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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 19 settembre 2019
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Commercio



Asti, 19 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 22.08.2005



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

Contenuto pagina

Consistenza degli esercizi commerciali, degli alberghi e ristoranti della provincia di Asti

Consistenza della grande distribuzione in provincia di Asti

La struttura distributiva astigiana, alla data del 31 marzo 2005, risulta costituita da 5.245 sedi e 1.213 unità locali per un totale di 6.458 unità. Mettendo a raffronto tale situazione rispetto a quella del 31/3/2004 si evidenzia una flessione di 308 sedi di impresa, flessione che ha determinato una diminuzione del numero degli esercizi commerciali del 4,6%. In termini sia percentuali sia assoluti il ridimensionamento più consistente fa riferimento al commercio all´ingrosso, con 122 unità in meno, vale a dire una diminuzione dell´11,4%. Il tasso di diminuzione della consistenza imprenditoriale è quasi altrettanto elevato (-10,5%) per il commercio di auto, moto, accessori e carburanti, comparto che registra una perdita di 45 unità, pari ad un saldo annuale negativo del 10,5%.
Perde imprese anche il commercio al dettaglio astigiano che, alla data in esame, fa rilevare 3.302 unità, 79 imprese in meno della stessa data dell´anno precedente.
Anche il comparto alberghiero e della ristorazione, che ha evidenziato negli ultimi anni un confortante trend di ascesa, nel 1° trimestre 2005 ha subito una brusca inversione di tendenza tale da ridimensionare la propria consistenza a 947 unità rispetto alle 1.002 unità del 31/3/2005, pari ad una flessione del 5,5%.
Le motivazioni di questo andamento possono essere diverse: negli ultimi anni l´avvio di un´attività commerciale à stata sovente interpretata come la possibilità di risolvere il problema dell´occupazione senza che alla base vi fossero valutazioni in ordine alla possibilità di reddito dell´investimento, la costituzione di gruppi di acquisto ha favorito gli acquisti direttamente alla produzione limitando il tramite del grossista, l´insediamento di nuove unità di grande distribuzione ha fatto uscire dal mercato molti piccoli esercenti del commercio tradizionale, l´effetto euro abbinato ad una crisi congiunturale generalizzata ha diminuito capacità di spesa dei consumatori limitando fortemente le vendite.
Anche l´indagine Isae di marzo evidenzia le preoccupazioni delle famiglie. I consumatori, infatti, probabilmente condizionati in maniera negativa dai continui rincari dei carburanti, dagli aumenti delle tariffe energetiche e da qualche tensione nel comparto dei beni alimentari, hanno nuovamente espresso qualche apprensione circa l´andamento futuro dei prezzi.
Da un sondaggio effettuato a livello locale si rileva, con riferimento ai prodotti durevoli, un maggior interesse da parte del consumatore all´acquisto di qualità ed al giusto rapporto qualità/prezzo. Anche per gli acquisti rivolti ai prodotti alimentari ed ai prodotti di consumo si riscontra una certa cautela ed una rilevante attenzione all´origine delle merci.
Gli operatori del settore commerciale e della ristorazione denunciano, ad ogni livello, una flessione generalizzata delle vendite. In particolare fanno notare come, a fronte di un numero di acquirenti stazionari, si registri un volume d´affari inferiore.
Il monitoraggio effettuato dal Centro Studi Unioncamere, nel periodo marzo-aprile 2005, sul fatturato realizzato nei supermercati ed ipermercati, mette in evidenza un aumento del 3,5% chiaramente condizionato dall´espansione della rete di vendita e dal ricorso alle iniziative promozionali. I volumi di vendita a rete omogenea, cioè a parità di punti di vendita rispetto al 2004, registrano invece vendite inferiori rispetto allo scorso anno (-0,9%).
L´analisi dei prezzi condotta da Unioncamere conferma il calo del costo della spesa in tutti i reparti, ad eccezione di quello delle bevande e dei prodotti per la cura degli animali, dove i prezzi risultano sostanzialmente allineati ai livelli dello stesso periodo dello scorso anno. Fra i reparti alimentari, i prodotti freschi e del ciclo del freddo sono quelli che riportano discese di maggiore intensità dei prezzi: negli ultimi dodici mesi questi reparti hanno visto diminuire il costo della spesa rispettivamente dell´1,9% e dell´1,3%. La drogheria alimentare segna una contrazione dello 0,3%. Per quanto riguarda il segmento non alimentare, i prodotti della cura della casa hanno confermato una diminuzione del 2% rispetto al II bimestre 2004, mentre i prodotti per la cura della persona sono calati dello 0,7%.



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