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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 20 settembre 2019
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Agricoltura



Asti, 20 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 22.06.2009



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Principali coltivazioni agricole
Consistenza imprese agricole
Quotazioni principali prodotti agricoli e zootecnici

Quotazioni medie vini
Albo vigneti 2008
Albo corylicolo 2008
Consistenza bestiame all'1/12/2008

Demografia delle imprese
Al 31/12/2008 l'agricoltura conta 8.531 aziende iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Asti, il 2,8% in meno rispetto all'anno precedente. Nell'ultimo decennio si è registrato un progressivo ridimensionamento del settore con una flessione del numero delle imprese pari al 22%. Il mondo imprenditoriale agricolo, pur essendo caratterizzato in prevalenza da microimprese a conduzione familiare, ha subito negli ultimi anni profonde trasformazioni che hanno visto la nascita di imprese maggiormente strutturate sul piano organizzativo tecnologico e commerciale e la cessazione di piccole aziende marginali.
In provincia di Asti le imprese agricole rappresentano quasi un terzo del totale. Con riferimento al settore di attività, il 60% pratica in via prioritaria la viticoltura, il 21% si dedica alla coltivazione di seminativi, il 6% all'allevamento, un altro 6% svolge attività miste di coltivazione e allevamento, il 4% produce ortaggi. Il restante 2,8% è ripartito tra imprese forestali e imprese che svolgono servizi per l'agricoltura.
Sotto il profilo della forma giuridica il comparto agricolo è quello che registra la maggiore incidenza di imprese individuali (95%), il 4% è rappresentato da società di persone e soltanto lo 0,6% è costituito da società di capitale.


ANNATA AGRARIA 2008
Cereali, colture industriali
L'annata agraria 2008 ha registrato un andamento climatico anomalo con i primi mesi dell'anno caratterizzati da temperature superiori alle medie stagionali e da siccità, i mesi di maggio e giugno per contro sono stati molto piovosi con temperature inferiori alle medie stagionali. L'estate non ha presentato punte di caldo particolarmente elevate e nel mese di settembre si sono alternati periodi di pioggia a brevi periodi soleggiati con temperature medie al di sotto della media stagionale.
La coltivazione di frumento ha risentito dell'andamento climatico negativo. La superficie coltivata è cresciuta rispetto all'annata precedente, ma la resa media è passata da 47 q/ha del 2007 a 30 q/ha. Le piogge dei mesi di maggio e giugno hanno favorito lo sviluppo di manifestazioni fungine che hanno avuto ripercussioni negative sul piano della qualità. I prezzi registrati a fine anno per il frumento tenero comune si attestano intorno a 130,00 euro la tonnellata, il 50% in meno rispetto all'anno precedente. Il frumento superiore destinato alla panificazione è quotato intorno 190,00 euro la tonnellata.
L'orzo ha registrato rese superiori al grano (40 q/ha) avendo risentito meno degli attacchi fungini e le quotazioni a fine anno si sono attestate intorno a 130,00 euro la tonnellata.
L'andamento climatico è invece risultato positivo per la produzione di mais che ha registrato una resa molto elevata (fino a 100 q/ha) e un buon livello qualitativo. Tuttavia le quotazioni a fine 2008 si attestavano a 120,00 euro la tonnellata, quasi il 50% in meno rispetto all'anno precedente.
Le produzioni industriali di girasole e soia hanno registrato rese superiori all'anno precedente, anche se la soia ha risentito del clima piovoso del mese di maggio che ne ha condizionato le prime fasi vegetative.
L'annata 2008 è stata contrassegnata da polemiche sull'utilizzo di sementi trattate con particolari concianti che pare abbiano determinato l'avvelenamento in massa delle api con  conseguenze non soltanto sulla produzione di miele ma anche sull'equilibrio dell'ecosistema naturale. A titolo cautelativo il Ministero della Salute ha sospeso l'utilizzo di tali concianti.

