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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 12 luglio 2020
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Mercato finanziario e monetario



Asti, 12 luglio 2020
Ultimo aggiornamento: 15.01.2009



Analisi economica provinciale



MERCATO FINANZIARIO E MONETARIO

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Impieghi, depositi e sofferenze per settore in provincia di Asti al 30/06/2008

Secondo i dati Bankitalia, al 30 giugno 2008 l'ammontare dei depositi bancari (derivanti da conti correnti, depositi a risparmio, certificati di deposito e buoni fruttiferi) in provincia di Asti ammonta a 2.169 milioni di euro, il 4,3% in pi¨ rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Tale dinamica Ŕ da imputare all'incremento del risparmio da parte delle famiglie consumatrici che da sole rappresentano il 70% dei depositi e che rispetto al 30/06/2007 hanno fatto registrare una variazione pari a +3,3%. Risultano invece diminuite le capacitÓ di risparmio da parte delle imprese siano esse individuali o costituite sotto forma societaria, le quali evidenziano variazioni negative rispettivamente del 6,4% e del 4%.
Sul fronte degli impieghi, con un totale di 3.879 milioni di euro, si registra un incremento del 5% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Le imprese assorbono il 65% degli impieghi con un incremento su base annua del 7,5%, seguono le famiglie consumatrici il cui ricorso al credito ammonta a 1.213 milioni di euro, pari al 31,5% dell'ammontare complessivo, le amministrazioni pubbliche (84 milioni di euro) e le imprese finanziarie e assicurative (6 milioni di euro).
L'incidenza percentuale degli impieghi sui depositi si attesta a 178,8 e registra un incremento di un punto rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.
Le sofferenze bancarie ammontano a 143 milioni di euro e fanno registrare un incremento del 7,5% rispetto al 1░ semestre 2007. Tale variazione risulta pi¨ che proporzionale se rapportata all'incremento degli impieghi.
Le insolvenze sono per 97 milioni di euro a carico del sistema imprenditoriale con una situazione di stazionarietÓ per quello che riguarda le imprese individuali e un incremento del 7% per le societÓ. I restanti 47 milioni di euro si riferiscono alle famiglie consumatrici che, con una variazione annua pari a + 17,5%, evidenziano maggiori difficoltÓ a far fronte agli impegni finanziari.



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