedure di mobilità per una decina di aziende con il coinvolgimento di circa 110 lavoratori.
Dall´analisi dei dati pervenuti si rileva che, con una variazione positiva della produzione del 6,3%, il settore manifatturiero astigiano nel 4° trimestre 2004 sembra aver guadagnato terreno recuperando il cedimento riscontrato nel precedente trimestre. La risalita ha interessato pressoché tutti i settori ed è stata più sensibile per l´industria elettromeccanica, l´industria alimentare e l´industria cartaria. Il livello produttivo dell´ultimo trimestre dell´anno ha messo in evidenza una variazione positiva anche nel raffronto con l´analogo periodo del 2003 (+2,2%) ed in questa prospettiva emergono i progressi della meccanica strumentale, dell´elettromeccanica, del settore legno e della produzione di articoli in gomma. Manifestano invece flessione le produzioni in metallo, l´industria cartaria, il tessile-abbigliamento e l´alimentare. Complessivamente, il grado medio di utilizzazione degli impianti risulta del 78% e fa rilevare un modesto scostamento rispetto ai dati medi riscontrati nell´anno.
Su tale dinamica hanno influito sia l´aumento del 3,1% della domanda interna, sia l´incremento del 3, 3% dei nuovi ordinativi provenienti dall´estero.
Il rapporto delle vendite all´estero sul totale è ammontato, a fine anno, al 36% confermando la propensione all´estero di alcune produzioni locali. Emerge sotto questo punto di vista la produzione di articoli in gomma che ha segnalato un fatturato estero pari al 55% del totale, seguono la metalmeccanica strumentale (47%), le produzioni in metallo (40%) e l´industria alimentare (35%).
L´indagine camerale sull´industria astigiana mette in evidenza una variazione positiva anche dell´occupazione (+1,2%). Dalle segnalazioni dei locali Centri per l´Impiego emerge però un saldo negativo del movimento avviamenti-cessazioni dei rapporti di lavoro ed un rilevante ricorso alle tipologie di contratto di lavoro maggiormente flessibili.
Dalle previsioni sul prossimo semestre emerge una maggiore cautela: sotto l´aspetto della quantità prodotta sono in assoluta maggioranza coloro i quali non prevedono, per il prossimo semestre, variazioni di tendenza (52% contro il 37%), mentre si riducono le aspettative di aumento della produzione (dal 46% del trimestre precedente al 27% del trimestre in esame). Le perplessità sono rivolte soprattutto al mercato interno, rispetto al quale soltanto l´11% degli operatori si attende un aumento degli ordinativi, a fronte del 38,3% che prevede flessione. Le opinioni sul mercato estero sono più confortanti con il 31% delle aziende intervistate che si dimostra ottimista, per quanto ammonti al 26% la percentuale di coloro che esprimono un parere negativo (erano il 15% nel trimestre precedente). Il 35,3% degli imprenditori preannuncia un ritocco al rialzo dei listini ed il 21,2% ritiene probabile un aumento dell´occupazione con l´introduzione di un parziale turn-over.
L´indagine congiunturale condotta dalla Camera di Commercio, come di consueto a fine anno, ha esteso il campo di osservazione agli investimenti. Dall´elaborazione è risultato che solo il 6% delle imprese non ha previsto, nel 2004, di effettuare investimenti, per il 21% si tratta di cospicui investimenti di importo superiore ai 500.000 euro, per il 23% gli investimenti sono stati tra 100.000 e 500.000 euro, per il 27% da 25.000 a 100.000 euro e per il 22% gli investimenti previsti non hanno superato i 25.000 euro.
Gli investimenti sono prevalentemente indirizzati all´acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature (89% delle imprese investitrici), di elaboratori e sistemi elettronici (43%) e di impianti fissi (31%).
Dalla suddivisione per tipologia di investimenti si osserva inoltre un impegno notevole da parte delle imprese su investimenti in ricerca e sviluppo (24%) e, a fronte di una consistente programmazione nella costruzione di fabbricati (30%), si presagiscono ampliamenti di attività.
Rispetto al 2003 gli imprenditori sembrano maggiormente impegnati sul fronte del miglioramento qualitativo sia dei prodotti che della gestione aziendale e del risparmio energetico.
Si mantengono rilevanti, ma inferiori rispetto alle previsioni 2004, le intenzioni di riservare risorse alla sostituzione di impianti, al miglioramento di efficienza e flessibilità dei processi produttivi ed all´introduzione di nuovi prodotti.
Le risorse finanziarie per l´attuazione degli investimenti sono state reperite soprattutto con il ricorso all´autofinanziamento (65% delle imprese investitrici) ed al credito bancario (61%). Il 25% delle imprese ha fatto ricorso al credito agevolato ed il 3% si è affidato a dilazioni di pagamento da parte dei fornitori.



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