Questo sito utilizza cookie per inviarti informazioni sulla nostra organizzazione in linea con i tuoi interessi/le tue preferenze e cookie di analisi statistica di terze parti anche per fini non tecnici. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Se accedi ad un qualunque elemento soprastante questo banner acconsenti all'uso di tutti i cookie.

RIMUOVI

Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 22 settembre 2019
Torna alla versione grafica - home

Agricoltura



Asti, 22 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 19.01.2007



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Rapporto delle imprese agricole sulle imprese degli altri settori

Quotazioni dei principali prodotti agricoli e zootecnici pubblicati sui listini dei prezzi all'ingrosso della C.C.I.A.A. di Asti

Quotazioni medie dei vini pubblicate sui listini dei prezzi all'ingrosso della C.C.I.A.A. di Asti

Consistenza bestiame all'1/06/2006

Dinamica delle imprese - Al 30 giugno 2006 risultano, in provincia di Asti, 9.231 imprese agricole, il 34% delle imprese totali. Nel semestre in esame si sono registrate 159 iscrizioni a fronte di 235 cessazioni; su base annua si rileva un tasso di diminuzione del 2,4%. Delle 9.231 imprese, il 95% è rappresentato da ditte individuali, il 4% da società di persone ed il restante 1% è costituito da 44 società di capitale, di cui 24 cantine sociali. Le ditte individuali sono diminuite, rispetto al 30 giugno 2005, del 2,7%; il trend è inverso per le società, per le quali si rileva un tasso di aumento del 2,8%.

Cereali - La produzione di frumento si è rivelata buona, grazie ad una resa soddisfacente, da 55 a 70 q.li per ettaro, di qualità discreta per una ridotta presenza di cimici. Il mercato fa rilevare prezzi in ascesa in conseguenza della lievitazione delle quotazioni estere ed è caratterizzato da un rallentamento delle trattative, in previsione di ulteriori aumenti.
Di riflesso è aumentata anche la quotazione dell'orzo, che evidenzia, con una resa di 50-60 q.li per ettaro, un buon andamento sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
La coltura del mais ha sofferto per la siccità; si prevede un raccolto di qualità e quantità inferiore alla media. Una maggiore richiesta di prodotto sul mercato ha determinato un aumento delle quotazioni (+10%).

Coltivazioni industriali - Per la coltura della soia le rese non sono elevate, solo 15-25 q.li per ha.. Il prodotto è quotato 0,22 euro al kg., prezzo non remunerativo che si bilancia con il contributo Pac. Anche per il girasole è determinante l'integrazione del contributo Pac in quanto la resa della coltura si limita, in collina, a 15 q.li per ha. mentre in pianura raggiunge i 35 q.li per ha. Si tratta di una coltura primaverile che difficilmente, nell'astigiano, riesce ad ottimizzare la produzione.
La siccità ha infierito anche sulla produzione di barbabietole da zucchero, coltura che mette in rilievo una resa di 300 q.li per ettaro ed un grado di polarizzazione di soli 15-16°. La quotazione base, derivante dall'accordo interprofessionale, ammonta a 4,25 euro per quintale di prodotto con polarizzazione (contenuto zuccherino) al 16%, a cui va aggiunta la prevista integrazione Pac.

Foraggiere - Solo il raccolto del maggengo è stato abbondante ed a fine semestre è stato contrattato a prezzi superiori rispetto a quelli dello scorso anno; per la penuria di piogge i tagli successivi sono stati scarsi.

Vite - Sotto l'aspetto commerciale non giungono ancora segnali evidenti di ripresa del mercato del vino le cui quotazioni continuano a rilevare, in particolare per i vini rossi, quotazioni inferiori a quelle dello scorso anno. L'annata agraria 2006 è stata particolarmente favorevole alla vite, coltura che, dopo un ritardo nella prima fase del ciclo vegetativo, ha recuperato i tempi. Un andamento meteorologico secco ed asciutto ha consentito una buona fioritura ed ha favorito la produzione che si prospetta abbondante, tanto da indurre alcuni viticoltori ad intervenire con opportuni diradamenti.
Il clima asciutto ha scongiurato lo sviluppo di malattie fungine, così la coltura ha richiesto trattamenti inferiori alla norma. Allo stato attuale l'uva si presenta in ottime condizioni e perfettamente sana. La vendemmia avverrà nei tempi tradizionali ed in certe località potrà essere lievemente anticipata.
L'andamento meteorologico del mese di settembre è determinante per la qualità dell'uva e del vino ed il persistere delle attuali condizioni climatiche fa prevedere una qualità eccellente del vino annata 2006.

Colture orticole - Un'estate caratterizzata da elevate temperature da un lato ha incentivato il consumo di alcuni prodotti, come le cucurbitacee ed in particolare i meloni, d'altro canto non è stata favorevole per la produzione di insalate e zucchine.
Le quotazioni riscontrate nei mesi estivi confermano la situazione altalenante, già riscontrata durante tutto l'anno.
Per le melanzane e i peperoni, dopo un lungo periodo di prezzi stazionari o in diminuzione, si segnalano dei lievi rialzi, dovuti per le melanzane, ad una minore offerta; mentre per i peperoni, ad una maggiore richiesta.
Una considerevole contrazione della disponibilità di zucchine ha determinato l'aumento delle quotazioni.
Per quanto riguarda il comparto degli ortaggi a foglia, i listini hanno continuato a registrare prezzi in ribasso, specialmente per la lattuga. Gli operatori del settore hanno lamentato una difficoltà nelle attività di commercializzazione, non solo a causa dell'esiguità della domanda, ma anche a causa della qualità poco soddisfacente di alcune partite.
In termini complessivi e rispetto all'annata precedente si può affermare che per le colture orticole a pieno campo e in serra, le rese produttive sono state leggermente superiori e, in alcuni casi, hanno spuntato prezzi soddisfacenti.

Zootecnia - La consistenza del patrimonio bovino della provincia di Asti al 1° giugno 2006 risulta di 49.763 capi, il 2,8% in più della stessa data dell'anno precedente: è stazionaria la consistenza delle "vacche da latte" (-0,4%), diminuisce quella delle "altre vacche" (-10,6%), mentre è in aumento quella dei bovini da macello (+15%). Si rilevano quotazioni soddisfacenti in particolare per i bovini di qualità e per la razza piemontese per la quale si registra una buona domanda anche da parte della GDO. Tende nel contempo a perdere consistenza il mercato dei bovini meno pregiati.
L'allevamento dei suini, secondo in ordine di importanza nella provincia, evidenzia una situazione stazionaria.
L'istituzione dell'anagrafe ovi-caprina ha influito nell'andamento degli ovini la cui consistenza è diminuita del 4,3%: gli adempimenti connessi hanno infatti determinato l'abbandono dei piccoli allevamenti.
Si consolida ed accresce l'allevamento di caprini (+8%) strettamente correlato alla produzione della robiola, formaggio DOP dell'Astigiano.
Con riferimento all'allevamento avicolo si rileva una diminuzione delle giacenze di polli per il salto di cicli di produzione dovuto alla crisi mercato che ha coinvolto il settore nei mesi scorsi. La situazione sotto l'aspetto commerciale, da un aumento delle quotazioni del 20%, appare in ripresa.




Aiutaci a darti un servizio migliore
Valuta la qualità dei contenuti di questa pagina


Non � presente alcun ufficio di riferimento per questa pagina

[ inizio pagina ]