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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 17 settembre 2019
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Industria



Asti, 17 settembre 2019



Analisi economica provinciale



INDUSTRIA

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Andamento congiunturale del settore industria in provincia di Asti nel 3° trimestre 2003

Il settore industriale astigiano, sulla base dell´elaborazione dei risultati dell´indagine condotta sulle imprese nel 3° trimestre 2003, mette in evidenza una variazione negativa della produzione, rispetto al trimestre precedente, di -1,14%. Nonostante abbiano contribuito a far salire il livello medio produttivo la rilevante crescita del settore alimentare e vinicolo (+9,5%) e dell´elettromeccanica (+5,8%) unitamente ai più modesti aumenti della chimica e materie plastiche (+2%) e dell´industria cartaria (+1,5%), il dato medio è stato sensibilmente ridimensionato dalle flessioni produttive accusate dalle industrie meccaniche di precisione e di macchine ed apparecchi meccanici (-8,8%), dal comparto dei prodotti in metallo (-2,3%), dalla fabbricazione di articoli in gomma (-11,9%) e dal tessile-abbigliamento (-2,4%).
Dal confronto rispetto ad un anno fa si evidenzia un incremento produttivo di +2,6%, risultato dalla ponderazione tra l´andamento soddisfacente dell´industria alimentare (+9,5%), della chimica e materie plastiche (+9,5%), dell´industria cartaria (+5,5%), dell´industria vetraria (+3,4%), della fabbricazione di articoli in gomma (+9,1%), della carpenteria in legno e mobili (+9,3%) e dell´elettromeccanica (+0,8%) ed i cedimenti accusati dal tessile-abbigliamento (-5,1%), dalla produzione di macchine ed apparecchi meccanici e dalla meccanica di precisione (-5,9%) e dalle produzioni in metallo (-0,8%).
Il ridimensionamento produttivo è da riferirsi soprattutto ad aziende di piccole e medie dimensioni; per le aziende da 100 addetti in su si rileva invece un incremento di produzione. Si ritiene che ciò sia dovuto al fatto che le aziende più grandi, riuscendo a soddisfare gli ordini autonomamente, hanno ridotto il ricorso alla subfornitura.
Il grado medio di utilizzazione degli impianti, pari al 78,5%, appare su livelli elevati per l´industria vetraria (92,4%), l´elettromeccanica (86,3%), l´industria chimica e delle materie plastiche (80,6%) e per l´industria alimentare (80,2%). Meno ottimale è invece lo sfruttamento degli impianti per il comparto cartario (67,8%) e per la metalmeccanica strumentale e di precisione (69,8%).
In relazione alle vendite si riscontra un valore del fatturato complessivo inferiore del 3,8% rispetto a quello rilevato nel trimestre precedente, sebbene su base annua il confronto metta in evidenza una variazione positiva dell´1,3%.
La domanda interna mette in evidenza una flessione degli ordinativi del 2,4%. Sono in particolare le industrie del settore metalmeccanico (-6,2%) ed elettromeccanico (-2,6%), della fabbricazione di articoli in gomma (-14,4%) e del tessile-abbigliamento (-1,8%) a dichiarare una diminuzione del giro di affari sul mercato nazionale.
Il mercato estero si è incrementato nel trimestre in esame dell´1,3% e manifesta una certa dinamicità con riferimento ai prodotti chimici ed alle materie plastiche (+17,5%), all´elettromeccanica (+10,7%) ed all´industria alimentare e vinicola (+4,1%). Gli ordinativi dall´estero risultano comunque in contrazione per il tessile-abbigliamento (-6,9%), per il settore metalmeccanico (-5,5%), per la carpenteria in legno e mobili (-7,2%) e per la fabbricazione di articoli in gomma (-9,5%).
Le vendite all´estero costituiscono il 32,9% del fatturato totale, rapporto che risulta lievemente inferiore rispetto a quelli rilevati nel primo semestre dell´anno.
In merito all´occupazione la variazione complessiva è irrilevante (+0,1%). Solo il settore alimentare evidenzia un aumento della forza lavoro, aumento che deve però essere messo in relazione con il ricorso all´assunzione di stagionali da parte dell´industria vinicola.
I dati del Centro per l´Impiego confermano tale situazione di staticità occupazionale del settore industria: nel periodo luglio-settembre 2003 sono stati registrati 1.346 avviamenti al lavoro contro 1.311 cessazioni, con un saldo positivo limitato a 35 unità.
Nell´ottica del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni il quadro congiunturale del 3° trimestre 2003 appare lievemente migliore: gli interventi ordinari, ammontanti in totale a 194.935 ore, rappresentano infatti il 17,5% in meno di quelli risultanti nel corrispondente periodo dello scorso anno.
Sul piano delle previsioni, anche se la maggioranza degli intervistati (53,5%) si limita ad esprimere giudizi di stazionarietà, si coglie un certo ottimismo: il 35% delle imprese si aspetta infatti un aumento della produzione. Gli ottimisti in merito alla domanda interna sono il 31,7% a fronte del 13,1% che prevede una diminuzione degli ordinativi. Sui mercati esteri la domanda dovrebbe aumentare per il 33,9% delle imprese contro previsioni di flessione pervenute dal 13,3% degli operatori. I listini prezzi rimarranno invariati per il 64,6% delle imprese, aumenteranno per il 21,2%, diminuiranno per il 14,2%. Riguardo all´occupazione non si avranno variazioni di rilievo per il 66,6% delle unità produttive; è però lievemente superiore alla norma la percentuale di coloro che prevedono flessione (19,3%), mentre solo il 14,1% degli imprenditori sembra avere in programma nuove assunzioni.



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