Questo sito utilizza cookie per inviarti informazioni sulla nostra organizzazione in linea con i tuoi interessi/le tue preferenze e cookie di analisi statistica di terze parti anche per fini non tecnici. Se vuoi saperne di pi¨ o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Se accedi ad un qualunque elemento soprastante questo banner acconsenti all'uso di tutti i cookie.

RIMUOVI

Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 23 settembre 2019
Torna alla versione grafica - home

Agricoltura



Asti, 23 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 19.10.2005



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Consistenza imprese agricole e rapporto sulle imprese degli altri settori
Quotazioni principali prodotti agricoli e zootecnici commercializzati sulla piazza di Asti
Quotazioni medie dei vini pubblicate sui listini settimanali dei prezzi all´ingrosso della Camera di Commercio di Asti
Consistenza del bestiame al 30/06/2005

Demografia delle imprese

Al 30 giugno 2005 risultano iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Asti 9.459 imprese, 175 in meno del 30 giugno 2004, pari ad un tasso di decrescita dell´1,82%, il più basso rilevato dal 1998. Si fa osservare che non sempre la cessazione dell´attività è coincisa con l´abbandono delle coltivazioni in quanto la diminuzione della consistenza imprenditoriale in agricoltura è stata concomitante ad un processo di accorpamento reso necessario per porre rimedio all´eccessiva frammentazione che contraddistingue la proprietà agricola a livello locale.
Il movimento anagrafico del settore ha fatto registrare, nel corso del primo semestre dell´anno in esame, 159 nuove iscrizioni, il 16% delle iscrizioni totali, e 235 cessazioni, pari al 26% del totale delle imprese cessate in provincia di Asti.
Il quadro delle imprese al 30 giugno 2005 messo a confronto con la situazione relativa allo stesso periodo dell´anno precedente, fa rilevare una diminuzione delle imprese agricole in 70 comuni, stazionarietà in 33 comuni e aumento in 16 comuni (Bruno, Cantarana, Cassinasco, Castelletto Molina, Cellarengo, Cunico, Fontanile, Isola d´Asti, Mombaruzzo, Piovà Massaia, Roccaverano, San Martino Alfieri, San Marzano Oliveto, Serole, Vesime, Viarigi.

Cereali

Con una superficie coltivata di circa 11.000 ha. la produzione di frumento è stata quantitativamente buona anche se lievemente inferiore allo scorso anno a seguito di una soddisfacente resa media attestata in 60 q.li per ettaro. La coltura ha risentito delle infestazioni da cimici che hanno danneggiato la produzione di frumento tenero in quasi tutta la provincia. La produzione locale ha, di conseguenza, subito un forte deprezzamento e, avendo perso i requisiti necessari per la panificazione, viene commercializzata unicamente in qualità di mangime.
La produzione di orzo, la cui superficie coltivata ammonta in provincia di Asti a 3.000 ettari, non ha risentito di particolari problemi ed è stata giudicata buona sia dal punto di vista quantitativo, a seguito di una soddisfacente resa di 55/60 q.li/ha, sia sotto l´aspetto qualitativo.
La coltura del granoturco è diffusa su una superficie di circa 10.500 ettari. In alcune zone della provincia, poiché la coltura ha risentito della mancanza di piogge, si otterrà una resa limitata a 30-40 q.li per ettaro. Nelle aree irrigate o dove la pioggia è caduta con più frequenza la produzione si preannuncia buona tanto per resa quanto per qualità.

Coltivazioni foraggiere

La coltura è diffusa su una superficie di circa 10.000 ha.. La produzione di foraggio è stata discreta con il primo taglio; i tagli successivi sono stati scarsi in quanto la coltura ha risentito della penuria di piogge. Le quotazioni del prodotto secco hanno fatto rilevare, nel semestre in esame, una sensibile flessione a fronte di una domanda non elevata stante che il foraggio è utilizzato dagli allevatori di bovini da latte mentre a livello locale prevale l´allevamento di bovini da ingrasso.

Vite

La prima fase vegetativa della vite è avvenuta con un ritardo di circa 10-12 giorni da attribuirsi ad una primavera piuttosto fredda. Il clima del mese di maggio, scarso di piogge, ha agevolato il processo di fioritura ed i tempi di allegazione, favorendo la formazione di un gran numero di grappoli, circostanza che lascia presumere una quantità esuberante di prodotto e la necessità di diradamenti.
Grazie ad un´annata asciutta ma non siccitosa la coltura si è mantenuta sana, non ha sofferto di particolari attacchi di peronospora e di oidio ed ha richiesto trattamenti inferiori alla norma.
In alcune località vi sono stati danni da grandine e da flavescenza, malattia che ha comportato un grosso impegno da parte dei viticoltori per impedirne la diffusione e limitarne i danni.
Il settore ha sicuramente risentito della crisi generale dei consumi e continua ad avvertire i problemi derivanti da un mercato internazionale sempre più competitivo anche per la comparsa di produzioni emergenti di provenienza australiana e sudamericana. A conferma di ciò, sotto l´aspetto commerciale, gli operatori denunciano una situazione delle giacenze leggermente superiore alla norma ed un andamento delle quotazioni non molto soddisfacente.
Con riferimento al mercato all´ingrosso le quotazioni pubblicati sui listini camerali hanno messo in evidenza, al 30 giugno 2005, rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, una generalizzata flessione, con le solo eccezioni dei vini Brachetto, Moscato d´Asti, Asti D.O.C.G. le cui quotazioni derivano dagli accordi interprofessionali.

Zootecnia

L´allevamento del bestiame bovino, nel mese di giugno 2005, consta di 48.417 capi, consistenza stazionaria rispetto alla stessa data del 2004. L´andamento è diversificato in rapporto all´età dei bovini: diminuiscono lievemente i bovini con meno di un anno (-0,8%), si ridimensiona la consistenza dei bovini da 1 a 2 anni (-9,3%), aumenta sensibilmente la quantità di bovini di età superiore a due anni (+15,5%). Continua la tendenza alla chiusura delle piccole stalle, mentre aumenta il numero dei capi nelle stalle di più grandi dimensioni anche a causa della contrazione della domanda. Le quotazioni risultano in calo di circa il 10% per i bovini di razza piemontese e del 30% per i bovini di altre razze.
L´allevamento ovino si limita a 4.319 capi e fa registrare, rispetto allo scorso anno, una flessione del 42,6%. E´ infatti scarsa la presenza di pascoli vaganti. Si rileva inoltre l´abbattimento di capi affetti da scrapie, patologia ovina virale che non comporta alcuna evidenza di rischio per l´uomo.
L´azione promozionale a favore della robiola di Roccaverano, unico formaggio italiano a base di latte caprino ad avere il marchio Dop, ha incentivato anche l´allevamento di capre, la cui consistenza fa rileva un aumento del 6,8%.
L´allevamento equino consiste in 2.403 cavalli, 143 asini e 35 tra muli e bardotti; per tutti si registra un aumento del numero dei capi. In particolare per i cavalli, allevati soprattutto per il turismo equestre, si rileva un aumento del 14,5%.
In provincia di Asti il mercato dei suini è abbastanza dinamico: la domanda in ripresa anche in conseguenza di una sensibile flessione delle quotazioni. La consistenza ammonta a 21.604 e risulta in lieve diminuzione (-1,3%).




Aiutaci a darti un servizio migliore
Valuta la qualitÓ dei contenuti di questa pagina


Non ´┐Ż presente alcun ufficio di riferimento per questa pagina

[ inizio pagina ]