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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 8 agosto 2020
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Asti, 8 agosto 2020



Analisi economica provinciale



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L´import-export astigiano negli anni 1995-2002

Nel 2002, in un contesto congiunturale decisamente poco favorevole, il commercio estero della provincia di Asti evidenzia un andamento positivo con un aumento dei prodotti esportati del 3,8%, il miglior risultato tra le otto province piemontesi ed a fronte di flessioni dell´export regionale del 4%, del Nord Ovest del 4,6% e nazionale del 2,8%. L´export astigiano ammonta in totale a 921.810.000 euro, il 3,1% dell´export della regione ed appena lo 0,35% dell´export nazionale. Il dato statistico non tiene conto della produzione destinata all´estero delle numerose unità locali aventi sede fuori provincia, pertanto l´effettivo valore esportato è sicuramente superiore. L´andamento del dollaro nei confronti dell´euro, al di sotto della parità per i primi dieci mesi del 2002, ha favorito l´export oltrecortina contrattato in dollari, ma la prevalente destinazione delle esportazioni astigiane in area comunitaria e quindi l´assenza di fattori valutari avvalora l´ipotesi che le ripercussioni positive dell´export locale possano essere individuate sia nella elevata qualità che nell´incremento del grado di tecnologia incorporato nei beni. I 921.801.000 di euro di prodotti esportati presentano, in valori assoluti ed in rapporto al 2001, un incremento di € 33.630.000. Nonostante questo significativo risultato la provincia di Asti si colloca al 68° posto tra le 103 province italiane classificate per valore decrescente dell´export, perdendo tre posizioni rispetto alla classifica 2001. L´esportazione media per impresa ammonta a 36.037 euro ed anche in questo rapporto la posizione della provincia di Asti nella graduatoria nazionale non è particolarmente significativa in quanto occupa il 58° posto, pur registrando, rispetto al corrispondente valore del 2001, una variazione positiva del 3,7%. L´andamento degli ultimi quattro anni delinea una parabola ascendente ed evidenzia un aumento delle vendite all´estero di 135 milioni di euro, pari ad un incremento del 17,13%. Dal lato importazioni la situazione è analoga: le imprese astigiane nel 2002 hanno importato prodotti per 569.950.000 euro, il 2,6% in più dello scorso anno, incremento che pone la provincia di Asti in controtendenza sia della media italiana, pari a -2,6%, sia di quella regionale in diminuzione per il 3,6%. Le importazioni astigiane rappresentano il 2,7% del totale piemontese e lo 0,22% di quello italiano ed evidenziano, nei quattro anni in esame, una dinamica di costante aumento (+15,11%). Il saldo della bilancia commerciale, attivo per 351.852.258 euro, è ancora migliorato rispetto allo scorso anno (+5,7%), consentendo un grado di copertura delle importazioni dell´1,61%, a fronte dell´1,42% regionale e di un 1,03% nazionale.

