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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 3 dicembre 2020
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Commercio



Asti, 3 dicembre 2020
Ultimo aggiornamento: 28.09.2007



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

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Consistenza degli esercizi commerciali, degli alberghi e ristoranti della provincia di Asti

I dati Infocamere relativi al sistema distributivo della provincia di Asti evidenziano nel 1° semestre 2007 un andamento stazionario, segnalando una battuta d'arresto rispetto il trend di aumento rilevato negli anni passati. La consistenza degli esercizi commerciali astigiani alla data del 30/06/2007 ammonta a 5.768 sedi d'impresa e 1.418 unità locali per un totale di 7.186 esercizi. Rispetto al 30/06/2006 la variazione è di sole sei unità (+0,08%).
Esaminando la situazione con riferimento ai diversi comparti si osserva che il commercio al dettaglio conta 3.608 esercizi e rappresenta il 50% della consistenza totale. Rispetto all'anno precedente registra un saldo positivo per 79 unità, corrispondenti ad un incremento del 2,2%.
In questo ambito la GDO comprende 27 minimercati, 37 supermercati, due grandi magazzini e quattro grandi superfici specializzate. Rispetto all'anno precedente la situazione è variata a seguito dell'insediamento, nel comune capoluogo, di un nuovo supermercato e della chiusura di un minimercato. La superficie destinata alla vendita ammonta, in totale a 64.983 mq. ed ha fatto rilevare un aumento del 3,4% rispetto all'anno precedente. La forza lavoro nei 70 esercizi classificati come GDO risulta di 1.055 unità e mette in evidenza un trend di crescita (+6,1% sul 2005).
Il commercio all'ingrosso con 1.116 esercizi, l'1,7% in meno dello scorso anno, rappresenta il 15,5% della consistenza totale. Diminuisce anche il numero delle attività di commercio autoveicoli, motocicli e accessori, carburante che registra 433 unità di vendita, 11 in meno rispetto all'anno precedente. Diminuiscono inoltre di 54 unità gli intermediari del commercio che a fine semestre fanno rilevare una consistenza di 862.
Le attività ricettive sono complessivamente 143 e fanno registrare, rispetto al 30/06/2006, un incremento dell'1,4%. In crescita anche i ristoranti che, con 1.024 esercizi, registrano un incremento dello 0,9%.
Sulla base dell'inchiesta ISAE a fine semestre migliorano i giudizi sull'andamento corrente degli affari e rimangono stabili le attese sul volume futuro delle vendite anche se le imprese segnalano un forte accumulo delle giacenze. Le attese sono migliori nella grande distribuzione ma peggiorano nella distribuzione tradizionale.
L'inchiesta dell'ISAE rivolta ai consumatori mette in luce una sfavorevole valutazione sulla situazione generale del Paese. Riguardo alla dinamica inflazionistica per i prossimi 12 mesi, si confermano, per contro, i timori di accelerazione emersi a partire da maggio.
Il tasso di inflazione misurato dall'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività si è attestato al mese di giugno 2007 su valori lievemente superiori rispetto alla restante parte del semestre (1,6% a fronte di una media semestrale di 1,5%).
I risultati relativi all'andamento congiunturale della GDO, pubblicati dal Centro Studi Unioncamere in collaborazione con REF (Ricerche per l'Economia e la Finanza) sulla base di rilevazioni settimanali condotte in circa 8.500 ipermercati e supermercati italiani, di cui il 23% dislocati nel Nord-Ovest, evidenziano nel 1° semestre 2007, un incremento dei volumi di vendita 1,2% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. I prezzi hanno subito ritocchi in aumento e il fatturato risulta cresciuto del 2,6% anche in conseguenza del rincaro dei prezzi. La crescita dei volumi di vendita è da attribuire esclusivamente ai nuovi punti vendita che hanno registrato aumenti dei volumi di vendita del 5,5%, a fronte di una perdita del 4,3% delle quantità intermediate nei punti vendita preesistenti.
A livello nazionale, l'incremento del giro d'affari è superiore per i beni di largo consumo confezionato (alimentari confezionati, bevande, fresco, freddo, prodotti per la cura degli animali) che registrano incrementi del 2,6%, variazione che si riduce allo 0,7% nei settori non alimentari (cura della casa e della persona, articoli bazar, elettrodomestici, tessile, abbigliamento e calzature).
Diversa invece è la dinamica piemontese che fa rilevare un maggiore incremento del fatturato riferito al comparto non alimentare rispetto ai beni di largo consumo confezionato.
L'indagine condotta dal Centro Studi di Unioncamere sulla congiuntura delle piccole e medie imprese commerciali con riferimento al 2° trimestre 2007, evidenzia un andamento stazionario delle vendite sia a livello nazionale che per il Nord-Ovest con incrementi rispettivamente dello 0,1 e dello 0,2% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Tale risultato è però dovuto unicamente alla dinamica della GDO e alle imprese con oltre 20 addetti che, per quanto riguarda il Nord-Ovest, registrano una variazione pari a +1,7%. Per contro le imprese da 1 a 19 dipendenti evidenziano un calo delle vendite dello 0,8% che interessa principalmente il commercio al dettaglio sia alimentare che non. Anche le prospettive di vendita per il 3° trimestre dell'anno rispecchiano l'andamento del trimestre appena trascorso con giudizi positivi circa l'andamento futuro delle vendite da parte delle aziende con 20 dipendenti e oltre e attese negative da parte delle imprese al di sotto di 20 dipendenti.



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