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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 18 novembre 2019
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Agricoltura



Asti, 18 novembre 2019
Ultimo aggiornamento: 22.12.2005



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Principali coltivazioni agricole e superficie coltivata

Consistenza e rapporto delle imprese agricole sulle imprese degli altri settori

Quotazioni dei principali prodotti agricoli e zootecnici commercializzati sulla piazza di Asti

Quotazioni medie dei vini pubblicate sui bollettini settimanali della Camera di commercio di Asti

Mercuriali delle uve di chiusura vendemmia 2005

Dinamica delle imprese
Sono 9.462 le imprese agricole iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Asti al 30 settembre 2005, il 35% delle imprese astigiane. Assumendo come termine di confronto la situazione delle imprese al 30 settembre 2004, si rileva una flessione dell'1,5%. Negli ultimi sei mesi il numero delle nuove iscrizioni ha superato quello delle cancellazioni, per cui si registra, fra i due periodi, un saldo attivo dello 0,25%.

Vite
L'eccesso di piogge del mese di settembre ha reso difficoltose le operazioni di vendemmia 2005 ed ha richiesto selezione dei grappoli; la produzione, dal punto di vista quantitativo, è stata inferiore rispetto allo scorso anno pur inquadrandosi su livelli produttivi medi. La qualità si è presentata in modo abbastanza differenziato ed i risultati hanno premiato soprattutto gli operatori più tecnici e professionali con un raccolto, indipendentemente dagli eventi meteorologici, di uva sana, adatta a produrre ottimi vini rossi da invecchiamento.
La uve bianche non sono state da meno: la vendemmia è stata soddisfacente e di buona qualità anche per quanto riguarda il moscato, pur in presenza, negli ultimi giorni della vendemmia, di una forte minaccia di degrado del grappolo. I moscati, anche se con un tenore aromatico più ridotto rispetto allo scorso anno, saranno comunque dotati di buona tipicità e di sufficiente carica aromatica.
I prezzi delle uve hanno fatto rilevare una sensibile flessione rispetto alle quotazioni della scorsa vendemmia: la concomitanza di una campagna molto abbondante nel 2004, la crisi del mercato del vino, un preannunciato calo della richiesta da parte delle aziende trasformatrici hanno creato disorientamento tra i produttori e, in qualche caso, hanno favorito episodi speculativi.
Dalle previsioni e con riferimento alla commercializzazione, si scorgono segnali di ripresa per il settore tali da diffondere un velato ottimismo tra gli operatori.
I viticoltori astigiani sono costantemente impegnati nella lotta alla flavescenza dorata. L'infezione è stata controllata a sud della provincia, contesto caratterizzato da una maggiore specializzazione e da apprezzabili investimenti in nuovi impianti. I problemi sussistono nei vigneti abbandonati in particolare nel nord dell'astigiano, a causa di mancati passaggi generazionali; con l'abbandono, il gerbido e la conseguente assenza di trattamenti si è assistito al degenerare di patologie quali flavescenza dorata e legnonero.
A difesa delle colture e dell'ambiente, il settore auspica interventi strutturali di riordino fondiario e di specializzazione in zone.

Cereali
Si registra un aumento della superficie coltivata a frumento di circa il 5%. La resa è stata inferiore alla norma a causa della siccità e delle temperature elevate del mese di giugno, fattori che hanno determinato una chiusura anticipata del ciclo produttivo. Sulla coltura ha inoltre infierito un fortissimo attacco di cimici con ripercussioni sulla qualità della granella.
La produzione locale è infatti commercializzata esclusivamente per produrre mangimi e biscotti. Il frumento tenero è quotato, sul mercato locale ed a fine settembre 2005, a 122,00-124,00 euro per tonnellata e fa rilevare un aumento del 10% rispetto alla stessa data dello scorso anno.
Le rese non sono state ottimali anche per l'orzo per l'interruzione precoce del ciclo vegetativo. La superficie coltivata è diminuita, rispetto allo scorso anno, di circa il 15%, la quotazione oscilla tra 123,00-125,00 euro per tonnellata.
La coltura del mais, nelle zone asciutte, ha subito attacchi da piralide che hanno compromesso buona parte del raccolto. In collina e nelle zone asciutte le rese sono state pertanto deludenti; nei terreni irrigui la resa diventa standardizzata e non fa rilevare variazioni quantitative rispetto all'anno precedente. Il mercato è stabile e la quotazione si è attestata a 123,00-125,00 euro al quintale.