L´INTERSCAMBIO PROVINCIALE PER GRUPPI DI PRODOTTI

Dalla classifica per valore dei prodotti esportati si osserva che più del 50% dell´export astigiano è da attribuire a quattro voci. Il prodotto maggiormente esportato in assoluto è rappresentato da "Parti ed accessori per autoveicoli" con vendite all´estero per 139.161.081 euro e con una variazione positiva rispetto al 2001 del 22,4% malgrado la crisi congiunturale del settore. Al secondo posto si collocano le bevande con 126.964.670 euro. Non ulteriormente disaggregabile in quanto la classificazione Istat non lo prevede, la voce "bevande" riferita alla provincia di Asti comprende quasi esclusivamente le esportazioni del settore vinicolo e delle distillerie; il loro rapporto è, sulla base della statistica del 1999 che forniva il dettaglio tra le due voci, rispettivamente del 70% e del 30%. Le esportazioni di vini e distillati hanno aumentato il loro peso sull´export astigiano con un incremento del giro di affari rispetto allo scorso anno del 5,7%. Il terzo prodotto maggiormente esportato si riferisce alla produzione di "macchine di impiego generale" che, con 105.135.968 di euro, ha rafforzato la propria presenza all´estero con un incremento di quasi il 6%. Per i "motori e generatori", voce che nel 2001 occupava la terza posizione, si rileva invece un ridimensionamento del fatturato estero a 95.459.247 euro, pari ad una perdita, rispetto ad un anno fa, del 17%. Analizzando la situazione per gruppi omogenei di prodotto si osserva che l´aggregato più consistente fa riferimento alle "Macchine ed apparecchi meccanici" con 213 milioni di euro. Fanno parte di questa categoria oltre alle "macchine di impiego generale" già citate quali prodotti leader della classifica anche le macchine per la produzione di energia meccanica, per impieghi speciali, per l´agricoltura e gli apparecchi per uso domestico. Complessivamente contribuiscono al totale astigiano per il 23% ed hanno realizzato una crescita del 2,9% nell´ultimo anno e del 13,2% rispetto al 1999. Il settore alimentare mette in evidenza una presenza rilevante sui mercati esteri con un fatturato pari a circa il 20% delle esportazioni astigiane e con un trend di sensibile aumento: +6,9% rispetto all´anno prima e +18,8% nei confronti del 1999. Sui 181 milioni di euro esportati il vino ed i distillati hanno rappresentato il 70%. I progressi registrati dal settore sono da mettere in relazione sia con l´andamento del settore vinicolo, sia con il rafforzamento sul mercato estero dell´industria conserviera, produzione che, con vendite all´estero per 27 milioni di euro, ha fatto registrare il 75% in più del 2001 e l´84% in più del 1999. Non procede nella stessa direzione la produzione di altri prodotti alimentari che, con un export di 23 milioni di euro, ha accusato, nei confronti dell´anno precedente, una perdita di ordini esteri del 23%, con una brusca interruzione del trend di ascesa avviato dal 1999. L´export di competenza dei mezzi di trasporto, pari a 148,65 milioni di euro, è per il 94% rappresentato dall´indotto auto e ne segue la dinamica. Con un aumento del fatturato estero superiore sia a quello dell´anno precedente del 22,9%, sia a quello rilevato quattro anni fa (+ 68,3%), il settore conferma la capacità di mantenere livelli di export sufficienti a compensare la flessione del mercato interno. Con 135,26 milioni di euro e con un rapporto sul totale del 14,7% è invece pesante il bilancio per le macchine elettriche, il cui export mette in evidenza una flessione del 12,6% sul 2001 e del 22,8% sul 1999. Ha condizionato il risultato la perdita di mercato estero dei motori e generatori, passati dai 154 milioni di euro del 1999 ai 95,5 milioni