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Versione solo testo - Camera di commercio di Asti, 17 ottobre 2019
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Agricoltura



Asti, 17 ottobre 2019



Analisi economica provinciale



AGRICOLTURA

Contenuto pagina

Rapporto delle imprese agricole sulle imprese degli altri settori - consistenza delle imprese agricole al 31/03/2004
Quotazioni dei principali prodotti agricoli e zootecnici commercializzati sulla piazza di Asti
Quotazioni medie dei vini pubblicate sui bollettini settimanali della Camera di Commercio di Asti

Demografia delle imprese
Il numero delle aziende agricole iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Asti al 31/03/2004 è risultato, pari a 9.582 unità. Nel periodo gennaio-marzo 2004 si sono iscritte 129 imprese e sono pervenute 294 cancellazioni con un saldo negativo di 165 unità. Rispetto ad un anno fa si registra una diminuzione di 319 imprese, pari ad una flessione del 3,2%, ridimensionamento un po´ inferiore a quello registrato nel 2003, ma comunque superiore ai valori medi registrati anteriormente. Le cause sono da imputarsi sia all´uscita dal sistema di aziende marginali in conseguenza dell´abbandono delle coltivazioni nelle aree meno vocate, sia alla cessazione dell´attività da parte degli imprenditori che hanno raggiunto l´età pensionabile. Questi fattori hanno dato avvio a un processo di accorpamento che sta interessando da alcuni anni il settore agricolo astigiano.

Colture
Vino - I primi mesi dell´anno, piuttosto umidi e freddi, hanno determinato, rispetto alle ultime annate, un leggero ritardo nel ciclo vegetativo della vite. La coltura ha però tratto beneficio dalla stabilità meteorologica all´epoca della fioritura e sembra aver evitato la minaccia peronospora per cui si può prospettare una buona annata. Solo nelle zone più sensibili e nelle varietà più vulnerabili risente di attacchi di oidio. La produzione 2004 si preannuncia buona e senza grossi problemi anche se, a nord-est ed a nord-ovest della provincia si segnalano ancora focolai di flavescenza dorata. L´aspetto commerciale che sta interessando la produzione 2003, produzione non abbondante ma qualitativamente ottima soprattutto in quelle aziende particolarmente attente all´attività svolta in cantina, è ritenuto piuttosto fiacco. Si rileva però, nei confronti del mercato del vino astigiano, un confortante andamento con riferimento all´estero. Nel 2003 il fatturato estero del settore vinicolo è ammontato a 137,97 milioni di euro, l´8,1% in più dell´anno precedente, aumento che sicuramente premia gli sforzi che gli operatori sostengono per il mantenimento di standard qualitativi elevati e per l´acquisizione di nuovi sbocchi commerciali. Il trend di ascesa sui mercato esteri è anche da mettere in relazione all´azione di promozione, condotta a livello locale, del territorio e delle produzioni tipiche della provincia di Asti. L´attenzione degli operatori è altresì rivolta a garantire il consumatore sia sulla zona sia sulle tecniche di produzione attraverso iniziative che interconnettono il vino ed il territorio e si concretizzano in azioni di tutela di tipologie di prodotto e di controllo sulla quantità dei residui di fitofarmaci presenti.

Cereali - Le piogge primaverili hanno influito positivamente sulla coltura del frumento il cui raccolto si preannuncia di buona qualità ed abbondante, anche in conseguenza di una superficie coltivata leggermente superiore allo scorso anno da motivare con un andamento particolarmente favorevole al momento della semina. Non si rilevano malattie salvo qualche sporadico attacco di oidio. L´andamento è analogo per l´orzo: leggero aumento di superficie coltivata con un produzione che si prevede abbondante e di qualità. La superficie coltivata si è invece ridotta per il mais, coltura che, per ora, registra anch´essa un buon ciclo vegetativo.

Colture industriali - La superficie coltivata a girasole si è ridotta rispetto allo scorso anno a causa della scarsa resa e del limitato margine di reddito che offre la coltura. In molto zone il raccolto è inoltre compromesso per la presenza di piccioni. Per la soia, la flessione della superficie coltivata è da addebitare principalmente alla difficile reperibilità di semi non OGM. La produzione astigiana, che ha la caratteristica di essere OGM free, copre appena il 5% del consumo. Si rileva inoltre una diminuzione di circa il 5% nella superficie coltivata a barbabietola da zucchero. La coltura ha tratto beneficio da una primavera piovosa per quanto la resa sarà da mettere in relazione al livello di piovosità dei mesi estivi.

Frutta - A seguito delle favorevoli condizioni meteorologiche dei primi mesi dell´anno si prevede un´abbondante produzione di frutta per tutte le cultivar (mele, pere, pesche ed albicocche).

Superata la preoccupazione delle brinate primaverili le coltivazioni hanno presentato un´ottima fioritura. Si segnalano solo pochi casi di ticchiolatura dovuta alle piogge abbondanti (2% del totale) a causa di mancati interventi tempestivi. Solo la produzione di ciliegie, quantitativamente irrisoria, ha risentito delle piogge nel periodo della fioritura.

Prezzi
Le quotazioni medie dei prodotti agricoli e zootecnici rilevati dalla Camera di Commercio di Asti con riferimento al mese di marzo 2004 evidenziano sensibili incrementi, da attribuirsi alla siccità che ha caratterizzato la scorsa annata agraria e che ha influito negativamente dal punto di vista quantitativo sulle produzioni agricole.
Frumento e granoturco nazionale hanno fatto registrare incrementi percentuali superiori al 40% rispetto al corrispondente periodo dell´anno precedente. Altrettanto alta risulta anche la variazione dei prezzi della farina di granoturco e dei sottoprodotti della macinazione. Permane invece stazionaria la quotazione della farina di pane tipo O e OO.
Per il fieno, la cui resa è diminuita del 30%, gli incrementi hanno raggiunto l´88%.
Anche i vini, che grazie ad un´annata 2003 asciutta sono di ottima qualità, hanno fatto registrare incrementi medi che vanno dal 2,8% per il Dolcetto d´Asti D.O.C, fino al 15,3% del Barbera del Monferrato D.O.C. , al 17,8% del Malvasia di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco D.O.C. e al 23% del Monferrato Freisa secco D.O.C. Diversa risulta invece la situazione dei moscati che vede una diminuzione dell´1,6% del prezzo dell´Asti D.O.C.G., mentre il Piemonte Moscato D.O.C. registra un incremento del 4,3%.
Per quanto riguarda l´allevamento, gli aumenti più elevati interessano i vitelli da allevamento (+11,3%) e i vitelli lattonzoli (+22,6%). I prezzi dei bovini da macello registrano invece incrementi più modesti, mentre risultano in calo i prezzi dei suini.



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