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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 3 dicembre 2020
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Industria



Asti, 3 dicembre 2020



Analisi economica provinciale



INDUSTRIA

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Nel primo semestre 2002 il settore industriale astigiano si è trovato ad affrontare non poche difficoltà a causa della rilevante dipendenza del comparto metalmeccanico dal polo torinese dell´auto. I problemi sono derivati dalle avvisaglie di ridimensionamento dell´organico conseguenti a crisi di settore ed a ristrutturazioni che prevedono la cessione all´esterno di alcune lavorazioni o servizi. I dati della Cassa Integrazione Straordinaria denunciano un intervento di 137.504 ore, intervento che si riferisce a periodi precedenti e quindi non conferma la reale richiesta del comparto nel semestre in esame. L´intervento C.I.G. ordinario risulta di 358.217 ore e mette in luce una generalizzata situazione di crisi aziendale imputabile a situazioni di mercato piuttosto critiche. Pur in un contesto critico la struttura produttiva astigiana, sulla base dell´analisi congiunturale condotta su un significativo campione di imprese per il periodo aprile-giugno 2002, evidenzia una certa capacità di tenuta. A livello globale si stima infatti la variazione totale della produzione rispetto al trimestre precedente nella misura del 3,7%. Tale variazione è giudicata negativa sono per i "prodotti in metallo" (-2,9%) e per il comparto alimentare (-0,4%), comparto rappresentato soprattutto da aziende vinicole che risentono di effetti di stagionalità. Sempre con riferimento alla produzione, dal confronto rispetto allo stesso trimestre dell´anno precedente si rileva una variazione di -0,3%, risultato di un bilanciamento derivante da una sensibile flessione delle attività di lavorazione dei prodotti in metallo (-8,5%) e del comparto elettromeccanico (-2%) e da recuperi messi in evidenza dalle industrie vetrarie (+2,1%), chimiche (+16,4%), metalmeccaniche strumentali (+1%), del legno e dei mobili (+3,6%), della carta (+2,3%), della gomma (+5,1%) e del tessile-abbigliamento (+9,6%). Sul mercato interno la domanda ha accusato un lieve calo (-0,9%). La diminuzione di ordinativi ha interessato l´industria alimentare (-1,4%), l´industria chimica e delle materie plastiche (-8%), l´elettromeccanica (-5,6%) e la lavorazione dei prodotti in metallo (-2,3%). Nuovi ordinantivi sono state invece segnalati dalle industrie del legno e dei mobili (+2,3%), della carta (+8%), della metalmeccanica strumentale (+3,3%) e della gomma (+8%). Sui mercati esteri si registra, in complesso, un lieve aumento della domanda (+0,7%). Il riferimento ad un incremento delle vendite all´estero si trova nell´ambito del comparto alimentare (+1,4%), dell´industria chimica e della plastica (+22,2%) e della metalmeccanica strumentale (+1,3%). Denunciano però minori ordinativi all´estero il tessile-abbigliamento (-1,7%), la lavorazione di prodotti in metallo (-2,4%), l´elettromeccanica (-1,7%), la fabbricazione di articoli in gomma (-17%), il vetro ed i materiali da costruzione (-1,1%). Nel secondo trimestre 2002 il fatturato all´estero è ammontato al 32,7% delle vendite e ha fatto registrare una diminuzione rispetto al volume di export relativo allo scorso trimestre ed alla fine del 2001. Relativamente all´occupazione, dal movimento avviamenti al lavoro/cessazioni del Centro per l´Impiego, risulta per il settore manifatturiero un saldo attivo di sole 155 unità. L´indagine congiunturale, dalla ponderazione di saldi negativi a carico del tessile-abbigliamento, del settore cartario, della fabbricazione di articoli di gomma, della lavorazione di prodotti in metallo e di variazioni positive per i restanti comparti, evidenzia, nel trimestre in esame, un aumento dell´occupazione dello 0,8%. Dalle previsioni si delinea una situazione che tende a mantenere gli attuali livelli. L´attività produttiva è preannunciata stabile dal 53,4% degli intervistati, in aumento per il 26,4% ed in diminuzione per il 15,2%. Il 32,1% delle imprese si aspetta un´ulteriore diminuzione della domanda interna a fronte del 22,5% che ritiene possibile un aumento. Sono leggermente migliori le aspettative sui mercati esteri: il 22,6% del campione prevede un incremento degli ordinativi, mentre il 22,4% ritiene probabile un ridimensionamento. I listini prezzi saranno rivisti in aumento dal 20,6% delle aziende, contro il 15% che ritiene opportuna una diminuzione. In merito all´occupazione ammonta al 22,4% la percentuale delle imprese intenzionate a ridurre la forza lavoro, ma le prospettive sono abbastanza incoraggianti per il 28% delle imprese che pare propensa ad assumere.

Andamento congiunturale al 1° semestre 2002

Previsioni prossimo semestre



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