del 2002, pari ad un decremento del 38%. Si fa rilevare in questo ambito il movimento imputabile agli strumenti di misurazione da parte di cinque aziende locali con una produzione rivolta in particolare sul mercato nazionale e nel contempo alimenta un mercato estero di 13,4 milioni di euro che nell´ultimo anno si è incrementato del 4%. L´industria metalmeccanica ha un notevole peso per il numero degli insediamenti e per gli occupati. Il mercato estero riferito ai metalli ed ai prodotti in metallo ammonta a 96 milioni di euro con un peso sul totale del 10% e con un incremento del 72% nel periodo considerato e dell´11% nell´ultimo anno. Il settore dei minerali non metalliferi nel 2002 ha venduto all´estero per 32 milioni di euro, quota inferiore ai livelli raggiunti negli anni 1999 e 2000, ma in recupero sul 2001 (+5%). La produzione predominante è costituita dalle bottiglie in vetro sorta per soddisfare la domanda proveniente dall´industria vinicola locale e che nel frattempo alimenta un mercato estero di circa 29 milioni di euro, quota stazionaria rispetto al 1999 ed accresciuta del 13,7% nell´ultimo anno. L´industria tessile annovera attività di tipo artigianale ma di alto livello che contribuiscono all´export provinciale per circa 21 milioni di euro, cifra ragguardevole se posta in relazione alla dimensione aziendale delle unità di produzione ed ai 13,4 milioni di euro registrati nel 1999. L´industria chimica, con ordini dall´estero per 18,8 milioni di euro, mette in evidenza un trend discendente a partire dal 2000. Si riscontra un andamento analogo nei confronti della produzione di materie plastiche le cui vendite all´estero ammontano a 18,3 milioni di euro, mentre la produzione di articoli in gomma, 11,5 milioni di euro fatturati all´estero, ha incrementato le vendite oltre frontiera del 55% negli anni considerati ma con un incremento lieve nell´ultimo anno (+0,6%). E´ infine da sottolineare l´acquisizione di mercato estero messa in evidenza dal settore del legno e dei mobili, attività non particolarmente rilevante in provincia di Asti, ma che ha saputo consolidare e sviluppare le proprie quote all´estero; il relativo export, ammontante a 12,4 milioni di euro è aumentato del 43,7% negli ultimi quattro anni e del 18,4% rispetto al 2001. Passando a considerare i flussi di merci in entrata nel territorio provinciale, si osserva che le macchine elettriche mantengono la loro posizione in vetta alla classifica con 110,9 milioni di euro pari al 19,5% del totale, seguono i prodotti chimici con il 13,6%, le macchine ed apparecchi meccanici con l´11,4%, i prodotti in metallo con il 10,2%, i prodotti alimentari con il 10,1%. Rispetto al 2001 la bolletta estera astigiana è diventata più gravosa per 14,7 milioni di euro a causa soprattutto degli aumenti dei prodotti agricoli (+13,7%), dei prodotti tessili (+43,5%), dei prodotti chimici (+4,5%), della gomma e materie plastiche (+23,9%), dei minerali non metalliferi (+105,4%), delle macchine ed apparecchi meccanici (+15,3%) e delle macchine elettriche (+14,8%). Hanno nel contempo contribuito ad alleggerirla le importazioni di generi alimentari (-14,2%), l´abbigliamento (-2,5%), la pasta-carta-editoria (-8,6%), i metalli ed i prodotti in metallo (-4%), i mezzi di trasporto (-8%). Dal confronto con il 1999 si rileva un aumento dell´import del 15% dovuto essenzialmente a maggiori acquisti all´estero di prodotti del tessile-abbigliamento, cartari, chimici, della gomma e materie plastiche, dei metalli e prodotti in metallo, delle macchine ed apparecchi meccanici e delle macchine elettriche. La diminuzione della spesa estera è invece limitata ai prodotti alimentari, agricoli ed ai mezzi di trasporto.

