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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 22 settembre 2019
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Commercio Estero



Asti, 22 settembre 2019



Analisi economica provinciale



COMMERCIO ESTERO

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Import-export al 30/09/2003 (classi merceologiche)
Import-export al 30/09/2003 (paesi)


Dall´indagine sulle imprese manifatturiere della provincia di Asti si rileva che un terzo della produzione è destinata all´estero. Nel contempo la rilevazione Istat sul movimento con l´estero assegna al flusso di beni esportati da parte del sistema produttivo astigiano nei primi nove mesi del 2003 un valore complessivo di 712.103.425 euro. Tale importo, messo a confronto con il corrispondente periodo del 2002, evidenzia un aumento dell´export del 3,8%, risultato che, considerato alla luce dell´ulteriore cedimento accusato dall´export piemontese, attribuisce una notevole capacità di reazione al contesto generale di crisi ed alla ricaduta sul contesto produttivo locale delle difficoltà dell´indotto auto.
Si collocano al primo posto tra i prodotti esportati i macchinari e gli apparecchi meccanici con 170.611.465 euro, il 4,8% in più dei primi nove mesi del 2002, a fronte di una flessione rilevata a livello regionale del 5,6%.
Al secondo posto si trovano i vini ed i distillati con un export di 132.637.649 euro che, con un aumento del 4,3% sul 2002, dimostrano di aver consolidato ed incrementato la quota di mercato estero.
Anche l´indotto auto ha in parte recuperato le perdite subite sul mercato nazionale incrementando la propria presenza all´estero: da gennaio a settembre le esportazioni hanno raggiunto la quota di 123.200.380, valore che rappresenta l´8,4% in più di quanto esportato nello stesso periodo dell´anno prima.
Alimentano un discreto mercato estero le attività di lavorazione dei metalli il cui fatturato oltrecortina ammonta in totale a 77.598.314 euro (+6,2%).
L´industria tessile e dell´abbigliamento, con vendite all´estero ammontanti a 28.455.500 euro, dà prova, con un rafforzamento della propria presenza all´estero rispetto ai primi nove mesi del 2002 del 34,4%, di una notevole capacità di recupero.
L´industria chimica, nei primi nove mesi del 2003, con 25.018.060 euro, ha quasi raddoppiato le esportazioni (+73,7%) ed è stata positiva anche la dinamica riferita all´export della produzione di articoli in gomma e delle materie plastiche (+5,1%).
Accusano invece un cedimento le vendite all´estero del settore elettromeccanico il cui mercato, già in sensibile flessione nel 2002, nei primi nove mesi del 2003, con 89.754.877 euro di fatturato estero, denuncia un´ ulteriore riduzione del 13%.
E´ di rilievo l´export relativo ai prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, tra cui è compresa l´industria vetraria: i 21.206.105 euro di prodotti esportati rappresentano però il 14% in meno del corrispondente valore del 2002. Anche per l´industria cartaria, che nell´astigiano ha rilevanza con riferimento alla produzione di imballaggi in cartone, si rileva una diminuzione delle vendite all´estero (-10,2%).
L´Europa ha acquistato prodotti made in Asti per 607.513.316 euro, l´85,3% dell´export astigiano, ed ha fatto rilevare sull´anno precedente, un incremento del 3,7% mettendo in rilievo che le opportunità di business in quest´area sono tuttora elevate. Gli Stati dell´Unione Europea acquistano il 69,3% dell´export totale astigiano ed in questo ambito la nostra maggiore acquirente è la Francia, seguita a ruota dalla Germania. Nella prima le transazioni si sono mantenute stabili, nella seconda hanno subito un taglio del 2,6%. E´andata meglio nel Regno Unito e nella Spagna, 3° e 4° posto nella graduatoria dei mercati astigiani, i cui acquisti nel 2003 si sono incrementati, rispetto al 2002, rispettivamente del 5% e del 6,5%. Sono state acquisite nuove quote di mercato nei paesi dell´Europa Centro Orientale, rappresentanti il 12% dell´export totale provinciale (+22,8) e nei paesi scandinavi (+20,4%).
Le esportazioni in Asia, pari a 38.395.464 euro, il 5,4% del totale export, sono stati superiori a quelle dirette nelle Americhe ed hanno fatto rilevare una sensibile crescita (+17,4%) con una quota di export rimarchevole nell´Asia Orientale (+39,5%) e con un tasso di sviluppo notevole in Cina (+77,6%).
Nel periodo gennaio-settembre 2003 le esportazioni dirette in America, ammontanti in totale a 36.732.668 euro, sono diminuite, rispetto a gennaio-settembre 2002, del 2,8%. Le vendite hanno subito una flessione sia negli Stati Uniti (-3%) che negli Stati dell´America meridionale (-8,6%).
Ed infine in Australia il nostro export non prende consistenza: i 6.129.305 euro di prodotti esportati rappresentano solo lo 0,9% dell´export complessivo e mettono in evidenza una diminuzione dell´11%.



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