Viticoltura
Le colture viticole hanno risentito dell'andamento climatico, in particolare le piogge nei mesi di maggio e giugno, hanno ritardato le fasi di fioritura ed allegagione e determinato una successiva esplosione del ciclo vegetativo, causando un alto rischio fitosanitario. Gli operatori del settore hanno dovuto intervenire con maggiore frequenza per contenere gli attacchi fungini con conseguente aggravio di lavoro ed aumento dei costi di produzione. Il clima più favorevole nei mesi di settembre e ottobre ha contribuito all'ottenimento di un buon livello qualitativo specie per le uve rosse. La vendemmia ha registrato un ritardo rispetto al 2007 che al contrario era stata molto precoce.
L'andamento climatico sfavorevole nel periodo primavera estate ha avuto conseguenze sulla produzione che è risultata inferiore rispetto all'anno precedente. Il diradamento naturale ha però contribuito all'ottenimento di una migliore qualità in fase di maturazione. A fronte di una produzione buona dal punto di vista qualitativo e non troppo abbondante, i prezzi delle uve si sono mantenuti mediamente al di sopra di quelli dell'anno precedente.
Da sottolineare inoltre, per quanto riguarda il Barbera, l'attribuzione della D.O.C.G. al Barbera d'Asti, Barbera d'Asti Superiore e Barbera del Monferrato Superiore.
Secondo i dati dell'Ufficio Provinciale dell'Agricoltura la produzione di uva è stata quantificata in 1.338.480 quintali, corrispondenti a una produzione vinicola di 936.936 ettolitri, il 7% in meno rispetto all'anno precedente.
Dai dati dell'Albo Vigneti la produzione di vini D.O.C. e D.O.C.G. ammonta a 691.387,8 ettolitri e rappresenta il 74% della produzione totale; i restanti 245.548 ettolitri sono vini da tavola. La superficie iscritta a D.O.C. e D.O.C.G. è pari a 14.080 ettari, l'1,3% in meno rispetto all'anno precedente. Tale flessione è da imputare all'allineamento dei dati delle superfici vitate con quelli risultanti dall'Anagrafe agricola e agli interventi strutturali in atto che prevedono l'estirpo dei vigneti colpiti da flavescenza dorata e il relativo reimpianto, per i quali sono previste agevolazioni finanziarie.
Sotto il profilo della tipologia, le produzioni di Moscato e Barbera sono le più diffuse e rappresentano rispettivamente il 40,1% e il 31,6% del totale, seguono le varietà Piemonte (13,5%), Monferrato (4,8%), Grignolino (2,3%), Brachetto (1,8%); infine con produzioni minime, intorno all'1%, Cortese, Freisa, Dolcetto, Ruchè.
Le quotazioni dei vini al 31/12/2008 evidenziano un trend in calo in particolare per quanto riguarda il Dolcetto d'Asti, il Monferrato Dolcetto, il Freisa d'Asti, il Grignolino d'Asti. Per il Barbera del Monferrato e il Piemonte Barbera si registra un calo delle quotazioni massime. Crescono invece le quotazioni del vino rosso da tavola, del Cortese, dello Chardonnay, del Moscato, del mosto di uve aromatiche bianche e del Ruchè.

Corylicoltura
Nel 2008 la superficie coltivata a nocciolo ammonta a 2.670 ettari di cui 770 iscritti nell'Albo IGP Nocciola del Piemonte. Rispetto al 2007 la superficie totale è cresciuta dell'11,25% anche grazie agli incentivi previsti dalla Provincia di Asti per l'impianto di nuovi noccioleti.
L'annata ha registrato rese sensibilmente inferiori all'anno precedente a causa del clima sfavorevole che ha pregiudicato l'allegagione dei frutti. La produzione complessiva è stata di 37.380 quintali, il 22% in meno rispetto all'anno precedente.
I comuni che registrano la maggiore estensione di coltivazioni IGP sono Castagnole delle Lanze, Canelli, Calamandrana, Bubbio, Costigliole d'Asti, nell'area Sud della provincia, e San Damiano d'Asti a Ovest.
 
Le quotazioni al 31/12/2008 si attestavano a 170,00 euro il quintale, il 33% in meno rispetto all'anno precedente. Il mercato della nocciola risente della concorrenza del prodotto estero che grazie al prezzo competitivo soppianta il prodotto italiano, pur essendo di qualità notevolmente inferiore.

Orticoltura, frutticoltura
L'andamento climatico negativo con abbondanti piogge a maggio e giugno ha causato problemi durante la semina e i trapianti degli ortaggi con ripercussioni dal punto di vista qualitativo. Le coltivazioni in serra hanno invece dato prodotti di buona qualità. Tuttavia i prezzi si sono attestati su livelli molto bassi a causa della concorrenza dei prodotti provenienti dall'estero, in particolare dal Nord Africa e dalla Spagna.
Anche gli alberi da frutta hanno sofferto per il clima poco favorevole. Le gelate del mese di marzo hanno compromesso la produzione di susine e albicocche. La fioritura dei meli è stata più tardiva e non ha risentito delle basse temperature di inizio primavera. Le abbondanti piogge da un lato hanno favorito lo sviluppo dei frutti, ma al tempo stesso hanno reso necessaria l'effettuazione di un maggior numero di interventi di difesa fitosanitaria. I prezzi delle mele si sono mantenuti in linea con quelli dell'anno precedente (da 0,40 a 0,70 euro al kg a seconda della pezzatura).

Allevamento
L'indagine Istat sulla consistenza del bestiame al mese di dicembre 2008 evidenzia una flessione generale del numero dei capi ad eccezione degli ovini.
Per quanto riguarda i bovini si riscontra la chiusura di piccoli allevamenti e la conseguente diminuzione del 3% dei vitelli di età inferiore a 1 anno e dell'8% di quelli da 1 a 2 anni di età, mentre cresce del 20,8% il numero delle vacche da latte.
L'andamento del mercato evidenzia difficoltà dovute ad un calo dei consumi ed alla concorrenza delle carni di origine estera. Al 31/12/2008 si registra una flessione delle quotazioni dei vitelli di razza piemontese.
Il comparto suinicolo evidenzia una diminuzione del numero di capi del 3,4%. I prezzi registrati a fine 2008 per i suini da macello risultano lievemente superiori a quelli dell'anno precedente. Tuttavia il settore denuncia un incremento dei costi di produzione, in particolare dei mangimi.
Cresce di oltre il 20% in numero degli ovini censiti al 1° dicembre 2008. Tale incremento è dovuto alla nuova metodologia di rilevazione che prevede la registrazione dei capi nelle località di pascolo delle greggi.
L'allevamento ovino e caprino diffuso principalmente nella Langa Astigiana è legato alla produzione di formaggi, tra cui la tipica robiola di Roccaverano DOP.



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