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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 18 luglio 2019
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Commercio



Asti, 18 luglio 2019
Ultimo aggiornamento: 11.01.2007



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

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Consistenza degli esercizi commerciali, degli alberghi e dei ristoranti della provincia di Asti

La consistenza delle attivitÓ commerciali, ricettive e della ristorazione, alla data del 30/09/2006, ammonta complessivamente a 7.185 esercizi di cui 5.836 sedi d'impresa e 1.349 unitÓ locali. Dal raffronto con l'analogo periodo dell'anno precedente si registra una crescita di 60 sedi d'impresa e di 44 unitÓ locali, pari ad un incremento percentuale medio di 1,4.
Il commercio al dettaglio rappresenta quasi il 50% degli esercizi e ha fatto registrare un incremento su base annua dello 0,6%.
Il commercio all'ingrosso con 1.136 punti vendita evidenzia una crescita dell'1,8%; il commercio di autoveicoli, motocicli, accessori e carburante conta 453 esercizi e segna un aumento del 3%.
Gli esercizi ricettivi e della ristorazione hanno fatto rilevare la crescita pi¨ consistente, confermando la tendenza giÓ registrata nei trimestri precedenti: 1.165 imprese complessivamente, il 5,4% in pi¨ rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.
Gli intermediari del commercio sono complessivamente 899 e rappresentano il 12,5% della rete distributiva; rispetto al 30/09/2005 hanno registrato un calo dell'1,4%.
Secondo l'indagine condotta dall'ISAE su un campione di circa 1.000 imprese della piccola e grande distribuzione, nel bimestre agosto-settembre la fiducia dei commercianti mostra un andamento positivo sia nell'ambito della grande distribuzione, sia per quella tradizionale. Sono infatti buone le previsioni circa le vendite future. Permane invece cauto il giudizio sull'occupazione e sui prezzi dei fornitori.
Anche sul fronte dei consumatori emerge un clima di maggiore fiducia da attribuire a giudizi e previsioni positive per quanto riguarda il quadro economico generale. Si mantengono invece prudenti le valutazioni su risparmio e consumi durevoli.
Nel mese di settembre la variazione del costo vita Ŕ scesa al 2% dal 2,1% registrato a luglio e ad agosto. Si delinea una tendenza alla stabilitÓ dell'inflazione da attribuire al ribasso dei prezzi dei prodotti energetici (in particolare della benzina) e dei trasporti aerei e marittimi. Tale dinamica ha contribuito al miglioramento delle attese dei consumatori che si aspettano un maggiore contenimento dei prezzi. Uno scenario inflazionistico pi¨ stabile dovrebbe inoltre contribuire ad evitare l'incremento dei listini da parte delle imprese di produzione di beni al consumo.
L'indagine sulla congiuntura delle piccole e medie imprese (da 1 a 500 dipendenti) condotta dal Centro Studi Unioncamere, evidenzia nel III trimestre 2006 per il settore commercio con riferimento all'area Nord Ovest, una variazione dello 0,1% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Il dato, che attesta una situazione di sostanziale stabilitÓ, Ŕ determinato da un andamento di segno negativo per la piccola e media distribuzione rispettivamente -1,6% e -1,2%, compensato dalla grande distribuzione che registra un incremento dell'1,9%. Anche le previsioni relative alle vendite per il IV trimestre evidenziano maggiore ottimismo da parte della grande distribuzione rispetto al commercio tradizionale.
L'indagine condotta dal Centro Studi Unioncamere in collaborazione con REF (Ricerche per l'Economia e la Finanza) sulla Grande Distribuzione Organizzata conferma, nel IV bimestre 2006, a livello nazionale, un incremento delle vendite e del fatturato rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, pur in presenza di una crescita dei prezzi. L'aumento delle vendite Ŕ da imputare agli esercizi di nuova apertura e non alle strutture preesistenti che registrano invece vendite in flessione. 
I dati relativi al Piemonte evidenziano una variazione del fatturato pari a +2,2% rispetto al corrispondente bimestre dell'anno precedente determinata dalla crescita delle vendite di beni di largo consumo confezionato (drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura della casa e cura della persona). Registra invece una variazione negativa il fatturato relativo alle merceologie non alimentari.



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