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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 4 ottobre 2022
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Giornata dell'Economia 2008



Asti, 4 ottobre 2022
Ultimo aggiornamento: 14.07.2008



Analisi economica provinciale



GIORNATA DELL'ECONOMIA 2008

Contenuto pagina

Le imprese - Nel 2007 in provincia di Asti il numero delle imprese è diminuito dell'1,2%, a seguito di un tasso di natalità imprenditoriale del 6,3% e di un tasso di mortalità del 7,5%. A fine 2007 la consistenza è risultata di 26.666 sedi di impresa con una perdita, rispetto al 2006, di 311 imprese. Si ribadisce, per il settore agricolo, il trend di ridimensionamento che lo ha contraddistinto nell'ultimo decennio e che, di fatto, ha anche limitato l'eccessiva frammentazione delle imprese. Le imprese edili, che negli anni passati hanno costantemente fatto rilevare un sensibile aumento, denunciano una fase di assestamento: a fine anno la consistenza è ammontata a 3.915 unità con una variazione su base annua limitata a + 1,5%. Il comparto denuncia tassi di natalità e di mortalità particolarmente elevati, tali da far presumere una diffusa situazione di precarietà per le nuove imprese. Anche nel comparto della ristorazione il turn-over è elevato. Per i restanti settori i saldi sono prevalentemente negativi; diminuiscono le imprese del settore elettromeccanico e meccanico, della produzione e lavorazione di metalli, delle attività di riparazione auto e moto, del commercio all'ingrosso e degli intermediari del commercio.
In base alla forma giuridica si osserva una diminuzione delle ditte individuali (-1,6%) e delle società di persone (-1,6%) che costituiscono rispettivamente il 70% ed 21% delle imprese della provincia di Asti. Le società di capitale rappresentano solo il 7,7% delle imprese astigiane, ma evidenziano una decisa tendenza di aumento (+3,7%).

Gli imprenditori extracomunitari - Il numero delle imprese a titolarità extracomunitaria, per la prima volta, fa rilevare un'inversione di tendenza rispetto al consueto trend di aumento. Le imprese a fine 2007 risultano 1.359 e rappresentano il 3,8% in meno della consistenza a fine 2006. L'imprenditorialità extracomunitaria è rappresentata per un terzo dalle imprese edili, seguono il commercio al dettaglio (21,2%), le imprese agricole (9,3%), la ristorazione (6,1%). Sulla flessione delle imprese registrata nel 2007, influisce in modo particolare l'andamento delle imprese edili (-7,0%) e dei ristoranti (-4,6%) mentre denunciano ancora crescita le attività agricole (+3,3%) e le attività commerciali (+6,7%). Sulla base della nazionalità, lo spirito imprenditoriale appare particolarmente accentuato tra gli immigrati dell'Africa settentrionale (28%) e dell'Albania (26%).
Per età si osserva che il 15,4% dell'imprenditorialità comunitaria ha meno di 30 anni, il 64,9% ha da 30 a 49 anni, il restante 19,7% è over 50.

L'imprenditoria femminile - Si contano, nell'astigiano, 6.713 imprese femminili. La presenza femminile è per il 96,5% esclusiva, per il 3,1% forte e per lo 0,4% maggioritaria.
Considerando le cariche ricoperte nelle imprese, l'imprenditorialità femminile astigiana si manifesta con una presenza di 11.744 donne, presenza particolarmente frequente nel settore agricolo (25,5%), nel commercio al dettaglio (16,1%), nelle attività immobiliari (8,4%), nella ricettività e ristorazione (8,1%), nei servizi (6,1%), nell'intermediazione commerciale (4,8%), nelle attività professionali (4%), nel settore edile (3,4%) ed in quello della produzione alimentare (2,6%). Rispetto al 2006 le imprenditrici sono diminuite dello 0,5%, flessione da imputarsi ad una diminuzione delle titolari di imprese agricole. Il 46,5% delle imprenditrici ha più di 50 anni, il 46,8% ha un'età compresa tra 30 e 49 anni, mentre solo il 6,7% ha meno di 30 anni.
Le 11.744 cariche ricoperte da donne comprendono 7.727 titolari e socie (65,8%), 3.440 amministratrici (29,3%) e 577 altre cariche (4,9%).

La popolazione residente - Al 31/12/2006 la popolazione residente della provincia di Asti ammonta a 215.074 unità, 104.546 uomini (48,6%) e 110.528 donne (51,4%). I residenti di 65 anni ed oltre rappresentano il 24,4% del totale e costituiscono quasi il doppio della popolazione da zero a 14 anni (12,3%), pari ad un indice di vecchiaia di 197,6. La situazione non si discosta molto dalla media regionale che mette in rilievo un rapporto degli over 64 sul totale del 22,7% a fronte di un peso della popolazione fino a 14 anni del 12,5% (indice di vecchiaia 181,2). Dalla media nazionale risulta invece un indice di vecchiaia del 141,7.
La popolazione residente di nazionalità straniera è ammontata, al 31/12/2006, a 14.872 unità, pari ad un tasso di incidenza sul totale popolazione del 6,91%. Tale rapporto è il più elevato tra le otto province piemontesi ed è superiore sia alla media regionale (5,80%), sia a quella del Nord Ovest (6,83%,), sia a quella nazionale (4,97%).
L'elevato tasso migratorio (8,2%) compensa le perdite derivanti dalla dinamica negativa del movimento naturale (-4,2%). Dal saldo si determina un tasso di crescita del 4% a fronte di una crescita media regionale del 2,5%. 

