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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 18 gennaio 2021
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Giornata dell'economia 2007



Asti, 18 gennaio 2021
Ultimo aggiornamento: 07.06.2007



Analisi economica provinciale



GIORNATA DELL'ECONOMIA 2007

Contenuto pagina

10 MAGGIO 2007

Provincia di Asti

Aumenta il numero delle imprese costituite in forma societaria - Sono in forte aumento le iscrizioni di imprese a titolarità extracomunitaria - Rilevante la ripresa dell'export con un incremento del 14,3% sull'anno precedente, rispetto all'8,4% della Regione ed al 9% dell'Italia - La quota percentuale di reddito destinata agli investimenti è tra le più alte in Piemonte - Raddoppiano gli investimenti esteri - Gli scenari previsionali indicano ripresa: lieve crescita del reddito e dell'occupazione, trend di aumento per l'export, sensibile riduzione del tasso di disoccupazione.


Le imprese - Alla data del 31/12/2006 sono 26.977, lo 0,9% in meno rispetto alla stessa data dell'anno precedente. La situazione al netto delle imprese agricole, ancora interessate in un processo di ridimensionamento del numero delle imprese che si affianca ad una integrazione della dimensione media aziendale, evidenzia un tasso di sviluppo dello 0,5%. I saldi positivi si riscontrano in modo particolare nel settore delle costruzioni che fanno rilevare un aumento del 2%. Da una dinamica di flessione delle ditte individuali (-2,2%) e di aumento delle società di persone (+1,5%) e delle società di capitale (+5,4%) si accentua la tendenza ad una maggior strutturazione e capitalizzazione delle imprese.

Gli imprenditori extracomunitari - A fine 2006 si rilevano 1.413 imprese a titolarità extracomunitaria, consistenza che determina un tasso di aumento del 15% nell'ultimo anno e del 150% rispetto al 2000. Le gestioni di impresa extracomunitarie riguardano prevalentemente le costruzioni, il commercio, l'agricoltura e la ristorazione. Le aree geografiche di maggiore provenienza degli imprenditori sono l'Africa Settentrionale (25,3%) e l'Albania (21,5%).

L'imprenditoria femminile - Le donne presenti nel mondo imprenditoriale astigiano e che rivestono una carica all'interno delle imprese sono 11.803: di queste il 67% è titolare, il 28% è amministratore ed il restante 5% riveste altre cariche. Il 25% delle imprese registrate alla Camera di Commercio di Asti è costituito da imprese a partecipazione femminile esclusiva o maggioritaria, un rapporto elevato se si considera che il rapporto medio regionale è del 23,7%. La forma giuridica prevalente resta la ditta individuale (75,7%), segue la società di persone (19,4%).
Le presenze più significative si rilevano in agricoltura, nelle attività commerciali e immobiliari, nei servizi alle persone.

L'occupazione - In provincia di Asti si rilevano 17.546 unità locali e 58.344 addetti. I dati, che si riferiscono al 2004, tengono conto delle attività economiche con l'esclusione di quelle agricole. Nel 54% delle imprese il titolare è l'unico addetto, indice di una rilevante presenza di microimprese sul territorio; il valore astigiano si pone comunque su livelli inferiori sia della media regionale (56%), sia di quella nazionale (58,4%). Il punto di forza della struttura produttiva astigiana si identifica nelle 7.213 imprese da 2 a 9 addetti che rappresentano il 41,1% dell'universo imprenditoriale locale ed il 40% della forza lavoro. Le imprese da 10 addetti e oltre, che costituiscono il 5% del contesto produttivo, detengono il 45,6% dell'occupazione; non si rilevano sostanziali scostamenti dai valori medi: le imprese con più di nove addetti sono il 5,4% su base regionale ed il 5,2% in Italia.
L'occupazione è concentrata soprattutto nelle attività manifatturiere (34%) e nelle attività commerciali e di riparazione (19,9%). Rispetto alla situazione regionale si osserva un rapporto occupazionale maggiore per il settore delle costruzioni (12,7% contro il 10% del Piemonte), per gli alberghi, ristoranti (5% rispetto al 4,8% regionale) e per sanità, servizi sociali e personali (7% di Asti contro il 6,8% della Regione).

Il reddito disponibile ed i consumi delle famiglie - Il reddito lordo disponibile delle famiglie astigiane nel 2004 è ammontato, a 3.950 milioni di euro, con un incremento su base annua del 5,8% e un reddito pro-capite per famiglia pari a 18.563,00 euro.
I consumi finali interni delle famiglie sono aumentati tra il 2003 e 2004 (ultimo dato disponibile) del 4% ed hanno riguardato per il 17,5% il settore alimentare e per l'82,5% il settore non alimentare.

Il valore aggiunto - Nel 2005 il valore aggiunto a prezzi correnti è ammontato a 5.087,2 milioni di euro, il 4,8% del valore aggiunto piemontese. Il 69,2% del valore aggiunto provinciale è prodotto dal commercio e dai servizi, il 20% dal settore manifatturiero, il 7,5% dalle costruzioni, il 3,3% dall'agricoltura.
Il Pil pro-capite è risultato di 26.153 euro; con questo valore la provincia di Asti si pone al 38° posto a livello nazionale e, rispetto al 2004, ha fatto rilevare una variazione positiva del 3,4%, incremento significativo se si pone a confronto della variazione piemontese pari a +0,7% e di quella nazionale (+1,2%).