EXPORT PER PAESI

E´ all´interno della Comunità Europea che si svolge la maggior parte delle transazioni commerciali del sistema produttivo astigiano per un giro di affari ammontante a 657,30 milioni di euro, il 71,3% del totale export. Nel 2001 tale rapporto di composizione era del 71,9% e nel 1999 del 75,1%. In ambito extraeuropeo l´export in rapporto sul totale ha rappresentato il 28,7% contro il 28,1% del 2001 ed il 24,9% del 1999. Si riscontra pertanto una certa tendenza ad indirizzare le vendite al di fuori dei mercati tradizionali. Entrambe le aree hanno registrato incrementi: in ambito comunitario le transazioni sono aumentate del 2,9% rispetto all´anno precedente e dell´11,2% rispetto al 1999, a livello extracomunitario l´export è aumentato del 6% nell´ultimo anno e del 35% in rapporto a quattro anni fa. La Francia mantiene la prerogativa di mercato più importante per le imprese astigiane con un fatturato di 200 milioni di euro. L´analisi degli ultimi quattro anni mette però in evidenza un graduale e costante ridimensionamento con una perdita di vendite di 33 milioni di euro(-14,3%) di cui 5 milioni (-2,6%) nell´ultimo anno. Il made in Asti diretto in Francia è costituito per il 20% da macchinari di impiego generale e per l´agricoltura, per il 18% da parti ed accessori per autoveicoli, dal 13,5% da bottiglie in vetro. Anche la Germania, secondo grande mercato per le produzioni astigiane con acquisti per 185 milioni di euro, evidenzia una lieve flessione rispetto ad un anno fa, ma se si considera il valore esportato nell´arco di quattro anni risulta una crescita del 24,3%. Il prodotto più acquistato in assoluto dal popolo tedesco è il vino; con un importo di 41,4 milioni di euro nel 2002 le vendite di vino hanno rappresentato il 22,4% del totale delle vendite in Germania. Seguono parti ed accessori per autoveicoli (19,3%), motori e generatori (15,3%), macchine di impiego generale (12,9%). Nel 2002 hanno avuto un particolare sviluppo le esportazioni nel Regno Unito: con 90,65 milioni di euro esse hanno fatto rilevare l´aumento dell´11,9% sul 2001 e del 24% sul ´99. Risultano in crescita anche le transazioni con la Spagna, pari a 79,6 milioni di euro, aumentate di quasi 28 miliardi (+53,7%) rispetto al 1999 e con miglioramento del 4% sul 2001, mentre le esportazioni in Portogallo, dopo due anni di crescita consecutiva, hanno rilevato nel 2002 una inversione di tendenza (-5,9%). In Olanda, dai 14 milioni di euro del 1999 si è raggiunto nel 2002, quota 18 milioni di euro, quasi il 30% in più. Il trend è analogo per il Belgio, le cui importazioni di beni prodotti ad Asti hanno raggiunto quota 16 milioni di euro con un incremento del 20% sull´anno prima e del 33% sul ´99. Le vendite in Grecia sono ammontate a 10 milioni di euro realizzando, rispetto al 2001, il 5,6% in più mentre in Danimarca i 9,8 milioni di esportazioni rilevate rappresentano il 90% dell´anno precedente. Anche con la Svizzera l´andamento è positivo: i 17,4 milioni di euro esportati rappresentano il 15,4 % in più del 2001. Negli Stati Uniti d´America si constata che la perdita di quota di mercato rilevata fino al 2001 è stata in parte recuperata nel 2002 con esportazioni per 36 milioni di euro (+9,4%). I segni sono altresì positivi per Giappone ed Australia che, rispettivamente con 11,2 milioni e 7,24 milioni, hanno incrementato gli acquisti rispetto all´anno precedente del 2,9% il primo e del 15,5% la seconda.Russia e Polonia espongono un andamento fluttuante mentre gli altri paesi dell´Europa Centro Orientale, con un export complessivo di 82,4 milioni di euro, importo più che raddoppiato rispetto a quello del 1999, sembrano rivelarsi quali interessanti sbocchi commerciali. Nel Medio Oriente le esportazioni astigiane sono ammontate a 8,7 milioni di euro in Turchia ed a 16 milioni di euro negli altri paesi ed hanno fatto rilevare un notevole ritmo di ascesa fino al 2001 per poi contrarsi nell´ultimo anno in particolare in Turchia (-47%). Con un totale di 26,4 milioni di euro le esportazioni nel continente africano appaiono discontinue, nell´ultimo anno sono però cresciute del 30%. 13,3 milioni è il valore in euro dei beni diretti in America Latina ed il riferimento con il 2001 mette in evidenza pesanti tagli soprattutto in Argentina. L´export nei paesi Nic (Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Singapore), pari a 8,4 milioni di euro, appare in ripresa sul 2001 (+16,9%), ma è retrocesso se confrontato sui livelli del 1999 (-32,6%). Con affari per 6,7 milioni di euro e da un andamento discontinuo si deduce che i rapporti commerciali in Cina sono occasionali.

