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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 19 ottobre 2019
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Industria



Asti, 19 ottobre 2019
Ultimo aggiornamento: 16.10.2006



Analisi economica provinciale



INDUSTRIA

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Andamento congiunturale industria manifatturiera 2° trimestre 2006

Nel 2° semestre 2006, i risultati dell'Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli uffici studi delle Camere di Commercio piemontesi, evidenziano per la provincia di Asti un calo della produzione dello 0,6% in rapporto allo stesso trimestre dell'anno precedente.
L'andamento produttivo astigiano fa segnare un rallentamento rispetto al 1° trimestre dell'anno che invece evidenziava un aumento di 4,6 punti percentuali. Dall'analisi della situazione regionale, la provincia di Asti, insieme a quella di Novara, registra una variazione di segno negativo, mentre le restanti province piemontesi con variazioni positive contribuiscono a determinare il risultato medio regionale che si attesta a +2,1%. Il valore medio nazionale è invece pari a -0,4% e si discosta di poco dalla situazione rilevata in provincia di Asti.
Esaminando i dati sotto il profilo del settore di attività, le industrie meccaniche ed elettromeccaniche e della lavorazione del metallo registrano un incremento della produzione dell'1,13%. Emergono invece risultanze di segno negativo a carico delle industrie chimiche e della gomma (-0,14%), delle industrie alimentari (-1,57%), dell'industria del vetro e dei materiali da costruzione, del legno e mobili, della carta, stampati, editoria e del tessile abbigliamento (-1,8%).
Per classe dimensionale, sono le imprese più piccole, da 10 a 49 addetti, a conseguire risultati positivi (+2,4%), mentre fanno segnare una flessione produttiva del 2,6% le aziende da 50 a 249 addetti e del 3,8% quelle da 250 addetti in su.
Nel trimestre in oggetto emerge un calo delle vendite all'estero in rapporto al trimestre precedente. Cresce invece il grado medio di utilizzazione degli impianti anche in vista dei nuovi ordinativi interni ed esteri che registrano un aumento rispetto al primo trimestre dell'anno rispettivamente del 10 e del 13%, risultato che lascia ben sperare in un recupero dei volumi produttivi. Il settore di attività che dichiara una consistente crescita degli ordinativi è quello alimentare e delle bevande con un aumento del 17% delle commesse italiane e del 38% di quelle estere, da mettere in relazione anche ad una dinamica stagionale. Segue il settore metalmeccanico con una variazione degli ordini interni pari a +8,9%, variazione che scende allo 0,7% per il mercato estero.
La situazione occupazionale registra un incremento dello 0,5%, dato che lascia presumere un clima di fiducia tra gli operatori rispetto alle prospettive a breve termine. 

Variazione % della produzione rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente

La rilevazione congiunturale a partire dal primo trimestre 2006 ha previsto nuove elaborazioni dei dati secondo la metodologia adottata dall'Istat. In particolare è stato calcolato un numero indice della produzione industriale piemontese con base anno 2000=100 a cui è stata applicata una correzione per giorni lavorativi e un procedimento standard di destagionalizzazione.
Nel secondo trimestre 2006 l'indice di produzione industriale con base anno 2000=100 è stato pari a 106,3, corrispondente, come già detto, ad una variazione di -0,6%. L'indice di produzione corretto per giorni lavorativi ha registrato una diminuzione dello 0,9% (i giorni lavorativi sono stati 61 contro i 63 del 2005), mentre l'indice della produzione destagionalizzato risulta pari a 108,8 e ha fatto registrare, rispetto al trimestre precedente una variazione della produzione pari a -0,8%: 

Indice della produzione industriale (base anno 2000=100) nel II trimestre 2006

Le previsioni a sei mesi sono nel complesso positive. Il 35% degli operatori intervistati si aspetta un incremento della produzione, a fronte del 19% che prevede un calo. Per quanto riguarda l'occupazione prevalgono i giudizi improntati alla stazionarietà (77%), tuttavia le imprese che si aspettano un incremento di posti di lavoro sono il 10% in più rispetto a quelle che pensano invece di ridurre l'organico.
Gli operatori sono più ottimisti sulle possibilità offerte dal mercato estero rispetto al mercato interno. Il saldo tra coloro che prevedono un incremento della domanda estera e coloro che ipotizzano una flessione delle vendite all'estero ammonta infatti a +10%. Per contro gli operatori che si aspettano un aumento della domanda interna sono il 21,5%, a fronte del 23,2% che esprime un giudizio negativo. Si conferma, se pur in termini più contenuti, il giudizio positivo sulla domanda estera già espresso nel trimestre precedente, mentre risultano più caute le previsioni sul mercato interno.
I prezzi di vendita rimarranno invariati per oltre il 70% degli operatori intervistati, saranno soggetti ad un aumento per il 16,6% del campione e diminuiranno per il restante 12,6%. 

La dotazione e l'utilizzo dell'ICT nelle imprese astigiane

Con la rilevazione congiunturale riferita al 2° trimestre 2006 è stato sottoposto alle imprese del campione un questionario per valutare il grado di utilizzo delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (ICT) nell'ambito dell'organizzazione e gestione aziendale.
Dai dati emersi il 63,3% delle aziende intervistate ha un proprio sito web e il 39,4% dispone di una connessione a banda larga. Il sito web aziendale ha nel 92% dei casi la funzione di vetrina commerciale di prodotti/servizi dell'impresa, nel 6% dei casi offre possibilità di interazione da parte dei clienti e soltanto per l'1,5% delle aziende il sito viene utilizzato per attività di e-commerce.
L'utilizzo delle reti informatiche è principalmente finalizzato ad attività quali l'Internet banking (gestione di operazioni bancarie) da parte del 93% delle imprese, la gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione (27%), l'acquisto di beni e servizi on-line (21%), la vendita di beni e servizi on line (11%), la progettazione di nuovi prodotti in partenariato con i propri fornitori (8%).
Per la maggior parte delle imprese che vendono beni o servizi on line la creazione del sito web ha contribuito ad allargare il mercato anche sotto il profilo dell'area geografica.
Infine, nel caso delle aziende che si avvalgono di Internet per interagire con la Pubblica Amministrazione, gli adempimenti più frequenti si riferiscono a richieste di certificati (67%), dichiarazioni fiscali (31%), richieste di autorizzazioni (25%), pagamento delle tasse (21%), richieste di finanziamenti pubblici (13%).






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