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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 29 novembre 2020
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Commercio



Asti, 29 novembre 2020
Ultimo aggiornamento: 15.01.2009



Analisi economica provinciale



COMMERCIO

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Consistenza degli esercizi commerciali, degli alberghi e ristoranti della provincia di Asti

Secondo i dati Infocamere al 30 giugno 2008, le attività commerciali, ricettive e ristorative della provincia di Asti contano 7.282 unità di cui 5.786 sedi d'impresa e 1.496 unità locali. Rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente si rilevano 18 nuove sedi d'impresa e sono state aperte 78 unità locali pari ad un incremento medio dell'1,3%.
Le attività di commercio al dettaglio rappresentano circa il 50% della consistenza totale e hanno fatto registrare un incremento medio dell'1% rispetto al 30/06/2007. Tale variazione è da attribuire all'apertura di 42 unità locali mentre le sedi d'impresa sono diminuite di 3 unità.
Il commercio all'ingrosso conta 1.127 esercizi corrispondenti al 15% del totale. Così come per il commercio al dettaglio l'incremento annuo è stato all'incirca dell'1%. Il commercio di autoveicoli, motocicli e accessori, carburante, con 441 esercizi evidenzia una crescita dell'1,8%. Gli intermediari del commercio sono complessivamente 838 e fanno segnare una diminuzione del 2,8%.
Gli esercizi alberghieri, con 149 unità, e della ristorazione (1.080 unità) confermano la dinamica in crescita già rilevata negli anni passati e fanno registrare un aumento annuo rispettivamente del 4,2% e del 5,5%.
Per quanto riguarda l'andamento congiunturale, l'inchiesta condotta dall'ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica), su un campione di 1.000 imprese della piccola e grande distribuzione con riferimento al mese di giugno 2008, evidenzia giudizi in lieve miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Tuttavia, anche se i giudizi sull'andamento corrente degli affari appaiono abbastanza favorevoli, emergono segnali di preoccupazione per il futuro in merito all'occupazione ed al volume degli ordini. Le previsioni sui prezzi di vendita evidenziano una tendenza all'aumento dei listini.
Dall'inchiesta ISAE rivolta ai consumatori emerge un calo di fiducia sulla situazione economica del Paese in generale e della famiglia in particolare. Per quanto riguarda i giudizi sui prezzi risulta molto marcata la percezione dei rincari. I consumatori dichiarano maggiori difficoltà per l'acquisto di beni durevoli e sempre minori capacità di risparmio.
L'indagine condotta dal Centro Studi Unioncamere in collaborazione con REF (Ricerche per l'Economia e la Finanza) sulla Grande Distribuzione Organizzata registra, nel 3° bimestre 2008, una situazione di stazionarietà per quanto riguarda il volume delle vendite, con un incremento a livello nazionale dello 0,4% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Sulla stagnazione delle vendite ha sicuramente influito l'aumento dei prezzi (+4,3% rispetto al 3° bimestre 2007) dovuto al sensibile innalzamento dei costi di produzione e di trasporto.
I prodotti che hanno fatto registrare i rincari più elevati sono la drogheria alimentare (+6,3%) e il fresco (+6,7%), mentre le variazioni più contenute riguardano i prodotti per la cura della casa e della persona che si attestano intorno all'1%.



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