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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 23 settembre 2019
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Commercio



Asti, 23 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 19.10.2005



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

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Consistenza degli esercizi commerciali, degli alberghi e ristoranti della provincia di Asti

Il sistema distributivo della provincia di Asti alla data del 30 giugno 2005 risulta costituito da 7.024 unità di vendita di cui 5.739 sedi d´impresa e 1.285 unità locali. Gli esercizi di vendita al dettaglio rappresentano il 50% del totale e hanno fatto registrare un incremento nel semestre in esame rispetto al periodo analogo dell´anno precedente di 88 unità. Seguono il commercio all´ingrosso che conta 1.114 unità di vendita, gli alberghi e ristoranti con 1.078 esercizi, gli intermediari del commercio (913) e il commercio di autoveicoli, motocicli e accessori, carburante (437).
Il settore che ha registrato il trend in crescita più significativo è quello degli alberghi e ristoranti che con 54 nuove iscrizioni evidenziando un incremento percentuale rispetto al 1° semestre 2004 del 5% a fronte di un aumento medio del numero delle imprese commerciali del 3%.
Secondo quanto emerge dall´indagine condotta dall´ISAE (Istituto di Studi ed Analisi Economica) su un campione di 2000 intervistati, con riferimento al mese di giugno, la fiducia dei consumatori diminuisce in particolare a causa delle valutazioni negative sulla situazione economica generale e sul mercato del lavoro. Appaiono lievemente più favorevoli le opinioni sulle possibilità di risparmio anche se permangono timori riguardo all´evoluzione della situazione a breve termine. I consumatori sono ancora pessimisti sull´opportunità presente di affrontare spese in particolare per l´acquisto di beni durevoli.
L´indagine ISAE su un campione di 1000 imprese della piccola e grande distribuzione evidenzia nel mese di giugno un lieve miglioramento della fiducia dei commercianti della grande distribuzione rispetto al mese precedente. Restano invece sostanzialmente invariati i giudizi nell´ambito della distribuzione tradizionale. In particolare emergono segnali di preoccupazione sul fronte occupazionale. Per quanto riguarda le previsioni per i mesi successivi le imprese intervistate esprimono attese positive per quanto riguarda il futuro volume degli ordini, ma nel contempo, sono preoccupate per quel che riguarda l´evoluzione del mercato del lavoro.
Secondo l´indagine congiunturale realizzata dal Centro Studi Unioncamere, negli esercizi commerciali della Regione Piemonte, tra aprile e giugno 2005, si è registrata una flessione dell´andamento delle vendite pari all´1,4% rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente. Il bilancio è più pesante per le imprese minori: le vendite della piccola dimensione commerciale sono diminuite per il 3,3% a fronte di un andamento lievemente positivo della grande distribuzione (+0,8%).
La diminuzione delle vendite è stata avvertita anche dal comparto alimentare che denuncia una contrazione del volume d´affari dell´1,6%. Sono in particolare le piccole unità di vendita a denunciare minori vendite (-3,3%), mentre la grande distribuzione sembra recuperare posizioni (+1,5%).
In campo non alimentare sono ancora i piccoli esercizi a lamentare una riduzione del volume delle vendite con variazioni negative del 5% per l´abbigliamento e gli accessori, del 2,8% per i prodotti per la casa e gli elettrodomestici e del 2,7% per gli altri prodotti non alimentari.
La grande distribuzione conferma in calo le vendite di generi di abbigliamento ed accessori (-0,7%) ma fa rilevare un andamento lievemente positivo per i prodotti per la casa ed elettrodomestici (+1,1%) e per gli altri prodotti non alimentari (+0,4%).
Le previsioni tendono al pessimismo: il 35% delle esercenti si attende un´ulteriore lieve flessione delle vendite facendo scendere a -12 il saldo tra chi prevede aumenti e chi prevede diminuzioni. Il giudizio negativo giunge dal 33% dei piccoli operatori e dal 40% degli operatori della grande distribuzione: da parte dei primi si tratta della conferma di una situazione di stallo; i secondi ritengono poco probabile il mantenimento delle performance positive registrate nei mesi passati.



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