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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 22 settembre 2019
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Commercio estero



Asti, 22 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 22.12.2005



Analisi economica provinciale



COMMERCIO ESTERO

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Import - export

I dati Istat, ancora provvisori, sul commercio estero con riferimento al 1░ semestre 2005 evidenziano importazioni per 301.597.190 euro, corrispondenti ad un calo dell'8,6% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Le esportazioni, che nel 1░ semestre 2004 avevano subito una battuta d'arresto facendo segnare una variazione negativa dopo anni di costante crescita, hanno raggiunto quota 485.021.809 euro realizzando un incremento del 3,7% rispetto al fatturato 2004.
Per quanto riguarda le importazioni, le quote pi¨ consistenti si riferiscono ai prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali che, con 47.134.657 euro, registrano un aumento del 15% rispetto allo stesso semestre 2004 e rappresentano il 15,6% del totale; seguono le macchine elettriche ed apparecchiature elettroniche ed ottiche, le macchine ed apparecchi meccanici, i prodotti alimentari, bevande e tabacco e i prodotti tessili e dell'abbigliamento.
Sul fronte delle esportazioni, le macchine e gli apparecchi meccanici si collocano al primo posto con 122.594.511 euro e rappresentano il 25% del totale facendo rilevare una crescita del 15,7% rispetto al 1░ semestre 2004.
Seguono a breve distanza le vendite all'estero di prodotti alimentari e bevande che ammontano a 102.524.228 euro e hanno registrato una crescita del 18%, mostrando segnali di ripresa rispetto al 1░ semestre 2004 in cui sembravano aver subito una battuta d'arresto. Anche se con importi meno elevati, hanno registrato variazioni positive anche le esportazioni di macchine elettriche ed apparecchiature elettroniche (57.184.391, +1,7%), gli articoli in gomma e materie plastiche (20.433.786, +14,8%), l'industria del legno e prodotti in legno (6.676.556 euro, +11,6%), l'industria della carta, pasta carta, editoria (2.543.004, +37,6%).
Tra i prodotti che invece hanno subito un calo del mercato estero troviamo i mezzi di trasporto (-4,2%), i prodotti del tessile abbigliamento (-12,1%), i prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali (-3,5%), i prodotti in metallo (-8,2%) e i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-40,9%).
Esaminando i dati relativi all'export con riferimento ai Paesi di destinazione, l'Europa assorbe oltre l'80% delle esportazioni e si conferma come principale mercato estero di riferimento per le imprese astigiane. Seguono l'Asia a cui sono dirette il 5,8% delle vendite all'estero, l'America Settentrionale, in particolare gli Stati Uniti, con il 4%, l'Africa (3,5%) e l'Oceania (0,9%).
Al primo posto tra i Paesi europei che acquistano prodotti astigiani si colloca la Francia con scambi commerciali per oltre 103 milioni di euro, valore che ha per˛ subito una flessione del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La Germania Ŕ al 2░ posto e, con oltre 98 milioni di euro, ha incrementato del 21,6% gli acquisti. Anche il mercato spagnolo Ŕ in crescita (+19,1%), mentre segnano un lieve calo le vendite nel Regno Unito (-3,1%).
Le vendite destinate ai Paesi extraeuropei hanno registrato variazioni positive: in particolare l'America ha evidenziato un incremento del 24,6%, l'Africa del 26,1%, l'Oceania del 20,6%. In Asia le esportazioni hanno fatto segnare un aumento medio del 5,4%, percentuale che cresce sensibilmente per quanto riguarda la Cina (+31,4%), ma che diminuisce notevolmente nei paesi della Asia Centrale dove la grave situazione sociale e politica ostacola lo sviluppo economico e gli scambi commerciali.
Per quanto riguarda le importazioni i mercati europei rappresentano l'85% del totale. Raffrontando i dati con lo stesso semestre dell'anno emerge un trend in calo con una variazione media pari a -11,8%. Dai mercati asiatici proviene il 9% delle importazioni astigiane che nel semestre in oggetto hanno registrato una crescita media del 22,4%. Le importazioni dal continente americano rappresentano soltanto il 1,7% del totale, ma segnano una crescita dell'85%. Le merci provenienti dall'Africa risultano invece diminuite del 9,7% e rappresentano il 3,8% del totale.



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