LE ESPORTAZIONI DI VINI, VERMOUTH, SPUMANTI E DISTILLATI

La voce Istat li accorpa sotto il termine generico "bevande", ma per la provincia di Asti si tratta di una produzione di eccellenza che ha saputo evolversi sia sul piano della qualità che della commercializzazione. I dati sulle esportazioni dimostrano i passi compiuti dal settore in ordine al livello produttivo, all´immagine, alla capacità di affermazione ed i risultati avrebbero potuto essere ancora maggiori se la piccola dimensione aziendale della maggior parte delle imprese non avesse limitato la loro capacità ad affrontare nuovi mercati. Nel 2002 il fatturato estero del settore vinicolo è ammontato a 126,96 milioni di euro e, complice un´annata ottima per i vini, ha realizzato il 5,7% in più dell´anno precedente. Da un incremento delle vendite all´estero nell´intero periodo in esame dell´11,2% si delinea un percorso in ascesa con progressi particolarmente significativi negli ultimi due anni. L´export in area comunitaria è stato di 81,6 milioni di euro, il 64,3% del totale bevande; al di fuori di tale area il fatturato estero è risultato di 45,36 milioni di euro pari al 35,7%. Il peso dell´export all´esterno dell´Unione Europea relativo ai vini ed ai distillati è pertanto più consistente rispetto al totale delle esportazioni astigiane e l´incremento del 13,1% sul 2001 manifesta un deciso tentativo di espansione verso mercati più lontani. Il vino della provincia di Asti viene esportato in tutto il mondo anche se va sottolineato che un terzo della produzione destinata all´estero raggiunge il mercato tedesco. Con acquisti per 41,4 milioni di euro la Germania ha un po´ ridimensionato la richiesta (-4,3%) rispetto ad un anno fa, ma ha mantenuto livelli tali da far rilevare, dal confronto con il 1999, un aumento del 19,4%. Il secondo grande mercato astigiano in ordine ai prodotti vinicoli è rappresentato dagli Stati Uniti, paese acquirente per 17,82 milioni di euro. Nel 2001 questo importante mercato aveva fatto registrare una sensibile flessione ampiamente recuperata. Il 2002 ha rappresentato un anno di ripresa anche per le vendite nel Regno Unito, pari a 11,46 milioni di euro che hanno fatto registrare il 40% in più dell´export relativo agli anni precedenti. Prendendo in esame importi di export significativi ed incrementi di rilievo rispetto al 2001 si rilevano quali mercati degni di evidenza i seguenti: la Svizzera con 8,6 milioni di euro (+17,2%), l´Olanda con 7,1 milioni (+13,1%), il Giappone con 7,03 milioni (+7,3%), la Danimarca con 2,54 milioni (+34,4%), la Spagna con 1,8 milioni (+51,7%), il Canada con 1,7 milioni (+4,3%), l´Austria con 1,2 milioni (+22,2%). Meritano alcune riflessioni anche quei mercati esteri che hanno fatto rilevare una diminuzione degli acquisti. Con variazioni negative del 14% sul 2001 e del 27% sul 1999, si deve riconoscere un sensibile ridimensionamento delle esportazioni di vini astigiani venduti in Francia nel 2002 per 8 milioni di euro. Si fa notare che la Francia rappresenta il nostro tradizionale e più agguerrito concorrente dato che i vini francesi si contendono, con i vini italiani, il primato di presenza sui mercati internazionali.Le esportazioni in Belgio, ammontanti a tre milioni di euro, mantengono i livelli dell´anno prima, ma fanno rilevare una riduzione del 16% rispetto al 1999 ed i tre milioni di vini esportati in Portogallo rappresentano il 18% in meno del 2001. Infine l´Australia, paese che ha sicuramente apprezzato i vini astigiani, a fronte di un export di 3,72 milioni di euro, ma che, da qualche anno a questa parte, ha apportato un drastico taglio agli ordini (-12,7% sul 2001, -25,6% sul 1999).




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