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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 8 agosto 2020
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Imprenditoria femminile



Asti, 8 agosto 2020
Ultimo aggiornamento: 04.02.2010



Analisi economica provinciale



IMPRENDITORIA FEMMINILE

Contenuto pagina

Imprese femminili al 31/12/2006
Movimenti anagrafici e forma giuridica

Dagli ultimi dati disponibili risultano in provincia di Asti 6.772 imprese a conduzione femminile, 61 imprese in meno della stessa data dello scorso anno, pari ad un tasso di diminuzione dello 0,9%. La dinamica dell'imprenditoria femminile segue di pari passo quella complessiva astigiana, per la quale si registra un analogo tasso di flessione.
Le imprese al femminile rappresentano il 25,1% del totale delle imprese locali, un rapporto elevato se si considera che il rapporto medio regionale è del 23,7%. Con la percentuale del 25,1% Asti si colloca al secondo posto tra le province piemontesi, preceduta solo da Alessandria.
Tra le 6.772 imprese a titolarità femminile si osserva che la categoria più rappresentata fa capo al settore agricolo che annovera 2.848 imprese, cioè il 42% dell'imprenditoria femminile astigiana. In questo settore l'emorragia di imprese è elevata a causa dell'età avanzata degli operatori e della presenza di numerose microimprese la cui capacità di produrre reddito è irrisoria. Nel 2006 ben 181 imprenditrici agricole hanno abbandonato la loro attività; si registrano però, nel contempo, 76 nuove iscrizioni.
Sono altresì numerose le donne che esercitano attività commerciali: si rilevano, tra le imprese femminili, 1.548 imprese commerciali, il 23% del totale. Il settore, messo a dura prova dalla grande distribuzione mantiene la propria consistenza; rispetto allo scorso anno si è ridotto solo dello 0,6%.
La capacità di mettersi in proprio da parte delle donne è manifestata anche nell'ambito dei servizi dove emergono:
- 441 imprese di servizi personali
- 303 attività immobiliari
- 226 attività professionali.
Nell'ambito delle attività manifatturiere, si contano 411 imprenditrici. Le compagini più numerose fanno riferimento al settore alimentare, con 91 imprese, sette in più dello scorso anno ed al settore dell'abbigliamento con 62 imprese.
Il settore alberghiero e della ristorazione si distingue tra quelli in evoluzione: le imprese gestite da donne in questo campo sono 331 e sono aumentate di 25 unità nel corso dell'anno, pari ad un tasso di crescita dell'8,2%.
Nel campo delle costruzioni la partecipazione di genere femminile è modesta: con 135 imprese, tale rappresentanza costituisce solo il 3,5% del settore ma, con un saldo annuo di +17 unità, si osserva una sensibile crescita di imprese in una professione che si riteneva di prerogativa maschile.
Tra le imprenditrici, si rilevano 362 extracomunitarie: 63 in agricoltura, 78 nel commercio, 47 nella ristorazione e 4 nel settore manifatturiero. Prevalgono tra le nazionalità, quelle rumene ed albanesi.
Sotto l'aspetto della forma giuridica, in un anno si contano 125 ditte individuali in meno, ma 60 società in più. Il bilancio annuale delle imprese femminili, in linea con la tendenza nazionale, mostra una crescente diffusione delle forme più strutturate d'impresa. Le ditte individuali continuano ad essere la grande maggioranza delle imprese femminili (5.128 imprese nel 2006, il 76% del totale) ma diminuiscono del 2,4%, mentre al contrario aumentano dell'11,3% le società di capitali e del 2,6% le società di persone.



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