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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 22 ottobre 2020
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Istruzioni per la compilazione del Certificato di Origine



Asti, 22 ottobre 2020
Ultimo aggiornamento: 28.06.2019



Estero



ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL CERTIFICATO DI ORIGINE

Contenuto pagina

 

COMPOSIZIONE DEL CERTIFICATO

Il certificato di origine è composto da:
- un originale arabescato,
- due copie gialle che possono essere vistate su richiesta oltre all'originale,
- una copia gialla che viene trattenuta dall'Ufficio,
- una domanda di rilascio (rosa).
 

ORIGINALI E COPIE

 

Possono essere richieste – secondo le esigenze commerciali – una o più copie di ogni certificato di origine, se necessario anche in un momento successivo al rilascio del certificato.

La data di emissione della copia fa sempre riferimento al momento effettivo di emissione, indipendentemente dalla data di rilascio del certificato originale.

Il certificato di origine è composto da un foglio con la dicitura «Originale» e da più fogli con la dicitura «Copia». Le Copie vengono timbrate e firmate in originale dal funzionario camerale autorizzato e hanno pertanto lo stesso valore del certificato originale.


COMPILAZIONE DEL FORMULARIO

Il richiedente deve compilare soltanto la parte frontale del C.O., dalla casella 1 alla 7, con le seguenti modalità:

Casella 1. - “Speditore”

Indicare il nome o la denominazione sociale e l’indirizzo completo dello speditore.

Per speditore si intende colui che redige a suo favore la fattura di vendita delle merci e/o chi è in definitiva responsabile della loro esportazione, sia che proceda egli stesso a tale operazione sia che ne dia incarico a terzi.

Lo speditore è responsabile della sottoscrizione della domanda del certificato di origine e delle dichiarazioni in essa contenute.

Nel caso di triangolazioni (quando lo speditore non è direttamente colui che emette la fattura di vendita verso il destinatario finale), nella casella 1 deve essere menzionato il nominativo di colui che provvede alla spedizione e la dicitura «per conto di» seguita dal nominativo di colui che emette la fattura di vendita all’estero.

In questo caso deve essere allegata alla pratica la delega a richiedere il certificato di origine con menzione degli estremi della fattura di vendita e del destinatario finale.

 

Casella 2. - “Destinatario”

Indicare il nome o la denominazione sociale e l’indirizzo completo dell’acquirente estero. Il nome del Paese deve essere indicato per esteso (le sigle non sono ammesse).

Qualora la merce sia destinata ad un Paese diverso da quello della prima destinazione, è possibile indicare entrambi gli indirizzi oppure, quando la merce è destinata direttamente in un Paese diverso da quello dell’acquirente e l’indirizzo di destinazione figura chiaramente espresso nella fattura, è consentito menzionare anche il solo destinatario finale delle merci.

Il certificato di origine è, in linea generale, un documento non necessario nella transazione tra due soggetti italiani. Tuttavia, nel caso di una triangolazione, qualora non sia nota la destinazione finale delle merci e venga presentata una fattura di vendita tra due soggetti nazionali (anche imponibile IVA) per merci destinate successivamente ad essere esportate, può essere emesso un certificato di origine con la menzione “all’ordine” a condizione che il richiedente dichiari formalmente che le merci saranno oggetto di futura esportazione o che tale circostanza risulti evidente nella documentazione commerciale.

 

Casella 3. – Paese d’origine

Indicare il nome completo del Paese di origine della merce.

  • Nel caso di merci di origine dell’UE usare la dicitura “Unione Europea” seguita, se necessario, dal nome dello Stato membro. Per l’indicazione degli Stati membri, il Paese deve essere indicato con il nome ufficiale, quale ad es. Repubblica Federale Tedesca.
  • Nel caso di merci di origine non UE o multipla: Indicare il nome del Paese terzo.
  • E’ possibile indicare più Paesi di origine nella casella 3 (riferiti ad una sola spedizione), avendo cura di precisare, nella casella 6 “descrizione della merce”, il Paese di origine a fianco di ogni singolo articolo menzionato.
  • Nel caso di origine multipla separare in maniera evidente le merci di origine UE da quelle di origine extra UE.

 

Casella 4 - “Informazioni riguardanti il trasporto”

 

La compilazione di questo spazio è facoltativa, eccetto che per le spedizioni in Iraq.

Nel caso di spedizioni in Iraq nella casella 4 dovrà essere obbligatoriamente indicato l'itinerario della spedizione con la specifica dei mezzi di trasporto.

 

Casella 5 - “Osservazioni”

 

Inserire quelle informazioni che potrebbero rivelarsi utili per l’identificazione   della spedizione (ad es. buono d’ordine, numero della licenza o del credito documentario, termini di resa, ecc.).

Non è ammesso l’uso di questo spazio per l’indicazione di menzioni discriminatorie nei confronti di       altri Paesi.


Casella 6 - “Numero d’ordine, marche, numeri, quantità e natura dei colli, denominazione delle merci”

Inserire la lista delle merci, con numero d’ordine progressivo, marche, sigle, quantità e natura dei colli, ecc. E’ necessario inserire una descrizione chiara delle merci, tale da consentire una loro identificazione, utile anche per una corretta classificazione doganale nel Paese di destinazione.

Le indicazioni generiche quali “prodotti chimici”, “prodotti metallici”, “macchinari”, ecc. non sono sufficienti e devono essere dettagliate.

