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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 20 settembre 2019
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Commercio



Asti, 20 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 22.12.2005



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

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Consistenza degli esercizi commerciali, degli alberghi e ristoranti della provincia di Asti

Al 30 settembre 2005 risultano insediate in provincia di Asti 7.081 unitÓ di tipo commerciale di cui 5.776 sedi di impresa e 1.305 unitÓ locali. Il confronto con il 30 settembre 2004 evidenzia un saldo attivo per 212 unitÓ, il 3,1% in pi¨.
Su base annua si riscontrano 148 imprese (+2,6%) e 64 unitÓ locali (+5,1%) in pi¨. Nonostante la fase di congiuntura negativa, il sistema distributivo appare in espansione; Ŕ opportuno precisare che l'avvio di attivitÓ commerciali Ŕ visto, in qualche caso, quale espediente per risolvere il problema lavoro.
L'apparato commerciale Ŕ cresciuto ad ogni livello: il commercio all'ingrosso con 33 nuove unitÓ ed il commercio al dettaglio, con un saldo attivo di 101, evidenziano un aumento del 3%, le strutture di intermediazione sono cresciute dell'1%, gli alberghi e ristoranti fanno registrare un aumento del 5,8%, il tasso di crescita pi¨ elevato.
Nel trimestre in esame la dinamica delle imprese ha subito un rallentamento, in tale periodo si registrano infatti 67 iscrizioni e 60 cancellazioni. Per il comparto commerciale il turn-over Ŕ stato caratterizzato da 55 iscrizioni e da 55 cancellazioni mentre per il settore alberghiero e della ristorazione si registrano 10 cancellazioni a fronte di dodici iscrizioni.
L'indagine Isae sul clima di fiducia dei commercianti relativa al mese di settembre 2005 segnala una crescita del clima di fiducia della categoria non per˛ diffusa per tutte le tipologie di vendita: segnali positivi emergono dalle imprese della grande distribuzione, pessimisti si dichiarano, invece, i commercianti della distribuzione tradizionale. L'andamento corrente delle vendite Ŕ giudicato in recupero, non tale per˛ da risolvere il problema delle giacenze. A livello previsionale si osserva un peggioramento delle attese sul volume futuro degli ordini, mentre le aspettative relative all'occupazione si confermano in crescita; si temono inoltre tensioni inflazionistiche future.
Anche l'Osservatorio Indis di Unioncamere lascia intravedere la probabilitÓ di un aumento dei prezzi. Per tutto il 2005 l'inflazione Ŕ rimasta vicino al 2%. L'aumento dei prodotti energetici, rincarati del 10% negli ultimi dodici mesi, Ŕ stato infatti compensato dalla diminuzione di beni di consumo e durevoli. I prodotti dell'elettronica di consumo, come cellulari, TV, lettori DVD e PC, sono diminuiti dell'11%. Sul mercato alimentare i prezzi sono fermi e le quotazioni dell'ortofrutta sono scese nell'ultimo anno del 3,9%.
Nel mercato non alimentare i prezzi sono ancora compressi dalla concorrenza delle produzioni dei paesi emergenti e dalla debolezza dei consumi.
L'indagine condotta da Unioncamere Nazionale sull'andamento della GDO nel IV bimestre 2005 mette in rilievo, a livello piemontese, un aumento delle vendite del 3,1% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, variazione inferiore di quella rilevata nel 1░ semestre 2005 (+4%). Le migliori performace sono state registrate nei reparti tessile e abbigliamento, bazar ed elettrodomestici.
Sempre nell'ambito della grande distribuzione risultano in discesa i prezzi del settore alimentare: per i prodotti freschi si rileva una diminuzione del costo della spesa dell'1,7% ed i generi di drogheria alimentare hanno contribuito a ridurre il costo della spesa dello 0,4%. Una decisa decelerazione nel processo di riduzione dei prezzi Ŕ da segnalare anche per alcuni prodotti non alimentari quali gli articoli per la cura della persona e della casa. Dall'indagine Isae sui consumatori emerge qualche segnale di tensione in merito alle aspettative a breve termine sull'andamento dei prezzi, da mettere probabilmente in connessione agli ulteriori aumenti dei prezzi dei prodotti energetici. Migliorano invece le opinioni sulla situazione corrente e, se pur in misura minore, anche quelle sul clima economico generale; crescono in particolare le valutazioni sul mercato del lavoro, sulla convenienza del risparmio e quelle relative al mercato dei beni durevoli.



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