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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 31 ottobre 2020
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Mercato del lavoro



Asti, 31 ottobre 2020



Analisi economica provinciale



MERCATO DEL LAVORO

Contenuto pagina

Disoccupati in provincia di Asti al 31/03/2003 (formato .pdf)

Si riporta la situazione degli iscritti al Centro per l´Impiego della Provincia di Asti con l´avvertenza che le iscrizioni alle liste di collocamento, non essendo più sottoposte a procedimenti di revisione delle liste e non essendo soggette a cancellazione nel caso dell´avvio di contratti a tempo determinato o di collaborazione, rappresentano una situazione indicativa ma non adeguatamente significativa sul livello della disoccupazione della provincia di Asti.
Dalla disaggregazione delle 20.287 iscrizioni si rileva che il 75,6% si riferisce a disoccupati che hanno perso una precedente occupazione a fronte del 21% di giovani in cerca di prima occupazione.
Il confronto rispetto alla stessa data di un anno fa evidenzia un sensibile aumento del primo gruppo di disoccupati (+11,8%), aumento da imputarsi a nuove iscrizioni sia da parte di donne (+ 10%) che di uomini (+ 14%).
La consistenza dei giovani in cerca di prima occupazione, pari a 4.279 iscrizioni, può considerarsi stazionaria rispetto al 31/03/2002 con una variazione limitata a -1,3% per gli uomini ed a + 1,9% per le donne, pari ad una variazione complessiva di + 0,8%.
I disoccupati sono in maggioranza ultratrentenni (55%), il 28% ha meno di 25 anni, il 17% ha un´età compresa tra i 25 ed i 29 anni.
Sulla base del settore di origine si segnala che il 47% delle iscrizioni fa parte di manodopera non ascrivibile ad alcun settore, il 28% dei disoccupati dichiara una provenienza dal settore terziario, il 23% si riconduce al settore industriale, mentre solo il 2% rivendica un´estrazione agricola.
Sono due le categorie che appesantiscono in modo particolare le liste dei disoccupati: gli operai qualificati e gli impiegati entrambi rappresentanti il 41,6% del totale disoccupati.

Dinamica avviamenti-cessazioni in provincia di Asti (formato .pdf)

Nel periodo gennaio-marzo 2003 sono state avviate al lavoro 4.183 persone, di cui 2.399 uomini, il 57,4%. Nello stesso periodo si sono conclusi 3.693 rapporti di lavoro, da attribuirsi a personale maschile per il 56,6% dei casi. Dal saldo risulterebbero 490 nuovi posti di lavoro, dato confortante ma sensibilmente inferiore al saldo rilevato nel 1° trimestre 2002, pari a 759 unità. Da tale confronto si evidenzia un numero di avviamenti stazionario per gli uomini e di crescita per le donne (+ 18,8%) ed una maggiore frequenza di cessazioni rispettivamente del 15,4% e del 19,7%.
Il 74,6% degli avviamenti è avvenuto per richiesta nominativa, il 24,7% per assunzione diretta, solo per lo 0,7% dei casi si è trattato di richieste numeriche.
Si fa rilevare come la condizione di contratto a tempo determinato, ricorrente per il 74,5% dei casi, ponga l´accento sulla precarietà delle assunzioni.
Si osserva infine una maggiore propensione al ricorso a contratti part-time: nel primo trimestre 2003 hanno rappresentato l´11% delle assunzioni contro un rapporto percentuale rilevato nel 2002 pari al 9,6%.







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