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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 12 novembre 2019
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Artigianato



Asti, 12 novembre 2019
Ultimo aggiornamento: 19.10.2005



Analisi economica provinciale



ARTIGIANATO

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Consistenza delle imprese artigiane della provincia di Asti

Al 30 giugno 2005 le imprese artigiane iscritte all´Albo Artigiani della Camera di Commercio di Asti sono 6.994, 101 in più rispetto alla stessa data dell´anno precedente.
Esaminando le iscrizioni con riferimento al settore di attività, si rileva che il comparto manifatturiero conta 1.924 imprese, pari al 28% del totale. I settori maggiormente rappresentati sono quelli relativi alla produzione di metalli e fabbricazione prodotti in metallo con 460 unità produttive, agli alimentari e alle bevande con 348 imprese, alla lavorazione del legno con 220, alla costruzione di macchine e apparecchiature elettriche con 191.
L´edilizia conta ben 3.124 imprese, corrispondenti al 44% del totale, e sotto l´aspetto imprenditoriale si conferma il settore più dinamico. Nel 1° semestre 2005 infatti ha fatto registrare 106 nuove iscrizioni, pari ad un incremento del 3,5%, a fronte di una variazione media del movimento anagrafico nell´ambito delle restanti attività artigiane addirittura in lieve flessione (-0,1%).
Per quanto riguarda i servizi si riscontra un incremento dei servizi personali (+1%), mentre diminuiscono le attività di riparazione (-1,6%), quelle di trasporto (-0,8%) e i servizi alle imprese (-1,5%).
Sotto il profilo giuridico il 79% delle imprese artigiane è costituito da imprese individuali, il 19% da società di persone, l´1,3% da società di capitali e il restante 0,7% da consorzi e cooperative. Le imprese artigiane costituite sotto forma di società di capitale al 30 giugno 2005 sono 92, il 35% in più rispetto alla stessa data dell´anno precedente. Risulta in crescita anche il numero delle imprese individuali (+96, pari ad un aumento dell´1,8%), mentre registrano una diminuzione le società di persone (-0,7%) e le cooperative (10 unità pari ad una flessione del 59%).
Per quanto riguarda l´andamento congiunturale i dati che emergono dall´ultima indagine trimestrale condotta da Confartigianato Piemonte su un campione di oltre 2500 piccole e medie imprese confermano il perdurare della situazione di crisi che da tempo coinvolge il settore artigiano. Tuttavia l´ultimo sondaggio sembra evidenziare un parziale recupero di fiducia delle imprese. E´ infatti diminuito il numero di coloro che esprimono giudizi negativi in merito alla produzione totale, ai nuovi ordinativi e alla regolarità degli incassi. Risulta in lieve crescita anche la previsione di nuovi ordinativi esteri.
I giudizi sull´andamento occupazionale, pur con un saldo negativo, sono un po´ meno pessimistici rispetto alle precedenti rilevazioni. I fabbisogni delle imprese sono orientati principalmente all´acquisizione di manodopera specializzata e, in misura minore, di quella generica. Occorre sottolineare che molti imprenditori prevedono difficoltà di reperimento non soltanto per la manodopera specializzata, ma anche per quella generica e, in alcuni casi, pensano di non riuscire a soddisfare le loro esigenze.
Risulta quasi raddoppiato il numero delle aziende interessate all´assunzione di apprendisti a conferma delle aspettative degli operatori rispetto all´avvio della sperimentazione del nuovo istituto dell´apprendistato in applicazione della riforma del lavoro.
Sul fronte degli investimenti, sale il numero delle imprese che dichiarano di voler effettuare degli ampliamenti nel corso dell´anno.
Secondo il Presidente di Confartigianato Piemonte, numerose sono le iniziative da intraprendere per consolidare il comparto artigiano: dal potenziamento della rete dei Confidi allo snellimento burocratico, dal sostegno per la commercializzazione all´estero dei prodotti delle piccole imprese alle misure agevolative per promuovere l´innovazione e la ricerca.



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