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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 17 ottobre 2019
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Artigianato



Asti, 17 ottobre 2019
Ultimo aggiornamento: 13.07.2006



Analisi economica provinciale



ARTIGIANATO

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Consistenza imprese artigiane

Al 31/03/2006 si rilevano 6.983 imprese iscritte all'Albo Artigiani della Camera di Commercio di Asti, 76 in più della stessa data dell'anno precedente (+1,1%). Il saldo attivo è stato ancora una volta determinato dall'elevato tasso di crescita delle imprese edili (+3,3%) che, con una consistenza di 3.166 unità, ormai rappresentano il 45% del totale delle imprese artigiane.
L'artigiano manifatturiero è rappresentato da 1.900 imprese, 9 in meno del 31 marzo 2005 (-0,5%). Diminuiscono, in questo ambito le attività metalmeccaniche, elettromeccaniche, chimiche, del legno e della carta-stampa-editoria mentre aumentano a tassi sostenuti le imprese alimentari artigiane che, con una consistenza di 354 unità, mettono in evidenza un tasso di crescita su base annua del 3,8%.
Le imprese artigiane dedite ai servizi sono 1.828 (-1,2%); la categoria più consistente è rappresentata dai servizi personali con 574 imprese e con una evidente tendenza alla crescita: nell'anno in esame il saldo tra iscritti e cessati ha determinato un saldo attivo di 13 unità, pari a +2,3%. Sono invece sensibili le diminuzioni delle attività di riparazione (-2,8%) e degli autotrasportatori (-3,8%).
I movimenti anagrafici intervenuti tra il 31/03/2005 ed il 31/03/2006 non apportano rilevanti variazioni alla suddivisione per forma giuridica: aumentano dell'1% le ditte individuali e dello 0,8% le società di persone. Le differenze più significative sono da addebitare alle società di capitale, che però sono solo 105 e con un saldo attivo di 18 unità evidenziano un tasso di crescita annuo del 20%, ed alle cooperative artigiane che si dimezzano passando da 10 a 5 imprese (-50%).
La dinamica del periodo gennaio-marzo 2006 risulta caratterizzata da 217 iscrizioni e da 262 cessazioni di attività e dà luogo ad un saldo negativo di 45 unità.
Sotto l'aspetto congiunturale emergono segnali negativi per quanto riguarda la produzione mentre il settore "tiene" sul fronte dell'occupazione.
L'analisi previsionale condotta da Confartigianato Piemonte mette in evidenza il persistere dei timori degli operatori, del resto comprensibili in presenza di aumenti del costo del petrolio e dell'energia, che si ripercuoteranno sui costi di produzione.
Peggiorano lievemente le aspettative sulla produzione totale: da un saldo negativo di -18% della precedente rilevazione a -19,35% dell'attuale. Anche nelle risposte relative ai nuovi ordinativi aumentano i pessimisti da -10% a -14%.
Per quanto attiene il carnet ordini, le aziende che confidano di disporre ordinativi per un periodo superiore ai tre mesi scendono al 4,5% dal 6,8% di tre mesi fa.
E' ancora elevata la percentuale di coloro che non prevedono investimenti con un rapporto del 62,3% rispetto al 65,1% del sondaggio precedente.
Il saldo sull'occupazione si mantiene negativo ma passa da -4.3% a -2,1%. La propensione all'assunzione di manodopera specializzata scende al 3,6% a fronte del 4,2% del trimestre precedente; sono invece in lieve aumento coloro che intendono acquisire manodopera generica: 3,2% rispetto al precedente 2,8%.



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