Il commercio estero - Tasso di aumento a due cifre per il secondo anno consecutivo per le esportazioni astigiane, un trend di crescita ininterrotto dal 2005 che ha portato il fatturato estero complessivo a 1.253,5 milioni di euro. Con un incremento del 12,3% nel 2007 rispetto all'anno precedente, l'export astigiano è cresciuto a tassi sensibilmente superiori sia alla media piemontese (+5,9%), sia a quella nazionale (+8%).
Il mercato più significativo continua ad essere rappresentato dall'Europa che si è accaparrato l'83% delle esportazioni locali ed è cresciuto del 12,2% rispetto al 2006.
L'export extraeuropeo ha fatto rilevare un aumento annuo del 12,7%. Nonostante il dollaro forte, il mercato nordamericano ha incrementato gli acquisti di prodotti astigiani con un incremento dell'8,7% negli Stati Uniti e del 24% in Canada. In Asia le esportazioni sono aumentate del 210% in India e del 15% in Cina.
La spinta all'export è giunta dalla produzione di macchine ad apparecchi meccaniche che hanno evidenziato una crescita del 14,4% rispetto all'anno precedente e dai prodotti alimentari e dalle bevande, il cui export è aumentato del 7,3%.

L'occupazione - In provincia di Asti si rilevano 17.620 unità locali e 59.629 addetti. I dati, che si riferiscono al 2005, tengono conto delle attività economiche con l'esclusione di quelle agricole. Il punto di forza della struttura produttiva astigiana si identifica nelle 33.199 imprese da 1 a 9 addetti che rappresentano il 95% dell'universo imprenditoriale locale ed il 56% della forza lavoro. Le imprese da 10 a 19 addetti sono 526, il 3% del totale e la relativa occupazione rappresenta l'11,4%. Le unità produttive da 20 a 49 addetti sono 244 (1,4%) per un totale di 7.129 addetti (12%), quelle con oltre 49 addetti ammontano a 108 unità (0,6%) per un totale di 12.486 addetti (20,9%).
Il comparto che annovera il maggior numero di addetti è quello delle costruzioni (7.645), seguono: il commercio al dettaglio (6.702), i servizi alle imprese (5.416), la costruzione di prodotti in metallo (3.626), il commercio all'ingrosso e l'intermediazione (3.424), la costruzione di macchine ed apparecchiature (3.006), gli alberghi e la ristorazione (2.902), i servizi sanitari (2.494), l'industria alimentare (2.385).
Il sistema produttivo astigiano ha previsto, per il 2007, 2.610 assunzioni, di cui 340 con riferimento alle professioni dell'innovazione produttiva ed organizzativa. Il sistema ha inoltre investito in formazione a favore di 8.054 addetti, il 13,5% del totale, per un costo complessivo di 5.082.696,00 euro.

La dotazione infrastrutturale - L'indice di dotazione infrastrutturale della provincia di Asti è di 79,9 ed è inferiore alla media piemontese, il cui indice è pari a 95,1. Tra le province piemontesi, Asti si posiziona al 4° posto seguita da Vercelli, Biella, Cuneo ed il VCO. Tra i punti forti emergono la capillarità delle reti stradali e ferroviarie, con numeri indici rispettivamente di 136,8 e 142,6 (indici regionali: 129,9 e 102,0) e gli impianti e le reti energetico-ambientali, per i quali si è determinato un numero indice di 99,2, che risulta allineato a quello regionale, pari a 99,4. Da migliorare, in quanto inferiori alla media piemontese, gli indicatori relativi alle strutture sanitarie e per l'istruzione, che occupano rispettivamente il 5° e 4° posto nella graduatoria piemontese.
Anche per gli indicatori relativi alle reti bancarie e di servizi Asti occupa il 4° posto con un numero indice di 82,0 contro un indice di 109,0 a livello regionale.
Per le strutture culturali e ricreative è ancora 4° posto, precedendo le province di Verbania, Alessandria, Vercelli e Cuneo; il relativo un numero indice è di 75,0, 16,5 punti in meno rispetto alla media regionale.

Il costo della vita - La variazione dell'indice del costo della vita riferito al Comune capoluogo è stata inferiore a quella nazionale dal 2000 al 2006. Nel 2007 la variazione dell'indice del Comune di Asti è stata dell'1,99% a fronte di una variazione Italia dell'1,71%. La variazione dei prezzi al consumo è stata particolarmente sensibile, oltre ad Asti, anche a Torino (+2,04%), Cuneo (+2,08%) ed Alessandria (+1,98%).

