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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 3 dicembre 2020
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Agricoltura



Asti, 3 dicembre 2020
Ultimo aggiornamento: 22.08.2005



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Rapporto imprese agricole sulle imprese degli altri settori e consistenza imprese agricole

Quotazioni dei principali prodotti agricoli e zootecnici commercializzati sulla piazza di Asti

Quotazioni medie dei vini pubblicate sui listini settimanali dei prezzi all´ingrosso della Camera di Commercio di Asti

Sono 9.441 le imprese che operano in ambito agricolo nella provincia di Asti, quasi il 35% della totalità delle imprese astigiane. Nell´arco dell´anno si è registrato un saldo negativo per 181 imprese, pari ad un tasso inferiore a quello rilevato negli anni precedenti (-1,9% rispetto ad una diminuzione media negli ultimi quattro anni del 2,9%).
Il movimento anagrafico del trimestre è consistito in 79 iscrizioni e 167 cessazioni ed ha determinato un saldo negativo di 88 unità.
L´annata agraria 2005 è iniziata sotto buoni auspici dal punto di vista meteorologico. Il clima favorevole ha consentito un andamento vegetativo nella norma per i cereali e condizioni ottimali per la semina della barbabietola da zucchero, coltura attualmente abbastanza remunerativa che ha messo in evidenza nell´astigiano un aumento della superficie coltivata.
E´ andata meno bene sotto l´aspetto commerciale che, nel corso del 2004, ha risentito delle conseguenze di un´annata generosa e di una produzione abbondante. In particolare per i cereali, il mercato ha accusato riduzioni delle quotazioni superiori al 30% anche a causa di una concorrenza derivata da una produzione europea in eccedenza rispetto alla domanda.
Le diminuzioni delle quotazioni sono state altrettanto pesanti per paglia e fieno (-40%) e sono da mettere in relazione alla tendenza, tuttora in atto, alla chiusura delle piccole stalle.
Anche per il bestiame bovino si riscontra, nel primo trimestre dell´anno, rispetto al 1° trimestre 2004, un sensibile calo delle quotazioni. Il mercato è contraddistinto da debolezza della domanda e da parte degli allevatori locali si attribuiscono le cause di un minor consumo agli operatori della distribuzione ai quali si addebita una non adeguata diminuzione dei prezzi ed un insufficiente impegno nella valorizzazione del prodotto tipico piemontese.
Dal mercato interno sembra provenire una maggior richiesta di carne suina; dal confronto annuale ed in relazione alla qualità si rilevano aumenti delle relative quotazioni dal 9% al 17%.
Anche per i vini il mercato ha manifestato una tendenza al ribasso per l´effetto abbinato di una produzione abbondante in un contesto caratterizzato da contrazione dei consumi, pur in presenza di un livello qualitativo su standard elevati. Le quotazioni sono aumentate, in media del 4%, esclusivamente per l´Asti D.O.C.G. ed il Moscato d´Asti ed hanno tenuto per il Brachetto d´Acqui, tre vini i cui prezzi vengono contrattati a seguito di un accordo interprofessionale. Per le altre tipologie di vino si osservano quantità contrattate inferiori alla media ed una generalizzata diminuzione dei prezzi.



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