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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 12 luglio 2020
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Artigianato



Asti, 12 luglio 2020



Analisi economica provinciale



ARTIGIANATO

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CONSISTENZA DELLE IMPRESE ARTIGIANE DELLA PROVINCIA DI ASTI (Fonte dati Infocamere)

MOVIMENTO ANAGRAFICO E FORMA GIURIDICA DELLE IMPRESE ARTIGIANE (Fonte dati Infocamere)

Le imprese iscritte all´Albo Artigiani della provincia di Asti al 30 giugno 2002 sono risultate 6.594, 98 in più rispetto ad un anno fa e due unità in meno rispetto al 31/12/2001. Nel semestre si sono iscritte 318 nuove imprese, mentre 320 hanno presentato denuncia di cessazione. Nell´arco di un anno si è determinato un tasso di crescita dell´1,5%, vale a dire una percentuale leggermente inferiore al normale trend che era stato registrato in provincia di Asti negli anni precedenti. Il clima di opinioni che si avverte tra gli operatori locali mette in evidenza un calo di fiducia ed una diffusa sensazione di incertezza. Indubbiamente la crisi del settore auto, aggravata dalle difficoltà della maggiore casa produttrice di autoveicoli del nostro Paese, influenza e coinvolge un vasto indotto costituito per la stragrande maggioranza da imprese artigiane localizzate oltre che nel torinese anche nell´astigiano. E´ pertanto inevitabile che la riduzione della produzione annunciata dalla Fiat ed il conseguente massiccio ricorso alla Cassa Integrazione per migliaia di lavoratori si ripercuota in una perdita di giro d´affari per l´indotto direttamente ed indirettamente collegato alla filiera dell´auto. Per i restanti comparti la situazione è stabile. Il settore alimentare appare in lieve crescita. A seguito di un´espansione sul fronte turistico, si rileva un certo sviluppo dei servizi eno-gastronomici. A livello complessivo ed in base ad un´indagine condotta su un campione di imprese le stime sulla produzione e sui nuovi ordinativi evidenziano una flessione rispetto al trimestre precedente, anche se occorre tenere conto che molte imprese artigiane non si avvalgono di programmazione di medio e lungo periodo. Si riscontra anche una minore propensione complessiva sugli interventi con un´inversione di tendenza rispetto al trimestre precedente. Analogamente crescono i timori degli operatori in ordine agli incassi ed alle conseguenti preoccupazioni sulla disponibilità finanziaria necessaria per la gestione dell´impresa. Passando all´occupazione le imprese manifestano perplessità sulla tenuta degli attuali livelli di organico ed evidenziano una scarsissima propensione all´assunzione di manodopera generica (ritenuta non necessaria dal 94,6% degli intervistati), mentre l´interesse per la manodopera specializzata è leggermente più accentuato, anche se comunque ben l´87% del campione dichiara di non averne bisogno. La Finanziaria 2002 non prevede, per le sole imprese con meno di 15 dipendenti, diversamente dagli anni precedenti, il beneficio degli sgravi contributivi per i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, in misura pari agli apprendisti. Tale penalizzazione costituisce un disincentivo per le imprese artigiane ad assumere personale.



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