La questione ambiente - In Piemonte, al 30 giugno 2007 risultavano 208 impianti alimentati da fonti rinnovabili, 22 a biogas, 3 a biomasse, 180 ad energia idraulica e 2 ad energia solare. A questi si devono aggiungere i 79 impianti progettati (5 biogas, 8 biomasse, 2 eolici, 64 idraulici).
A fine 2007 non esistevano in provincia di Asti impianti alimentati da fonti rinnovabili in esercizio; dai progetti in corso di istruttoria si preannunciano due impianti ad energia solare e sono in corso di definizione due progetti di impianti alimentati a biomasse.
Sul tema rifiuti, nel 2006, ultimo dato disponibile, si rileva una produzione di 91.993 kg., il 4% della produzione regionale. La quota di raccolta differenziata rappresenta il 51% della produzione totale, a fronte di un dato medio regionale di 40,8% e di una quota nazionale del 25,8%. Con tale rapporto la provincia di Asti si pone al 3° posto tra le province piemontesi ed è preceduta da Novara (61%) e dal VCO (51,7%).

Gli scenari previsionali - Nonostante i rischi di un rallentamento dell'economia per il 2008, i segnali di ripresa dell'economia della nostra provincia rilevati nel corso del 2006, trovano conferma nel 2007, evidenziando una fase di crescita economica del territorio. Gli ultimi dati disponibili evidenziano infatti un valore delle esportazioni e degli impieghi bancari superiore a quanto mediamente registrato a livello regionale e nazionale.
L'andamento complessivamente positivo è il frutto di un processo di ristrutturazione avviato dal sistema produttivo locale, un percorso necessario in considerazione della elevata vocazione verso settori tradizionali dell'economia, particolarmente esposti alla concorrenza.
La provincia di Asti, con il suo Distretto del Vino, appartenente al comparto tradizionale del made in Italy, rappresenta una realtà ad elevata vocazione industriale.
E' possibile definire la provincia come un'economia a sviluppo integrato, dove il sistema industriale è sostenuto ed accompagnato da un terziario impegnato in servizi alle imprese ed alle persone.
Nonostante la crescita registrata nell'ultimo biennio, alcuni indicatori evidenziano la presenza di un ritardo rispetto alla media nazionale, questo appare evidente osservando il dato relativo al prodotto interno lordo pro-capite che sintetizza la ricchezza media prodotta nel territorio e la situazione economica complessiva. La provincia, infatti nonostante un alto tasso di imprenditorialità, un'elevata propensione per le esportazioni ed una sostenuta partecipazione della popolazione in età attiva ai processi produttivi, presenta un PIL pro-capite inferiore alla media nazionale (22.953 euro a fronte dei 25.862 in Italia). Numerosi sono i fattori alla base di questo ritardo, tra i quali in primo luogo una limitata produttività del lavoro rispetto alla media nazionale (43 mila euro per occupato a fronte dei 45.900 in Italia), riconducibile a sua volta alla eccessiva frammentazione del sistema economico ed alla elevata vocazione a produzioni tradizionali che presentano una minore capacità di produrre ricchezza.
Tra i fattori positivi occorre evidenziare un tasso di occupazione decisamente superiore alla media nazionale, minori difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro, elevata vocazione per l'attività di impresa e capacità delle imprese di proporsi all'estero.
In questo contesto la valutazione dello scenario di previsione al 2011 della provincia di Asti va visto, non tanto in termini di confronto con realtà regionale e nazionale, ma in rapporto alla variazione della provincia rispetto al periodo precedente. Per la piccola dimensione delle imprese astigiane l'incremento del valore aggiunto dell'1% ed il mantenimento dei livelli occupazionali rappresentano un risultato soddisfacente soprattutto se considerato alla luce di un graduale, ma costante aumento del rapporto export/valore aggiunto che dal 26,7% del 2007 dovrebbe raggiungere quota 28,2% nel 2011.
La tendenza di crescita della popolazione è accompagnata da un tasso di aumento dell'occupazione, stimato al 43% nel 2011 contro il 42,2 del 2007 e da una conseguente diminuzione del tasso di disoccupazione (2,4% contro 3,2%). Rispetto ai valori medi nazionali che mettono in evidenza, al 2011 un tasso di disoccupazione al 54,5% e un tasso di attività al 43,2%, si prospetta, per l'economia astigiana, una situazione di minor disagio.
Nel prossimo triennio dovrebbero migliorare, se pur lievemente, sia il valore aggiunto per abitante, dai 18.000 euro del 2007 ai 18.700 del 2011, sia il valore aggiunto per occupato, da 43.000 euro a 44.400 euro. Dal confronto con i dati medi regionali e nazionali, si conferma però, per tali indicatori, il persistere di un saldo negativo.






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