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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 21 novembre 2019
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Industria



Asti, 21 novembre 2019



Analisi economica provinciale



INDUSTRIA

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Andamento congiunturale I trimestre 2003 (formato .pdf)

Nel 1° trimestre 2003 l´andamento congiunturale dell´industria risultante dall´analisi delle risposte all´indagine "Giuria della Congiuntura" riflette ancora una certa capacità di tenuta.
Rispetto al trimestre precedente il volume totale della produzione ha evidenziato una flessione dello 0,3% a fronte di una variazione media del 2002 di +1,5%. La dinamica è piuttosto diversificata per tipologia di produzione: si segnala un aumento produttivo del vetro, dei prodotti in metallo, della gomma, del legno e dei mobili e nel contempo si evidenziano cedimenti nell´ambito dell´alimentare, dell´industria cartaria, dell´elettromeccanica, della metalmeccanica strumentale e del tessile-abbigliamento.
Il volume produttivo messo a confronto con la situazione rilevata nel 1° trimestre 2002 mette in luce un progresso del 2,2%, dato confortante soprattutto se si tiene conto che la variazione media trimestrale rispetto all´anno prima è stata, nel 2002 dell´1,45%. In quest´ottica sono significativi i risultati dell´industria vetraria (+7,7%), dell´elettromeccanica (+9,4%), della gomma (+10,7%). Confermano invece una dinamica involutiva il tessile-abbigliamento (-4,5%) e la metalmeccanica strumentale (- 3,9%).
Se si esamina la dinamica della produzione sulla base della dimensione occupazionale si osserva che i risultati migliori competono alle unità produttive più piccole, da 10 a 19 addetti, ed a quelle con più di 200 addetti, mentre le attività intermedie si dimostrano più vulnerabili al trend congiunturale.
Dalla ponderazione dei dati si calcola, per l´industria astigiana nel 1° trimestre 2003, un grado medio di utilizzazione degli impianti del 74,6%, superiore di quasi due punti percentuali rispetto a quello relativo al 4° trimestre 2002 e lievemente migliore del rapporto medio dell´anno precedente, pari al 74,4%.
Le vendite all´estero hanno rappresentato il 33,3% del fatturato totale ed evidenziano una ripresa rispetto al trimestre immediatamente precedente, ma fanno rilevare una sensibile diminuzione se si rapportano con la percentuale relativa ad un anno fa.
Il periodo in esame è stato contraddistinto da una certa debolezza della domanda. In termini globali la variazione dei nuovi ordinativi sul trimestre precedente è stata dello 0,035% sul mercato interno e di - 0,1% sui mercati esteri. Sia sul mercato interno che su quello estero hanno influito in negativo la flessione dell´industria alimentare da imputarsi a fattori di ordine stagionale e la diminuzione degli ordinativi della produzione di legno e di mobili e dell´elettromeccanica. Il mercato nazionale è stato però discreto per l´industria vetraria (+4,5%), per l´industria cartaria (+4,2%), per la metalmeccanica strumentale (+4,6%) e per i prodotti in metallo (+2%).
Sul mercato estero denunciano incrementi le produzioni di articoli in gomma (+5,2%), di prodotti in metallo (+4,9%), di prodotti chimici e materie plastiche (+2%) e il tessile-abbigliamento (+1,9%).
Sul fronte dell´occupazione, dalle risposte pervenute dalle 89 imprese intervistate, si rileva una variazione positiva dello 0,7%.
Le previsioni per il prossimo semestre lasciano intravedere segnali incoraggianti. Le prospettive di aumento della produzione sono infatti sostenute dal 51% degli operatori, contro pareri di stazionarietà per il 38% e di diminuzione per l´11%.
La domanda interna dovrebbe incrementarsi nei confronti del 46% degli intervistati, a fronte del 41% che la reputa stazionaria e del 13% che si aspetta una flessione.
Il 53% delle imprese prevede inoltre un aumento degli ordinativi dall´estero ed è limitata al 5% la quota di coloro che si aspettano una diminuzione.
Sui prezzi di vendita prevale l´opinione, espressa dal 70% degli intervistati, di non apportare variazioni e si limita al 18% l´intenzione di ritoccare verso l´alto i listini.
I propositi in merito all´occupazione sono di aumento per il 22% delle imprese e di diminuzione per il 10%; permangono pertanto previsioni di mantenimento degli attuali livelli per la maggioranza delle imprese.



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