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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 20 settembre 2019
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Mercato del lavoro



Asti, 20 settembre 2019



Analisi economica provinciale



MERCATO DEL LAVORO

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Disoccupati in provincia di Asti al 30/09/2003
Dinamica avviamenti-cessazioni in provincia di Asti nel III trimestre 2003


Il dato risultante dalle iscrizioni alle locali liste di collocamento è un valore cumulativo comprensivo degli avviati con contratti a tempo determinato e di collaborazione. La significatività di questo indicatore in merito alla valutazione dell´andamento della disoccupazione è limitata anche dal fatto che tali liste non sono più assoggettate a quei procedimenti di revisione periodica che determinavano la cancellazione degli iscritti non più in condizione di disoccupati.
Dalla analisi dei dati emergono però dinamiche particolari che sicuramente confermano i problemi e i contrasti del mercato del lavoro locale.
Dalla situazione degli iscritti al Centro per l´Impiego della provincia di Asti si osserva un sensibile aumento delle persone che hanno perso una precedente occupazione a fronte di una relativa stazionarietà degli iscritti in cerca di prima occupazione.
Per classe di età si rileva che il 26% degli iscritti ha meno di 25 anni, il 17% ha un´età compresa tra 25 e 29 anni ed il restante 57% ha un´età dai trent´anni in su ed è quest´ultima categoria a denunciare il più elevato tasso di aumento delle iscrizioni (+ 11%).
Per settore di provenienza si riscontra un dato irrisorio per l´agricoltura (2%), una non classificabilità per il 45% degli iscritti e provenienze rilevanti sia per l´industria (22%) che per il terziario (31%).
Dai saldi risulta un maggior incremento delle iscrizioni da parte di disoccupati provenienti dal settore terziario (+19%).
Per qualifica la situazione appare pesante per gli operai non qualificati (41,8% dei disoccupati iscritti) e per gli impiegati (41,4%) mentre gli operai qualificati costituiscono solo il 16,8% degli iscritti).
Il movimento avviamenti al lavoro-cessazioni rapporti di lavoro è stato particolarmente dinamico nell´ambito del settore terziario le cui imprese hanno assunto, nel trimestre luglio-settembre 2003, 2.750 unità lavorative a fronte di 2.180 cessazioni, con un saldo attivo di 570 unità. Anche l´industria, malgrado la situazione di crisi in cui versa il settore metalmeccanico e che in provincia di Asti ha una notevole rilevanza sia in base al numero delle imprese che in rapporto all´occupazione, da un movimento di 1.346 entrate e di 1.311 uscite, fa registrare un saldo attivo di 35 unità.
Il mercato del lavoro è senz´altro caratterizzato da una notevole mobilità: gli avviamenti al lavoro del 3° trimestre 2003 sono stati 4.136, il 3% in più del corrispondente periodo dello scorso anno e nel contempo le cessazioni del periodo di esame sono risultate 3.505, pari ad un incremento del 16,6%. Tale dinamica, che ha determinato un saldo attivo di 631 unità, è stata nettamente positiva per gli uomini, in quanto ha creato a loro favore 552 opportunità di lavoro in più, ma molto meno positiva per le donne con la creazione di nuovi posti di lavoro limitata a 79 unità.
Il saldo di 631 unità relativo al 3° trimestre 2003 rappresenta un risultato deludente se confrontato con il saldo attivo di 1.010 unità realizzato nello stesso periodo dello scorso anno ed è stato proprio il rallentamento della crescita di nuove possibilità di lavoro per le donne a determinare la differenza tra i due periodi.
I 4.136 avviamenti realizzati nei tre mesi in esame in un contesto economico non certo esaltante sono sintomatici della capacità di tenuta del sistema produttivo astigiano ma nel contempo la considerazione che l´81% delle assunzioni è avvenuta con contratti a tempo determinato conduce a riflettere sulla condizione di precarietà di molti posti di lavoro e mette in evidenza una generale incertezza sul mantenimento dei livelli occupazionali.



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