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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 21 novembre 2019
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Mercato monetario e finanziario



Asti, 21 novembre 2019
Ultimo aggiornamento: 10.04.2006



Analisi economica provinciale



MERCATO MONETARIO E FINANZIARIO

Contenuto pagina

Impieghi, depositi e sofferenze per settore

Sportelli bancari

Al 31/12/2005 e dal raffronto con l'analogo periodo dello scorso anno, con 150 unità attive, la rete di sportelli bancari operanti in provincia di Asti fa rilevare un lieve ridimensionamento numerico (-1,3%) ed una differente distribuzione sul territorio: nel comune capoluogo risultano 46 sportelli, nei comuni con più di 3.000 abitanti si contano 43 unità, due in più, negli altri comuni si rilevano 61 sportelli (-1).
Alla data di riferimento i dati Bankitalia sul movimento finanziario del sistema bancario astigiano indicano che alla fine del 2005 l'ammontare dei depositi bancari ha raggiunto 2.316 milioni di euro, con un incremento di 123 milioni, pari ad un aumento del 5,6% nei confronti dell'anno precedente.
Il 78% dei depositi proviene dalle famiglie le quali, con un totale di 1.806,662 milioni di euro, fanno registrare un incremento della capacità di risparmio del 4,7%, mentre dal lato delle imprese si rilevano depositi per 468,578 milioni di euro, il 9,4% in più del 31.12.2004.
A fine 2005 risulta una esposizione di credito, da parte delle banche della provincia, per 3.045,507 milioni di euro ed una variazione, dal confronto con la stessa data dell'anno precedente, limitata all'1,2%.
Il ricorso al credito riconducibile alle famiglie ed alle istituzioni private ammonta a 990,445 milioni di euro, il 32,5% del totale degli impieghi. Nonostante da parte del sistema bancario si denunci una richiesta più elevata di credito al consumo e di mutui per l'acquisto di abitazioni, il dato evidenzia una flessione del 6,4% su base annua.
Il 64,9% del credito bancario si riversa sulle imprese: il ricorso delle imprese individuali ammonta a 436,190 milioni di euro, l'1,6% in più di fine dicembre 2004, mentre quello a favore di imprese a struttura societaria assomma a 1.540,982 milioni di euro e fa registrare, rispetto all'anno precedente, un incremento del 6,2%.
E' aumentato il ricorso al credito delle attività connesse all'edilizia, la variazione media degli impieghi sia di imprese individuali che di società è del 7,5%, andamento che trova riscontro in un mercato immobiliare caratterizzato da notevole slancio.
Il terziario è il settore che fa rilevare il maggior ricorso al credito bancario con un totale di 869,573 milioni di euro, il 28,5% degli impieghi; in termini di rapporto 2005/2004 si conferma una tendenza di aumento, se pur limitata alle attività gestite sotto forma societaria (+8,1%, a fronte di una flessione degli impieghi delle ditte individuali del 4,6%) mettendo in luce una maggior propensione agli investimenti da parte delle imprese di maggiori dimensioni.
Il trend è analogo per gli impieghi del settore manifatturiero, ammontanti a 526,409 milioni di euro, il 17,3% del totale; con andamenti divergenti, in quanto gli investimenti sono diminuiti del 5,5% per le imprese individuali mentre sono aumentati del 2,5% nei confronti delle società, il settore manifesta, dal confronto annuale, un lieve aumento (+1,8%).
In agricoltura, il cui ricorso risulta di 338,683 milioni di euro, si osserva un incremento del ricorso al credito, lieve nell'ambito delle imprese a gestione familiare (+1,9%), più sensibile nelle imprese a gestione societaria (+5,7%). Un'annata agraria non troppo favorevole induce ad attribuire tale aumento non solo ad investimenti ma anche a problemi di liquidità.
La situazione finanziaria, analizzata sotto l'aspetto delle sofferenze evidenzia, da una riduzione del 17,7% rispetto all'anno precedente, un notevole miglioramento. Il mancato recupero di credito assomma a 123,703 milioni di euro, il 4,1% del credito concesso a fronte di un rapporto del 5% nel 2004. Si rilevano mancati "rientri" in particolare nell'ambito del contesto imprenditoriale con sofferenze per 86,232 milioni di euro, il 4,4% degli impieghi della categoria.
Le sofferenze riscontrate sui finanziamenti erogati alle famiglie risultano di 37,351 milioni di euro, pari ad un rapporto sui relativi crediti del 3,8% a fronte di un peso del 4,4% rilevato nello scorso anno.
Le motivazioni di questo andamento si riscontrano in una migliore qualità del credito derivata dal fatto che il sistema bancario si è dotato di sistemi di analisi più attenti e sta instaurando un nuovo rapporto banca-impresa. La diminuzione delle sofferenze può essere inoltre la conseguenza della cartolarizzazione dei crediti (securitization) adottata da alcuni istituti di credito, operazione che consente di raccogliere risorse finanziarie sui mercati mobiliari a seguito della cessione di crediti in sofferenza.



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