Questo sito utilizza cookie per inviarti informazioni sulla nostra organizzazione in linea con i tuoi interessi/le tue preferenze e cookie di analisi statistica di terze parti anche per fini non tecnici. Se vuoi saperne di pi¨ o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Se accedi ad un qualunque elemento soprastante questo banner acconsenti all'uso di tutti i cookie.

RIMUOVI

Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 15 luglio 2020
Torna alla versione grafica - home

Commercio



Asti, 15 luglio 2020
Ultimo aggiornamento: 10.06.2005



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

Contenuto pagina

Consistenza degli esercizi commerciali, degli alberghi e ristoranti della provincia di Asti

La consistenza degli esercizi commerciali, alberghieri e della ristorazione della provincia di Asti alla data del 31/12/2004 ammonta a 6.922 unità di cui 5.673 sedi d´impresa e 1.249 unità locali. Rispetto all´anno precedente si registra un incremento di 186 esercizi di cui 100 sedi e 86 unità locali, pari ad una variazione percentuale del 2,8%.
Il commercio al dettaglio con 3.542 esercizi rappresenta quasi il 50% del totale e ha fatto registrare nel corso dell´anno un incremento di 91 unità di vendita, pari al 2,7%.
Più contenuto risulta invece l´incremento degli esercizi all´ingrosso (1.083 esercizi con un aumento dell´1,6%) e degli intermediari del commercio (913 con un incremento del 1,3%). Il comparto alberghiero e della ristorazione, con un totale di 1.044 esercizi e un incremento del 5,6% rispetto al 2003, dimostra di essere il settore più dinamico.
L´inchiesta condotta dall´ISAE - Istituto di Studi e Analisi Economica - su un campione di 2000 consumatori, con riferimento al mese di dicembre 2004, ha evidenziato una lieve flessione della fiducia dei consumatori rispetto al mese precedente. Le principali cause sono da ricercarsi in un peggioramento delle valutazioni sul quadro economico generale e sulle prospettive future. In particolare risultano sfavorevoli le attese sul mercato del lavoro e sulle possibilità di poter effettuare risparmi. Indicazioni meno negative emergono invece dal lato prezzi e sembrano diminuire i timori circa la dinamica inflazionistica. I consumatori sono però ancora pessimisti sulla convenienza presente ad acquistare beni durevoli ed emerge un generale ridimensionamento delle intenzioni di spesa.
L´indagine condotta trimestralmente dalla Camera di Commercio su un campione significativo di imprese commerciali della provincia di Asti fornisce un quadro pessimistico sull´andamento del settore.
Il commercio tradizionale esprime giudizi negativi sia in relazione ai volumi di vendita registrati nel 4° trimestre 2004, sia riguardo alle previsioni di vendita per il primo trimestre 2005. E´ in particolare il settore alimentare ad accusare sensibili contrazioni delle vendite con il 100% di giudizi negativi, a fronte del 74% del comparto non alimentare. Anche le previsioni sono improntate al pessimismo con il 90% degli intervistati del settore alimentare e il 74% del settore non alimentare che si aspetta un calo delle vendite.
I giudizi espressi dalla Grande Distribuzione Organizzata, anche se nel complesso lievemente migliori rispetto al commercio tradizionale, sono comunque negativi in particolare per il settore non alimentare. Il settore misto, che comprende gli esercizi commerciali aventi una superficie di vendita superiore a mq. 250 e un reparto non food, sembra risentire meno della situazione congiunturale negativa. Il saldo dei giudizi che esprimono aumento/diminuzione del volume delle vendite, pur negativo, si attesta su valori inferiori rispetto al commercio tradizionale.
Se si raffrontano i dati con quelli del trimestre precedente, si desume che non sono state soddisfatte le aspettative di vendita degli operatori ed emerge un maggiore pessimismo sul fronte delle previsioni per il trimestre successivo.
Nonostante la contrazione del giro d´affari, il 67% degli operatori del commercio tradizionale ha dichiarato di aver incrementato i prezzi, a fronte del 33% che li ha lievemente diminuiti. Diversa invece la tendenza espressa dalla GDO con il 33% degli operatori che afferma di aver lievemente aumentato i prezzi e il 67% che dichiara di aver praticato lievi ribassi.
Sul fronte dell´occupazione l´84% degli operatori denuncia una situazione di stazionarietà, il 7% dichiara un incremento occupazionale e il 9% una diminuzione.



Aiutaci a darti un servizio migliore
Valuta la qualitÓ dei contenuti di questa pagina


Non ´┐Ż presente alcun ufficio di riferimento per questa pagina

[ inizio pagina ]