Il turismo internazionale - Per quanto riguarda i dati provinciali sono disponibili le stime dell'Ufficio Italiano dei Cambi sul Turismo internazionale dell'Italia nel 2006 ricavate dall'indagine sui transiti di frontiera dei viaggiatori stranieri in Italia e dei residenti italiani che si recano all'estero.
Nel 2006 la spesa complessiva dei viaggiatori stranieri che hanno visitato la provincia di Asti è stata di 34 milioni di euro, con un incremento del 3 per cento sull'anno precedente.

Anche il numero complessivo dei viaggiatori stranieri è aumentato su base annua, ma è sensibilmente diminuito il numero dei pernottamenti: 307 mila nel 2006, contro i 633 mila del 2005. Cresce nel frattempo sia il numero dei viaggiatori astigiani diretti all'estero che la spesa all'estero determinando un saldo negativo di 28 milioni di euro.


Gli investimenti - Gli investimenti fissi lordi delle imprese sono cresciuti dal 2004 al 2005 del 4% e tale incremento è riconducibile alla dinamica positiva degli investimenti in costruzioni (+6%) e, in misura più ridotta, agli investimenti in macchine, attrezzature e mezzi di trasporto (+1%).
Se si analizza il tasso di accumulazione (rapporto tra investimenti fissi e valore aggiunto a prezzi correnti) si osserva che il Piemonte (20,4%) si posiziona leggermente al di sotto del dato medio nazionale (20,6%) insieme a tutte le sue province, fatta eccezione per Cuneo (25,8%) ed Asti (22,5%).
Tale indicatore che indica la capacità del valore aggiunto di convertirsi in nuovi investimenti, accrescendo quindi la dotazione di capitale fisso (infrastrutture, impianti e macchinari aziendali) esprime la volontà degli imprenditori astigiani di impegnarsi in progetti di ammodernamento e innovazione.
Per quanto riguarda, invece, i flussi di investimento, rilevati dall'Ufficio Italiano Cambi, ovvero i movimenti monetari originati sia da investimenti esteri verso il territorio italiano sia da investimenti italiani verso l'estero si può osservare che gli investimenti esteri registrati nel 2005 per la provincia di Asti sono circa 8,4 milioni di euro, valore più che raddoppiato rispetto al 2004. Tuttavia mentre a livello regionale e nazionale il 2005 si è chiuso positivamente con un valore di investimenti attratti dall'estero superiore rispetto a quelli diretti verso l'estero, Asti presenta un maggior flusso di capitali in uscita piuttosto che in entrata.

Gli scenari previsionali - Dai dati elaborati da Unioncamere - Prometeia, le prospettive che emergono per l'economia astigiana sono nel complesso positive.
Il reddito che nel triennio 2001-2003 segnava un calo dello 0,1% ha evidenziato, nel triennio successivo, una buona capacità di ripresa (+1,9), superiore alla media registrata a livello regionale (+0,6) e nazionale (+0,9). Il tasso di crescita sul reddito, per il periodo 2007-2010, con una variazione pari a +1,1, si prevede in crescita, anche se più contenuta rispetto al triennio precedente e alle previsioni su base piemontese e nazionale.
Tende a consolidarsi ed a evolversi la propensione all'export: da un rapporto esportazioni/valore aggiunto del 22,3% relativo triennio 2004-2006 si dovrebbe raggiungere, nel 2010, un valore del 24,3%.
Il valore aggiunto pro capite per abitante previsto a fine 2010 che si attesta a 19.300 euro, risulta inferiore rispetto alla media piemontese pari a 21.900 euro e a quella italiana di 20.300 euro. Tuttavia confrontando il suddetto valore con quello riferito ai due trienni precedenti si osserva una dinamica in crescita con variazioni del 4,3% rispetto al 2006 e dell'8,4% rispetto al 2003. 

Il valore aggiunto per occupato previsto per il 2010 è di 43.800 euro, dato che rispecchia una dinamica analoga a quella già osservata per il valore aggiunto per abitante. Al riguardo si ritiene opportuna la considerazione che, nella determinazione del valore aggiunto provinciale, influisce la prevalenza nel tessuto imprenditoriale locale di micro e piccole imprese e la forte incidenza delle aziende agricole a basso valore aggiunto (quasi un terzo delle totale imprese).
Per quanto riguarda la situazione occupazionale, la provincia di Asti ha registrato un tasso di occupazione a fine 2003 pari al 43,8%, dato che è diminuito di 2,1 punti percentuale a fine 2006, ma che sul piano previsionale si preannuncia nuovamente in crescita nel triennio 2007-2010.
Dal raffronto con le previsioni regionali e nazionali il dato provinciale si pone al di sotto della media piemontese (-1,8 punti percentuali), ma al di sopra di quella nazionale (+1,3 punti percentuali).
Il tasso di disoccupazione previsto a fine 2006 risulta pari al 4,2%, ma le previsioni a fine 2010 sono ottimistiche e si attestano all'1,8%, dato che risulta inferiore alla media regionale (2,5%) e a quella nazionale (5,7%).




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