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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 21 novembre 2019
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Mercato del lavoro



Asti, 21 novembre 2019



Analisi economica provinciale



MERCATO DEL LAVORO

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Disoccupati in provincia di Asti al 31/12/2002

Le nuove norme per agevolare l´incontro tra domanda ed offerta del mercato del lavoro hanno modificato in maniera significativa il sistema di rilevazione dei disoccupati. Le liste di collocamento stanno assumendo la connotazione di una banca dati e di un elenco anagrafico di iscritti ma nel corso del 2002 il Centro per l´Impiego ha mantenuto la struttura delle liste di collocamento aggiungendo i nuovi iscritti determinando così una lievitazione delle iscrizioni a quota 20.147. Per una serie di cause, quali la mancata revisione delle liste a partire da marzo 2000, l´assenza di cancellazione nel caso dell´avvio di contratti a tempo determinato o di contratti di collaborazione, ecc., il dato non può considerarsi significativo anche se offre certamente l´immagine della precarietà del mondo del lavoro.
Si riporta ugualmente l´elaborazione dei dati ed il raffronto con la situazione dello scorso anno unicamente per fornire un´indicazione di tendenza.

Dinamica avviamenti-cessazioni in provincia di Asti al 31/12/2002

Nel 2002 in provincia di Asti sono state avviate al lavoro 15.424 persone, 8.885 uomini, il 57,6% e 6.539 donne (42,4%). Si osserva un notevole incremento degli avviamenti rispetto al 2001: + 19,5% per gli uomini, +21,4% per le donne.Le
cessazioni di rapporto di lavoro sono ammontate a 13.349 di cui 7.611 relative a uomini, il 6,6% in più dello scorso anno e 5.738 riferite a donne (+ 5,6%). In totale le cessazioni sono risultate 13.349 ed hanno messo in evidenza, sul 2001, un aumento del 6,2%.
Il dato evidenzia la maggiore flessibilità del mercato del lavoro pur confermando la dinamica tradizionale di maggiori avviamenti di uomini e di minori cessazioni di donne.
Certamente la consistenza del movimento è una conseguenza sia del ricorso generalizzato a contratti a tempo determinato, sia della maggiore diffusione di contratti a part-time ed i 15.424 avviamenti possono essere il risultato di più avviamenti per lo stesso posto di lavoro nel corso dell´anno. E´ comunque notevole il saldo tra avviamenti-cessazioni, attivo per 2.075 unità, contro un saldo riferito al 2001 di sole 249 unità. Il confronto con l´anno precedente, nonostante un clima di opinioni negativo anche nell´ambito del mercato del lavoro, evidenzia pertanto un notevole turn-over ed una crescita occupazionale.
L´analisi per settore conferma la fase critica del settore industriale con 5.470 avviamenti e 6.061 cessazioni, movimento che ha determinato un saldo negativo di 591 unità con una perdita di posti di lavoro per 370 uomini e 221 donne. A compensazione si osserva una sensibile crescita degli avviamenti nell´ambito del commercio e dei servizi ammontante in totale a 9.786 unità riferite a uomini per il 50,5% ed a fronte di 7.223 cessazioni di rapporti di lavoro. Il saldo del settore terziario è perciò attivo per 2.563 unità, ossia dalla dinamica sono sorte nuove opportunità di occupazione per 1.631 uomini e 932 donne.
Le assunzioni della Pubblica Amministrazione nel 2002 sono state solo 168, gli esodi 65, per una differenza attiva di 103 unità e con un vantaggio occupazionale rivolto soprattutto alle donne.
Le persone avviate che hanno determinato una cancellazione dalle liste di collocamento e che pertanto risultavano disoccupate, sono ammontate a 10.132 unità.
Il 77,5% delle assunzioni è avvenuto con contratto a tempo determinato, il 9,6% con contratto a part-time.
Solo lo 0,6% delle assunzioni è derivato da una richiesta numerica, mentre per il 68% dei casi si è trattato di richieste nominative e per il 31,4% di assunzioni dirette.



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