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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 8 agosto 2020
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Agricoltura



Asti, 8 agosto 2020
Ultimo aggiornamento: 11.01.2007



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Principali coltivazioni agricole

Consistenza imprese agricole e rapporto rispetto alle imprese degli altri settori economici

Quotazioni dei principali prodotti agricoli e zootecnici commercializzati sulla piazza di Asti

Quotazioni medie dei vini 

Mercuriali delle uve di chiusura della vendemmia 2006

Dinamica delle imprese
Le imprese agricole iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Asti alla data del 30/09/2006 sono 9.202 e rappresentano un terzo della consistenza totale delle imprese della provincia di Asti. Nel periodo 30/09/2005-30/09/2006 si è registrato un trend in diminuzione delle imprese agricole (-2,7%), più evidente nel semestre che si colloca tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006. Tale tendenza, che ha contraddistinto anche gli anni precedenti, è il risultato di un graduale processo di accorpamento che vede, da un lato, la cessazione di microimprese condotte prevalentemente da soggetti anziani e dall'altro l'affermarsi di imprese più grandi dal punto di vista dimensionale e più strutturate sotto il profilo organizzativo le quali possono meglio affrontare le difficoltà derivanti dagli alti costi di gestione e dalla scarsa remunerazione dei prodotti agricoli. 

Vite
La vendemmia 2006 ha dato ottimi risultati sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo. Dal punto di vista climatico l'annata è risultata siccitosa, ma le precipitazioni e le temperature miti registrate nel mese di settembre hanno influito positivamente sulla vendemmia aumentando il contenuto zuccherino e migliorando la colorazione delle uve. Ancora una volta si è dimostrato importante il ricorso alla pratica del diradamento estivo per l'ottenimento di un prodotto di ottima qualità.
La vendemmia ha dato risultati eccellenti sia per i vitigni rossi che per i bianchi.
I vini Barbera, Grignolino, Dolcetto dell'annata 2006 si caratterizzano per le ottime qualità di struttura, equilibrio e tonalità colorante. Ottima annata anche per il Freisa e il Ruchè, a condizione che la vendemmia sia avvenuta nei tempi giusti.
Per quanto riguarda i vitigni aromatici, Moscato, Brachetto, Malvasia, le uve hanno raggiunto una perfetta maturazione e un alto tenore zuccherino e aromatico.
Malgrado la qualità eccellente, i prezzi delle uve si sono attestati su livelli non soddisfacenti nonostante abbiano spuntato quotazioni migliori dell'annata 2005. Questo a causa dell'abbondante disponibilità di prodotto e delle difficoltà di assorbimento della produzione vinicola da parte dei mercati mondiali.
Consapevole della necessità di avviare iniziative a tutela e salvaguardia del settore vitivinicolo che costituisce un segmento significativo dell'economia provinciale, la Camera di Commercio di Asti si è fatta promotrice di un accordo sui prezzi delle uve e dei vini. Con il coinvolgimento di tutte le componenti pubbliche e private, enti, istituzioni, associazioni di categoria, è stato raggiunto un accordo che prevede, oltre ad un prezzo di riferimento minimo per le uve barbera d'Asti 2006 prodotte nel rispetto del disciplinare di produzione, stabilito in 0,40 euro/kg., l'impegno a mettere in atto tutte le iniziative più opportune affinché si possa giungere all'ottenimento di una grande denominazione di origine controllata di base. Nel documento si auspica:
 la definitiva istituzione della "fascetta di controllo" sui vini Barbera a denominazione controllata,
 la verifica degli Albi Vigneti delle denominazioni Barbera d'Asti, Barbera del Monferrato e Piemonte Barbera con la richiesta di cancellazione dei vigneti non aventi più i requisiti,
 la modifica dei disciplinari di produzione al fine di una maggior segmentazione del prodotto Barbera nell'ottica di una sua migliore collocazione sul mercato,
 l'impedimento di fenomeni speculativi anche attraverso la promozione dell' associazionismo.
Per quanto riguarda la lotta alla flavescenza dorata, si possono osservare i primi risultati positivi nel sud Astigiano dove viticoltori, vivaisti e amministrazioni locali da anni mettono in atto sistematicamente misure di lotta e prevenzione quali trattamenti specifici sull'insetto vettore ed estirpo delle piante malate. Ulteriori risultati si potranno raggiungere con l'introduzione di materiale vivaistico maggiormente controllato e trattato con la termoterapia. Si rilevano invece maggiori problemi nel centro-nord dell'Astigiano dove si registra un maggior abbandono dei vigneti con conseguente minor controllo sul territorio. 

Cereali
La superficie coltivata a cereali presenta un lieve incremento rispetto all'anno precedente.
La resa produttiva media a frumento è stata di 50q/ha, con zone in cui si sono raggiunte punte di produzione di 70q/ha. L'andamento climatico favorevole per quasi tutto il ciclo vegetativo, ha creato le condizioni di sviluppo ideali per l'ottenimento di buone rese. La qualità del frumento tenero è risultata buona per le varietà di grano destinate alla panificazione nelle aree in cui è stata effettuata un'attenta concimazione azotata e per quelle partite che sono state trattate contro muffe e cimici. Il grano non trattato o che non ha ottenuto livelli qualitativi tali da essere idoneo per la panificazione viene utilizzato per la produzione di mangimi o trasformato in farine particolari destinate alla produzione di biscotti. Le quotazioni massime registrate al 30/09/2006 raggiungono i 182,00 euro a tonnellata per il frumento tenero panificabile e i 148,00 euro per frumento tenero comune, facendo rilevare un incremento del 17% circa rispetto all'anno precedente. La crescita dei prezzi è da attribuire a una diminuzione dell'offerta a livello mondiale.
Nel 2006 si è registrato un incremento delle superfici destinate alla produzione di mais, coltivazione che ha in parte sostituito la barbabietola da zucchero a seguito della riforma OCM Zucchero e della chiusura dello zuccherificio di Casei Gerola.
L'andamento climatico, con scarse piogge nel periodo estivo, non è stato favorevole alle coltivazioni di mais che hanno visto scendere le rese dai 60q/ha del 2005 a 50q/ha. Le quotazioni a fine settembre si attestavano a 144,00 euro la tonnellata facendo registrare un incremento del 15% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. 

