Questo sito utilizza cookie per inviarti informazioni sulla nostra organizzazione in linea con i tuoi interessi/le tue preferenze e cookie di analisi statistica di terze parti anche per fini non tecnici. Se vuoi saperne di pi¨ o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Se accedi ad un qualunque elemento soprastante questo banner acconsenti all'uso di tutti i cookie.

RIMUOVI

Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 16 settembre 2019
Torna alla versione grafica - home

Mercato monetario e finanziario



Asti, 16 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 19.10.2005



Analisi economica provinciale



MERCATO MONETARIO E FINANZIARIO

Contenuto pagina

Impieghi, depositi e sofferenze per settore in provincia di Asti

Secondo i dati Bankitalia, nel primo semestre 2005, il sistema bancario astigiano ha concesso crediti per 3.175,353 milioni di euro. Dal raffronto con l´analogo periodo dell´anno precedente emerge un incremento dell´esposizione al credito del 9,9%, variazione che scende al 5,5% se si prende come riferimento il 31/12/2004.
I finanziamenti e le aperture di credito a carico delle famiglie e delle istituzioni non profit rappresentano il 35% del totale degli impieghi ed evidenziano un aumento dell´esposizione verso le banche del 12,7% rispetto all´anno precedente e del 5,7% rispetto all´ultimo semestre.
Il 48% delle concessioni di credito ricade sulle imprese a struttura societaria. I settori maggiormente esposti al credito sono le attività di servizi (693,223 milioni di euro) e le società operanti nel settore edile (189,794 milioni di euro) che registrano un incremento su base annua rispettivamente del 19,7% e del 17,9%. Le concessioni di credito a carico delle attività industriali ammontano a 555 milioni di euro e hanno fanno segnare una diminuzione del 6,3% rispetto al 30/06/2004. Le imprese individuali, con 460,679 milioni di euro, assorbono il 14,5% degli impieghi totali ed evidenziano un incremento del 4% rispetto al 31/12/2004 e del 7,1% rispetto al 30/06/2004.
I depositi bancari (la rilevazione si riferisce alle giacenze nei conti correnti e nei libretti a risparmio e non al risparmio gestito) ammontano a 2.211,619 milioni di euro e fanno registrare un incremento del 5,2% rispetto al 30 giugno 2004, aumento che scende allo 0,9% con riferimento ai dati registrati a fine 2004.
Nel primo semestre dell´anno gli impieghi hanno evidenziato una crescita superiore ai depositi. Dal rapporto impieghi/depositi è infatti emersa, rispetto al semestre precedente, una variazione di + 6,3.
Sono soprattutto i risparmi delle famiglie consumatrici a garantire il livello dei depositi con un apporto di 1.726,9 milioni di euro, pari al 78% del totale, mentre le imprese vi contribuiscono soltanto nella misura del 20%.
Le sofferenze bancarie, pari a 142,284 milioni di euro, registrano rispetto al semestre precedente una riduzione del 5,4% e rappresentano il 4,5% degli impieghi.
Sono le imprese a struttura societaria a denunciare la quota più alta quota di insolvenze (60,228 milioni di euro, pari al 42,3% del totale). Desta particolare preoccupazione la situazione a carico delle attività industriali che, con sofferenze per oltre 26 milioni di euro, fanno registrare un incremento annuo del 13,2%. Le insolvenze denunciate dalle imprese individuali rappresentano il 28% del totale ed evidenziano una diminuzione del 3% rispetto al semestre precedente.
Sembra invece migliorare la situazione a carico delle famiglie che denunciano un calo delle sofferenze del 9,7% rispetto al semestre precedente e dell´1,7% su base annua.

Protesti levati in provincia di Asti

Nel 1° semestre 2005, in provincia di Asti, sono stati levati 1.051 protesti; dal confronto con il 1° semestre 2004 risulta una diminuzione di 198 di atti di protesto, pari a -15,9%, flessione che lascia desumere una situazione meno critica degli operatori astigiani dal punto di vista dei pagamenti e degli incassi.
Tale variazione appare importante in quanto pone la provincia di Asti al 66° posto tra le 104 province italiane e la colloca sensibilmente al disotto della media nazionale anch´essa in ridimensionamento con una variazione di -7,7%.
In ambito piemontese si osserva, sempre dall´esame delle variazioni, una situazione meno favorevole di quella astigiana in quattro province piemontesi, nell´ordine Alessandria, Biella, Novara, Cuneo, a fronte di un ridimensionamento ancora più rilevante nelle province di Torino, Vercelli e del VCO.
Per tipologia di effetto si rileva una prevalenza di cambiali che rappresentano l´87% degli effetti protestati. Le cambiali insolute sono state il 12,5% in meno dell´analogo semestre dello scorso anno. A livello nazionale si registra una diminuzione delle cambiali protestate dell´11,1%.
Gli assegni senza copertura sono risultati solo 138, il 13,1% del totale effetti protestati, quasi il 30% in meno degli assegni scoperti del 1° semestre 2004. I correntisti astigiani appaiono più affidabili della media, tanto nazionale quanto regionale. In Italia la dinamica degli assegni protestati fa rilevare una flessione limitata allo 0,7%. La graduatoria provinciale, che mette al primo posto le 34 province che fanno rilevare un aumento degli assegni protestati vede Asti ad più che soddisfacente 93° posto. In ambito regionale, dove le province di Biella, Alessandria, Vercelli, Cuneo denunciano una situazione di aumento degli assegni scoperti, la provincia di Asti si colloca al 7° posto seguita solo dal VCO.



Aiutaci a darti un servizio migliore
Valuta la qualitÓ dei contenuti di questa pagina


Non ´┐Ż presente alcun ufficio di riferimento per questa pagina

[ inizio pagina ]