Qualora la casella 6 non sia sufficiente per contenere tutte le merci si consiglia di riportare “secondo fattura allegata”. In tal caso la Camera di Commercio vidimerà la fattura quale parte integrante del certificato.

In questo caso la fattura deve contenere soltanto le informazioni previste dal formulario del certificato di origine e nessun’altra indicazione aggiuntiva. Se la fattura dovesse contenere informazioni incompatibili con il contenuto del certificato di origine, si può allegare una “packing list” o una “lista valorizzata” che in quel caso diventa parte integrante del certificato di origine.


 Casella 7 - “Quantità”

Indicare la quantità dei prodotti da esportare, precisando l’unità di misura utilizzata (peso, volume, capacità, pezzi ecc.); nel caso sia scelta l’unità di peso è necessario precisare se si tratta di pesi netti o lordi.

Per consentire i controlli da parte della Camera sulla corrispondenza tra certificato e fattura, è necessario che le quantità della merce in esportazione indicate nel certificato di origine siano corrispondenti a quelle della fattura di vendita.

 

Casella 8: La compilazione di tale casella è riservata alla Camera di Commercio che vi appone il timbro e la firma del funzionario camerale autorizzato.

Nota bene: i certificati di origine sono destinati, esclusivamente, a provare l’origine delle merci per finalità doganali e non sono da considerarsi un documento accompagnatorio della merce. In nessun caso può essere addebitata alla Camera di Commercio la responsabilità per eventuali discrepanze tra certificato di origine regolarmente emesso e le condizioni fissate dai crediti documentari. In caso di inserimento di particolari informazioni sul c.o. in virtù della lettera di credito, occorrerà produrre copia della stessa.

 

DICHIARAZIONE DI ORIGINE

 

La dichiarazione di origine delle merci esportate che deve essere sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante o da altro soggetto che detiene poteri di firma nell’ambito dell’impresa (procuratore).

Le dichiarazioni di origine sono rese ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 ed hanno quindi valore di dichiarazione resa di fronte a pubblico ufficiale, con le conseguenti responsabilità del dichiarante in merito al contenuto delle dichiarazioni rese, in base a quanto disposto dall’art. 76 del D.P.R. medesimo.

La Camera effettua controlli a campione sulle dichiarazioni rese ai sensi del D.P.R. 445/2000.

Se le merci non sono state prodotte direttamente prodotte, in caso di controllo, l’impresa dovrà fornire i documenti comprovanti l’origine.

Sono considerati idonei a tale scopo: i certificati di origine rilasciati da organismi abilitati al rilascio, le fatture di acquisto della merce, le dichiarazioni di origine rilasciate dai produttori nel quadro di accordi preferenziali o altri documenti giustificativi utili a provare l’origine delle merci.

 

Punto 1: se la merce è interamente di origine dell’UE

Occorre indicare il luogo di fabbricazione, onde consentire eventuali accertamenti da parte dei funzionari camerali.

Ai fini dell’attribuzione dell’origine per merce totalmente di origine italiana o di altro Stato membro si fa riferimento a quanto previsto dall’art. 60 (comma 1) del CDU Regolamento (UE) n. 952/2013 e dall’art. 31 del Regolamento delegato (UE) 2446/2015 (Allegato 1).

 

Punto 2: se la merce non è interamente di origine dell’UE, ma ha subito una trasformazione sufficiente a conferirle l’origine dell’Unione europea

Occorre indicare il nome e l’indirizzo dell’impresa che ha eseguito l’ultima trasformazione sostanziale.

Per la definizione di lavorazione sostanziale si fa riferimento all’art. 60 (comma 2) del CDU Regolamento (UE) n. 952/2013 e a quanto richiamato nelle linee guida europee (Table of list rules applicable to products).

Nel caso in cui la merce sia stata acquistata da un commerciante e non direttamente dal fabbricante, il richiedente deve provvedere - a propria tutela - a farsi rilasciare dal venditore/commerciante una dichiarazione attestante il Paese di origine della merce o altra documentazione giustificativa dell’origine che deve conservare per eventuali accertamenti.

 

Punto 3: se la merce non è di origine dell’UE, ma di un Paese terzo

Occorre indicare il Paese terzo e allegare alla domanda i documenti che giustificano l’origine delle merci.

 

I documenti considerati idonei a comprovare l’origine delle merci sono:

  • i certificati di origine emessi da altri organismi abilitati al rilascio;
  • le certificazioni di qualità e sanitarie rilasciate da Enti pubblici abilitati, se in essi vi è chiaramente indicato il paese di origine;
  • le dichiarazioni presentate presso una dogana italiana o dell’Unione europea per l’accesso ad un regime doganale in territorio dell’Unione europea (importazione definitiva, temporanea, deposito doganale), dalle quali risulti espressamente indicata l’origine, le polizze di carico indicanti anch’esse specificatamente l’origine;
  • l’esibizione di etichettature “Made in” accompagnate da dichiarazione sostitutiva di atto notorio del richiedente, nella quale sia esplicitato che le stesse sono riconducibili alle merci in esportazione.

 



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Ufficio di riferimento

Per informazioni rivolgersi a:

ESTERO

Riferimento Ufficio: INFORMAZIONE E  SVILUPPO ECONOMICO
Indirizzo Piazza Medici 8 - 14100 Asti
Telefono 0141.535257-75
Fax 0141.535200
E-mail studi@at.camcom.it
Orari Da lunedý a venerdý : 8.30 - 12.30

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