Coltivazioni industriali
La barbabietola da zucchero, con una produzione di 896,480 tonnellate fa rilevare un surplus produttivo da imputare alle piogge del mese di settembre che hanno fatto crescere il prodotto a scapito della resa in zucchero. Di conseguenza, sotto l'aspetto commerciale si rileva una quotazione base inferiore del 6% rispetto a quella dell'anno precedente.
L'andamento produttivo è stato positivo anche per la coltura del girasole che, dalla penuria di piogge nel mese di giugno, ha ricavato buone rese.
La superficie coltivata a soia risulta più del doppio di quella rilevata nel 2004. L'annata non è stata soddisfacente a causa di un andamento climatico sfavorevole: nel momento della raccolta sono infatti iniziate le piogge, evento che ha favorito gli attacchi da fungo. La quotazione della farina di soia nazionale, ammontante a 230,00 euro alla tonnellata, è diminuita, su base annuale, del 28%.

Nocciole e frutta
Dopo due annate molto produttive, l'annata corilicola 2005 è stata estremamente avara: rispetto all'anno scorso si stima una flessione del raccolto superiore all'80%; la produzione in alcuni casi è stata talmente irrisoria da rendere non conveniente le operazioni di raccolta. Anche fuori provincia il raccolto è stato scarso e la forte richiesta del prodotto da parte del mercato ha fatto raggiungere quotazioni record, fino a raggiungere i 6,00 euro al kg..
La produzione di mele è stata buona, sia quantitativamente che qualitativamente. Le piogge di fine luglio e del mese di agosto hanno contribuito a far aumentare la pezzatura, il frutto è giunto alla maturazione con una buona quantità di zucchero e con un'ottima colorazione. E' meno soddisfacente l'aspetto commerciale a fronte di una flessione delle quotazioni da mettere in relazione ad una contrazione dei consumi riscontrata anche a livello nazionale.
Per le pere l'andamento produttivo è stato nella media mentre per i kiwi, che rappresentano una produzione di nicchia nell'astigiano, la quantità prodotta e la pezzatura sono state ottime.

Ortaggi
Durante il ciclo produttivo estivo nel 2005, non ci sono state particolari condizioni climatiche avverse per la coltivazione degli ortaggi. Le produzioni sotto il profilo quantitativo e qualitativo sono state abbondanti e di buona qualità. Dal punto di vista commerciale però le cose non sono andate così bene a causa di un mercato insoddisfacente in quanto le sensibili flessioni delle quotazioni e le limitate quantità vendite non consentono di coprire gli alti costi di produzione. Le numerose aziende orticole presenti nel territorio astigiano denunciano infatti una situazione di produzione in perdita. Da parte del comparto si auspica più trasparenza nel passaggio degli ortaggi dai campi alla tavola dei consumatori con norme, accordi e controlli più severi che riguardano la formazione dei prezzi, le caratteristiche qualitative dei prodotti e la correttezza dell'informazione riportata in etichetta.

Zootecnia
L'allevamento della razza bovina piemontese si conferma essere il più rilevante nell'astigiano. A seguito di un processo di riduzione del numero degli allevamenti per la contrazione del numero delle piccole stalle e di ampliamento di quelle più strutturate, si constata una situazione della consistenza dei capi bovini stabile e, nel contempo, una tendenza all'incremento delle vacche nutrici, inoltre molte aziende che praticavano la linea vacca-vitello, sono passate dalla produzione del vitellone alla vendita del vitellino appena svezzato.
Le organizzazioni del settore hanno avviato iniziative di valorizzazione della carne dei bovini di razza piemontese introducendo nelle aziende allevatrici il sistema semibrado, l'alimentazione tradizionale (mangimi e foraggi prodotti dalle stesse aziende), il rispetto dei regolamenti comunitari, nazionali e regionali che si occupano del benessere degli animali e della salvaguardia dell'ambiente.
Gli sforzi compiuti hanno avuto un riscontro positivo per la commercializzazione dei vitelli da allevamento piemontesi e dei vitelli lattonzoli piemontesi la cui quotazione è aumentata, dal raffronto annuale, del 10-15% e per le quotazioni delle vitelle da coscia piemontesi (+8%).
Per quanto riguarda il settore lattiero, suinicolo ed avicolo, aventi una discreta importanza in provincia, l'annata agraria 2005 è stata sostanzialmente buona.
Per il settore avicolo il mercato è stato buono fino al sopraggiungere delle ingiustificate minacce generate dall'influenza aviaria nei paesi dell'Asia Orientale.




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