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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 21 novembre 2019
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Agricoltura



Asti, 21 novembre 2019



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

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Rapporto delle imprese agricole sulle imprese degli altri settori (formato .pdf)

Demografia delle imprese
Il numero delle aziende agricole iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Asti è risultato, al 31 marzo 2003, di 9.941 unità. Nel periodo gennaio-marzo 2003 si sono iscritte 102 imprese e sono pervenute 368 cancellazioni con un saldo negativo di 266 unità. Rispetto ad un anno fa si registra una diminuzione di 420 imprese, pari ad una flessione del 4,1%, ridimensionamento ben superiore ai valori medi registrati negli anni precedenti. Le cause sono da imputarsi sia all´uscita dal sistema di aziende marginali in conseguenza dell´abbandono delle coltivazioni nelle aree meno vocate sia al processo di accorpamento che sta interessando da alcuni anni il settore agricolo astigiano.

Quotazioni dei principali prodotti agricoli e zootecnici commercializzati sulla piazza di Asti (formato .pdf)
Quotazioni medie dei vini pubblicate sui bollettini settimanali della Camera di Commercio di Asti (formato .pdf)

Vite
L´andamento meteorologico ha consentito nei primi mesi del 2003, soprattutto con riferimento alla vite, un ciclo vegetativo regolare, migliore rispetto allo scorso anno. La presenza dei grappoli, non ancora in fioritura, appare nella norma e lascia presumere una produzione quantitativamente buona.
Il mercato del vino ha risentito dell´attuale rallentamento economico generale. Le quotazioni dei vini prodotti nell´annata 2002 sono risultate in flessione per il Barbera d´Asti e Ruchè, pur evidenziando confortanti riprese per Dolcetto, Freisa, Grignolino, Malvasia e Cortese. Sul mercato interno si registra un lieve calo in parte dovuto ad una dinamica involutiva del turismo internazionale. Si rilevano, per i vini destinati all´esportazione, ritardi nelle consegne, in particolare nelle aree coinvolte nei conflitti militari. Le esportazioni nell´area dollaro sono penalizzate dalla circostanza della debolezza della valuta ed i contratti degli operatori locali stipulati in dollari hanno subito gli svantaggi del cambio.

Cereali
Le colture cerealicole sono state meno favorite dall´andamento climatico a causa della siccità dei mesi invernali con riflessi negativi nell´accestimento delle colture. La maturazione sia del grano che dell´orzo è prevista per fine giugno ed una resa non molto elevata determinerà una quantità prodotta inferiore alla norma. Anche sotto il profilo della commercializzazione le note non sono positive a seguito di importazioni di frumento proveniente dalla Russia e dall´Ucraina che hanno influenzato le quotazioni locali trascinandole al ribasso.
Anche la quotazione del granoturco ha accusato una flessione ma dal punto di vista vegetativo le notizie sono buone: la coltura è emersa bene a seguito della semina e, per ora, non presenta problemi.

Corilicoltura
Per quanto riguarda il nocciolo si ribadisce il ruolo di salvaguardia del territorio assunto dalla coltura in zone non adatte a coltivazioni più redditizie. Trattandosi di una pianta alternata l´annata 2003 si preannuncia scarsa, per un calo fisiologico del raccolto a seguito di due raccolti abbondanti.

Frutta
Si preannuncia una scarsissima produzione di albicocche a causa delle brinate primaverili che hanno pregiudicato il 60% del raccolto mentre appare buono il raccolto di pesche e ciliegie, colture che hanno tenuto all´abbassamento termico perché colpite in una fase vegetativa più avanzata. Dovrebbe essere soddisfacente anche la produzione di mele e pere salvo per i frutteti di fondovalle.

Ortaggi
Le avverse condizioni climatiche primaverili, siccità e abbassamenti repentini della temperatura, non hanno di certo contribuito allo sviluppo delle produzioni orticole e floricole.
Sicuramente il perdurare di queste condizioni climatiche ha contribuito a lievitare i costi di produzione, per il continuo uso degli impianti di riscaldamento e di irrigazione, a fronte dei quali non c´è stato alcun aumento del prezzo del prodotto.
Vi sono alcuni ortaggi come il pomodoro varietà cuore di bue, lo zucchino chiaro locale con il fiore, il sedano bianco d´Asti, l´aglio, l´asparago e la fragola precoce (aprile-maggio) i quali hanno avuto un leggero incremento di prezzo sui mercati rispetto all´annata precedente. Sono, invece, stabili i prezzi di altri ortaggi come lattughe, bietole da costa e da taglio, cavoli, cavolfiori, zucchino e porri.
I primi mesi del 2003 hanno, in generale, confermato la tendenza degli ultimi anni, consistente in un deciso ribasso dei prezzi degli ortaggi freschi alla produzione, a fronte del quale, rispetto allo stesso periodo del 2002, sono stati rilevati aumenti nella fase di vendita al dettaglio e nella GDO. Le cause di ciò sono sempre le stesse, l´invasione dei nostri mercati da parte di prodotti esteri ed extracomunitari, spesso venduti senza specificarne la provenienza malgrado la recente normativa imponga l´obbligo dell´etichettatura.

Florovivaismo
Nel settore florovivaistico le cose sembrano andare un pochino meglio. Nell´astigiano si sta verificando un aumento dei consumi di piante e fiori, dovuto sicuramente al miglioramento delle condizioni economiche, sociali e culturali della popolazione.
Il settore florovivaistico locale è un comparto non ancora eccedentario, con una domanda crescente da attribuirsi in parte anche al maggiore assortimento vegetale che i floricoltori immettono sul mercato per soddisfare le esigenze del consumatore. Inoltre occorre considerare che il consumatore è diventato più competente, pianifica gli acquisti, considera il marchio, sceglie i servizi migliori ed è maggiormente interessato ai prodotti nazionali e locali. Le specie maggiormente coltivate nelle nostre aziende sono piantine annuali fiorite, le quali vengono vendute nei primi mesi primaverili: gerani, surfinie, begonie, primule, petunie, tagete, salvia, verbena, impatiens, viole, ecc.

Zootecnia
Prosegue, per il settore zootecnico, il trend ascendente già rilevato nel 2002, caratterizzato da una domanda sostenuta e da aumento delle quotazioni, da porsi in relazione con l´impegno degli allevatori locali nei confronti della qualità e della sicurezza alimentare del prodotto. I premi per le vacche nutrici e le quotazioni elevate dei vitelli lattonzoli hanno inoltre favorito la tendenza alle nuove nascite nella stalla rispetto all´opportunità di acquisto all´estero di vitelli da ingrasso.




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