Coltivazioni industriali
Sono raddoppiate nell'annata agraria 2005/2006 le superfici coltivate a girasole che, anche in questo caso, si è sostituito alle coltivazioni di barbabietola da zucchero. Le rese del girasole non sono state particolarmente elevate a causa della siccità estiva (20q/ha) e le quotazioni si sono mantenute stazionarie rispetto all'anno precedente.
La barbabietola da zucchero che riveste ormai un ruolo marginale in provincia di Asti ha dato basse rese produttive a causa del clima troppo asciutto, ma il tenore zuccherino è stato soddisfacente e ha consentito una buona remunerazione.
Le superfici coltivate a soia non hanno subito sensibili variazioni rispetto all'anno precedente. Il clima sfavorevole ha determinato rese produttive non particolarmente elevate.
Da segnalare l'introduzione della coltivazione del pisello proteico che pur essendo ancora una coltura marginale ha dato buone soddisfazioni in termini di resa e remunerazione. 

Nocciole e frutta
Cresce nel 2006 la superficie coltivata a nocciolo. Il trend in aumento registrato negli ultimi anni è dovuto alla bassa remunerazione dei seminativi e al fenomeno della flavescenza dorata che ha colpito le coltivazioni vinicole spingendo gli agricoltori a trovare valide colture alternative. Dopo un'annata 2005 particolarmente scarsa dal punto di vista produttivo, il raccolto 2006 ha raggiunto livelli medio-alti con una resa media di 23q/ha. I prezzi a fine settembre si attestano a 1,90 euro al chilo, molto al di sotto della media registrata lo scorso anno in cui la scarsa disponibilità di prodotto aveva fatto salire sensibilmente le quotazioni.
La coltura della nocciola nell'Astigiano, pur mostrando interessanti potenzialità, non raggiunge ancora buoni livelli di specializzazione tecnologica anche a causa dell'elevata parcellizzazione in piccole imprese. Per valorizzare il prodotto occorrerebbero maggiori iniziative di promozione dell'IGP e il raggiungimento di accordi con le aziende locali di trasformazione.
La produzione di mele è risultata buona dal punto di qualitativo e lievemente inferiore rispetto all'anno precedente per quanto riguarda la quantità. Gli interventi di diradamento si sono dimostrati indispensabili per ottenere pezzature più grandi. Dal punto di vista fitosanitario sono stati segnalati danni dovuti alla butteratura amara.
I prezzi al consumo dipendono dalla varietà e dalla pezzatura e vanno da un minimo di 0,50 ad un massimo 1 euro al chilo.
In provincia di Asti si rilevano, anche se in misura limitata, coltivazioni di albicocchi, peschi, ciliegi che danno frutti di ottima qualità. La stagione 2006, grazie al clima favorevole, ha fatto registrare un buon raccolto e le quotazioni sono state soddisfacenti. Anche in questo caso il settore risente dei problemi legati alla parcellizzazione aziendale, alla conformazione territoriale collinare che richiede maggiori costi di gestione, alla mancanza di impianti e strutture tecnologicamente avanzate. 

Ortaggi
Le scarse precipitazioni dell'annata 2006 hanno influito sul livello qualitativo degli ortaggi, in particolare insalate, pomodori e zucchine. Le quotazioni sono state altalenanti e hanno registrato un rialzo a fine estate dovuto ad una diminuzione dell'offerta proveniente da altre zone di produzione.

Zootecnia
L'allevamento bovino ha registrato un lieve incremento del numero capi e al tempo stesso una diminuzione degli allevamenti. E' infatti cresciuto il numero dei capi negli allevamenti di grande dimensione, mentre sono cessate piccole realtà aziendali condotte da anziani agricoltori.
Si conferma il trend in aumento degli allevamenti allo stato semibrado che dimostra di ben adattarsi alla realtà collinare della provincia di Asti.
La razza bovina piemontese è quella più apprezzata per l'ottima qualità delle sue carni. Le quotazioni raggiungono un massimo di 3,50 euro al chilo per le vitelle da coscia piemontesi. Rispetto all'analogo periodo dello scorso anno si rilevano incrementi che nel caso dei vitelloni piemontesi raggiungono il 40%.
Ai fini di una maggiore tutela e valorizzazione della razza bovina piemontese è stato richiesto il riconoscimento della I.G.P. "Fassone del Piemonte".
Cresce il numero dei caprini il cui latte viene utilizzato prevalentemente per la produzione della robiola di Roccaverano D.O.P. che dà buoni risultati sul piano della commercializzazione.
Per quanto riguarda il comparto suinicolo si segnala un lieve incremento delle quotazioni riferite ai capi da macello.
In sensibile aumento il prezzo dei polli da allevamento che lo scorso anno aveva subito una drastica riduzione a causa dei timori ingenerati dall'influenza aviaria diffusa nei Paesi dell'Asia Orientale.








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