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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 29 novembre 2020
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Agricoltura



Asti, 29 novembre 2020



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Rapporto delle imprese agricole sul totale delle imprese

Superficie coltivata a vite e produzione vinicola per tipologia in provincia di Asti

Albo vigneti della Camera di Commercio di Asti - Anno 2001

Al 30 giugno 2002 le imprese iscritte alla Camera di Commercio sono state 10.404, con una diminuzione di 84 unità rispetto al 31/12/2001 (-0,8%) e di 185 unità nei confronti del 30/06/2001 (-1,75%). Si conferma pertanto, a carico del settore agricolo, il trend di diminuzione delle imprese che peraltro è il presupposto di una maggior dimensione aziendale ed una tendenza alla specializzazione, con l´osservazione che il tasso di flessione, negli ultimi due semestri al di sotto dell´1%, registra una sensibile riduzione rispetto alle variazioni registrate nei periodi precedenti. E´ senza dubbio l´andamento del settore viticolo a destare la maggiore attenzione degli operatori agricoli locali, le cui opinioni sono di seguito sintetizzate. Il forte freddo invernale ha danneggiato alcuni impianti ed ha reso disomogenea la germogliazione. Nonostante ciò la fase di fioritura ha avuto un buon esito e così l´allegagione. Pur in un contesto non generalizzato si rileva una quantità di prodotto equilibrata. Sotto l´aspetto vegetativo la coltura presenta caratteristiche di rigogliosità, motivo di maggiori lavori di potatura. Gli attacchi di peronospora e oidio sono stati contenuti con il ricorso ad un numero di trattamenti nella norma, mentre la diffusione della flavescenza è tenuta sotto controllo sia attraverso trattamenti mirati, sia con interventi drastici quali l´estirpo. Le grandinate del 25 maggio nel Comune di San Damiano d´Asti e del 24 giugno nei Comuni di Cisterna d´Asti e Moncalvo hanno causato danni alla coltura. Si segnalano numerosi nuovi impianti dovuti a reimpianti fisiologici, a causa della flavescenza ed a seguito dei contributi concessi per i nuovi impianti. Il problema flavescenza ha richiesto notevoli estirpi, fattore che ha determinato una forte domanda di barbatelle ed una conseguente lievitazione delle loro quotazioni con aumenti rilevanti specialmente per le barbatelle di barbera (+15%). La produzione di cereali ha subito danni da gelo con riferimento al frumento ed all´orzo. Mentre la prima ha avuto una buona ripresa con le piogge primaverili facendo prevedere una produzione nella norma ed una resa di 50-60 q.li per ettaro che può considerarsi soddisfacente, la seconda ha registrato, in determinate zone, danni totali alla produzione e ha prodotto una resa di 50 q.li per ettaro da ritenersi non elevata. La coltura del mais, grazie alle piogge primaverili, ha avuto un buon sviluppo vegetativo tale da far presumere un raccolto abbondante. Relativamente alle colture industriali l´andamento, con riferimento al 1° semestre 2002, si presenta favorevole per soia e girasole mentre si prospetta meno buono il raccolto di barbabietola da zucchero che, pur quantitativamente eccezionale, presenta una resa zuccherina inferiore alla norma. Il settore orticolo nel primo semestre 2002 ha confermato la tendenza degli ultimi anni, consistente in un deciso ribasso dei prezzi degli ortaggi freschi alla produzione, a fronte del quale, rispetto allo stesso periodo del 2001, sono stati rilevati aumenti nella fase di vendita al dettaglio e nella GDO. La causa di ciò è sempre la stessa e cioè l´invasione dei nostri mercati da parte dei prodotti esteri ed extracomunitari, i quali sono spesso venduti senza specificarne la provenienza. Le contrattazioni dei prodotti orticoli hanno avuto un andamento altalenante dovuto principalmente ai diversi quantitativi di prodotti offerti sui mercati. Il trend è stato confermato dai prezzi rilevati sui Mercati di Torino (CAAT), Milano ed Asti, riferimenti principali per i prodotti dell´orticoltura astigiana. Vi sono alcuni ortaggi come il pomodoro cuore di bue, lo zucchino locale con il fiore, il sedano bianco d´Asti, l´aglio, l´asparago e la fragola precoce che hanno avuto un leggero incremento di prezzo sui mercati rispetto all´annata precedente. Sono, invece, in caduta libera i prezzi di altri ortaggi come melanzane, pomodori tondi lisci, lattughe, bietole da costa e da taglio, cavoli, cavolfiori, fragole tardive e zucchino. Nell´astigiano le aree più vocate a frutta riguardano i Comuni di San Marzano Oliveto e di San Damiano d´Asti. La grandinata del 25 maggio ha causato un danno, in perdita di raccolto, stimato nel 90% per albicocche, pesche e mele nelle frazioni Lavezzole e San Luigi di San Damiano d´Asti. Per le ciliegie il primo raccolto è stato buono, ma le piogge hanno rovinato i raccolti successivi. Per quanto riguarda le mele e le pere l´annata sembra buona malgrado la segnalazione di una cascola subito dopo la fioritura per abbassamento termico. Da una prima stima la produzione di nocciole risulta in aumento e, per quanto riguarda i parassiti, esente da problemi fitosanitari. La superficie investita tende all´aumento.

Quotazioni dei principali prodotti agricoli e zootecnici trattati sulla piazza di Asti

Quotazioni medie dei vini pubblicate sui bollettini settimanali della Camera di Commercio di Asti

Consistenza del bestiame in provincia di Asti al 1° giugno 2002

In provincia di Asti la forma di allevamento che ha maggiore consistenza numerica ed economica è quella bovina. Il numero dei capi è ammontato, al mese di giugno 2002 a 47.172 unità, con una flessione limitata allo 0,8% rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente. Si è dunque arrestato il processo di ridimensionamento del patrimonio bovino locale dovuto alla chiusura delle piccole stalle. A seguito di normative rigorose di controllo e di etichettatura dei capi di bestiame, l´allevamento bovino ha riscontrato una maggiore valorizzazione della razza piemontese. E´ opportuna la puntualizzazione che, a fronte di una più scrupolosa attenzione dei consumatori nei confronti della qualità, gli allevatori astigiani hanno offerto un sistema di allevamento molto qualificato. L´aumento delle quotazioni ha consentito una più equilibrata compensazione dei costi che, unitamente alla concessione del contributo comunitario, ha permesso una maggiore remunerazione dell´attività di allevamento. L´aumento dei prezzi ha interessato anche i vitelloni di razza estera da carne le cui quotazioni erano state fortemente penalizzate lo scorso anno a seguito dell´allarmismo dovuto al diffondersi di casi di BSE. Si è così riequilibrato il forte divario che si era creato rispetto alla carne piemontese. Non si rilevano, a livello locale, particolari problemi sanitari a carico dell´allevamento bovino, mentre si registra una lieve flessione del mercato dei suini a causa di sospetti casi di malattia vescicolare suina (MVS), patologia che comunque non è allarmante per i consumatori. Il patrimonio ovi-caprino risulta in calo per l´assenza dei pascoli vaganti.



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