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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 23 settembre 2020
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Commercio estero



Asti, 23 settembre 2020
Ultimo aggiornamento: 27.12.2010



Analisi economica provinciale



COMMERCIO ESTERO

Contenuto pagina

Secondo gli ultimi dati Istat, nei primi sei mesi dell'anno la provincia di Asti ha registrato esportazioni per un valore di 590,5 milioni di euro, il 23,4% in pi¨ rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dopo il trend negativo che ha caratterizzato l'anno passato, l'export astigiano Ŕ tornato a crescere evidenziando un incremento superiore alla media piemontese (+15,9%) e nazionale (+12,4%) e confermando la dinamica giÓ evidenziata nel 1░ trimestre dell'anno. La variazione positiva del primo semestre compensa le perdite registrate nel 2009 e lascia ben sperare nelle possibilitÓ di recupero futuro dell'economia provinciale.
I prodotti maggiormente richiesti all'estero sono quelli alimentari che rappresentano oltre un quinto dell'export totale e registrano un incremento dell'11% rispetto ai primi sei mesi del 2009. Oltre il 70% dell'export alimentare Ŕ costituito dal vino che evidenzia una crescita del 13,2%.
Le macchine ed apparecchiature, con particolare riferimento all'enomeccanica, raggiungono un quinto delle esportazioni astigiane e segnano un aumento del 9,2%.
Crescono in maniera significativa le vendite all'estero di prodotti in metallo (88,4 milioni di euro, +28% rispetto al 1░ semestre 2009), componentistica auto (77,4 milioni di euro, +32%), articoli in gomma e materie plastiche (33,8 milioni di euro, +42%).
I Paesi della ComunitÓ Europea costituiscono il maggiore mercato di sbocco e assorbono il 76% dell'export astigiano facendo segnare un incremento del 28% rispetto al 1░ semestre 2009. I principali acquirenti europei sono la Francia (114,9 milioni di euro), la Germania (106,6), il Regno Unito (41) e la Spagna (30,5).
Il 7,5% delle esportazioni astigiane Ŕ diretta verso Paesi europei non appartenenti all'Unione Europea. Il continente americano assorbe il 7,2% dell'export totale, facendo segnare un incremento del 62%, l'Asia rappresenta il 5,5% con una crescita del mercato cinese del 73,6%, a fronte di una flessione del mercato indiano e giapponese. In calo le vendite nel continente africano. 

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