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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 23 settembre 2019
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Agricoltura



Asti, 23 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 15.01.2009



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Rapporto imprese agricole rispetto alle imprese degli altri settori 

Quotazioni principali prodotti agricoli e zootecnici pubblicati sui listini prezzi all'ingrosso della CCIAA di Asti

Quotazioni dei vini pubblicate sui listini prezzi all'ingrosso della CCIAA di Asti

Consistenza del bestiame all'1/06/2008

Consistenza delle imprese
Al 30 giugno 2008 sono 8.632 le imprese agricole iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Asti. Pur con un andamento in costante flessione l'agricoltura è il settore di attività che conta il maggior numero di imprese (32% del totale). Sotto il profilo dimensionale si tratta di una realtà caratterizzata prevalentemente da microimprese a conduzione individuale che costituiscono il 94% del totale. Le società di persone rappresentano soltanto il 4% e le società di capitali lo 0,5%.
Riguardo alla tipologia di attività, 5.160 aziende, pari al 60%, sono dedite alla viticoltura, 1.806, il 21% del totale, coltivano cereali, 563 (6,5%) esercitano attività miste (coltivazioni agricole e allevamento), 513 si dedicano all'allevamento in particolare bovino, 355 alla coltivazione di ortaggi e alla floricoltura.

Andamento delle colture
L'annata agraria nel 1° semestre 2008 è stata fortemente condizionata dall'andamento climatico anomalo e poco favorevole. I primi mesi dell'anno sono stati caratterizzati da temperature superiori alle medie stagionali e da siccità. Per contro a partire dal mese di maggio fino a fine giugno si è verificato un mutamento radicale con il susseguirsi di precipitazioni e un calo delle temperature.
Questo andamento meteorologico ha avuto conseguenze negative sulle colture viticole ritardando lo sviluppo vegetativo e provocando un elevato rischio fitosanitario. Per contenere gli attacchi fungini causati dall'eccesso di umidità è stato necessario intervenire con trattamenti adeguati e frequenti, pena la compromissione totale del raccolto. Il tutto con un aggravio di lavoro e un sensibile aumento dei costi di produzione.
Le piogge frequenti del mese di maggio hanno avuto ripercussioni anche sulle coltivazioni di frumento tenero favorendo lo sviluppo di funghi e rallentando il processo di riempimento delle cariossidi. La produzione di orzo è stata buona poiché ha risentito meno degli attacchi fungini.
Le colture di mais hanno avuto uno sviluppo vegetativo buono con rese medio-alte.
Per quanto riguarda le colture industriali l'andamento climatico non ha avuto ripercussioni sulle coltivazioni di girasole, mentre ha condizionato negativamente le prime fasi vegetative della soia.
L'utilizzo di sementi trattate con particolari concianti ha determinato nel 2008 l'avvelenamento in massa delle api con conseguenze non soltanto sulla produzione di miele ma anche sull'equilibrio dell'ecosistema naturale. A titolo cautelativo il Ministero della Salute ha sospeso l'utilizzo di tali concianti.
Anche il settore frutticolo ha risentito delle anomalie climatiche. Il rapido abbassamento della temperatura in primavera ha influito negativamente sulla fioritura delle drupacee (susine e albicocche) mentre ha risparmiato il melo che ha una fioritura più tardiva. Le avversità climatiche hanno inoltre costretto gli operatori ad intensificare i trattamenti fitosanitari per combattere le malattie di origine fungina.
Le abbondanti piogge di maggio e giugno hanno compromesso le colture orticole a pieno campo causando problemi in fase di semina e trapianto e riducendo il livello qualitativo dei prodotti. Gli ortaggi in coltura protetta come pomodori, peperoni, melanzane, zucchine hanno registrato un'ottima qualità che però non ha trovato adeguato riscontro sul piano remunerativo. Il mercato ha infatti risentito della concorrenza dei prodotti provenienti dall'estero, in particolare dal Nord Africa e dalla Spagna. 
Il settore florovivaistico locale ha registrato una flessione della domanda sia di piante da fiore che di piante verdi. Tra le cause del calo delle vendite l'andamento climatico poco favorevole ed il peggioramento delle prospettive economiche.

Settore zootecnico
A giugno 2008 la consistenza del bestiame bovino risulta di 48.660 capi e mette in evidenza un ridimensionamento del 4,7% rispetto alla consistenza rilevata nello stesso periodo dell'anno precedente. Tale flessione è da attribuire alla sensibile flessione dei bovini di età inferiore ad un anno (-10%) e delle vacche da latte (-5,2%). Il mercato accusa un battuta d'arresto a causa del cedimento delle vendite a cui è corrisposta una diminuzione delle quotazioni. Gli allevatori denunciano nel contempo erosione dei loro margini di reddito a fronte dei rilevanti aumenti dei costi dei cereali e dei sottoprodotti della macinazione.
L'allevamento suino, con 19.584 capi, mette in rilievo un aumento della propria consistenza del 3,5%, in conseguenza di un trend di flessione della domanda. Si registra un volume delle vendite inferiore agli anni precedenti e le previsioni sono di assestamento del mercato su tali livelli.
Continua a svilupparsi l'allevamento caprino: a giugno 2008 la relativa consistenza è ammontata a 4.963 capi che rappresentano il 58% in più del contesto rilevato nel mese di giugno 2007. Sono le caprette ad incidere in modo determinante su tale aumento (+67,5%) il cui latte è la materia prima della "Robiola di Roccaverano", prodotto D.O.P. di eccellenza e di elevata qualità che ha dato luogo ad un mercato di nicchia in costante crescita.
Anche il latte di pecora può essere utilizzato per la produzione di robiole e tale fattore può essere posto in relazione con il lieve aumento dei pascoli stanziali ed il conseguente incremento del numero dei capi ovini (+17%) nel periodo in esame.




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